Dio non รจ Dio dei morti, ma dei vivi
Il brano rientra nella sezione di Luca del cap.20, in cui troviamo una serie di dispute di Gesรน con esponenti delle autoritร religiose di Israele: i dottori della Legge (o scribi), i farisei e i sadducei; nella fattispecie qui si tratta del terzo gruppo.
[ads2]Nati probabilmente nei circoli degli ebrei filellenici intorno al 200 a.Cr., i SADDUCEI erano esponenti della ricca aristocrazia di Gerusalemme, membri di famiglie influenti con funzioni sacerdotali di rilievo: erano sommi sacerdoti e anziani, responsabili dellโorganizzazione e dellโamministrazione del Tempio. Il loro nome infatti risaliva a Sadok, sommo sacerdote al tempo di Salomone.
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Caratterizzati da rigido conservatorismo, si attenevano strettamente alla Legge di Mosรจ, cioรจ al Pentateuco (o Torah) e respingevano la tradizione orale (accettata invece dai farisei) e le credenze del giudaismo piรน recente. Cosรฌ negavano la resurrezione dai morti, giudicata una superstizione popolare estranea alle Scritture, perchรฉ non menzionata nel Pentateuco; e ritenevano non canonico il passo di Daniele che ne parla. Respingevano pure il messianismo nella sua forma piรน alta e spirituale e la presenza nella storia di angeli e demoni.
Conservatori in campo religioso, erano invece politicamente aperti, pronti a consolidare la loro autoritร anche ricorrendo ad accordi palesi o segreti col potere romano con cui non avevano conflitti. Nel 70 d.Cr., in seguito alla caduta di Gerusalemme, essi spariscono dalla scena come partito attivo politicamente, mentre acquistano sempre piรน influenza e potere i farisei. La loro presenza nei Vangeli รจ una reale memoria storica del tempo di Gesรน.
Nel brano in questione alcuni sadducei, che – come abbiamo visto – non credevano nella resurrezione, propongono a Gesรน un caso ipotetico, una storia inventata nelle scuole rabbiniche: se una donna, conformemente alla legge del levirato (Deut.25,5 ssg.), ha avuto sette mariti, di chi sarร moglie nella resurrezione? E lo dicono con una buona dose di ironia; come dire: se cโรจ la resurrezione, come la mettiamo in un caso del genere? quali complicazioni assurde deriverebbero dallโesistenza della resurrezione! Essi erano certi di poter gettare il ridicolo su ogni eventuale risposta di Gesรน.
Il quesito rientrava in quella casistica su cui si svolgevano frequenti e infervorate discussioni nellโambito rabbinico accademico. Ma il Maestro come sempre non scende sul terreno della disputa e sposta la questione a un altro livello, dando nel contempo ai sadducei e a noi un importante insegnamento sulla resurrezione. Dalle sue parole si capisce che essa non andava intesa come continuazione e accrescimento delle gioie della vita terrena (cosรฌ affermava allora una grossolana concezione popolare), ma come una condizione assolutamente nuova, che non รจ possibile esprimere con il linguaggio e le categorie mentali della vita presente, perchรฉ sfugge agli schemi del mondo terreno.
In sostanza Egli dice: i risorti non si sposano, perchรฉ ormai sono immortali e non occorre piรน il matrimonio per proseguire la stirpe umana; inoltre essi sono uguali agli angeli, cioรจ hanno come loro un corpo spiritualizzato (cfr. S.Paolo 1ยฐ Cor. 15, 42-46); infine essi sono a pieno titolo โfigli di Dioโ, perchรฉ partecipano integralmente della condizione divina, e dunque dellโeternitร .
E poi, analogamente ai Sadducei, anche Gesรน fa una citazione scritturistica dal Pentateuco, ma non per ribattere colpo su colpo le affermazioni degli avversari, bensรฌ, ancora una volta, per spostare il dibattito su un altro piano, individuando il โcentroโ della questione: ciรฒ che conta non รจ โcomeโ saranno gli uomini dopo la morte, ma chi รจ quel Dio che si rivela e mostra loro una fedeltร senza limiti. Egli si rifร allโepisodio del roveto ardente, in cui Dio si manifesta a Mosรจ e gli dice: โIo sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbeโ (Es.3,2-6) e ne trae la conseguenza che โDio non รจ il Dio dei morti, ma dei viventi, perchรฉ tutti vivono per luiโ (v.38).
Ora, lโespressione โil Dio di Abramo, etc.โ richiama il patto di Alleanza, cioรจ di reciproca e stretta appartenenza che ha legato Israele a Jahvรจ; ma allora, se al popolo ebraico รจ stato offerto un amore particolare, una predilezione da parte di Dio, che รจ il Salvatore per antonomasia, non puรฒ accadere che la morte abbia lโultima parola; Dio non puรฒ essere piรน debole della morte! E soprattutto, se Dio ama lโuomo, non puรฒ abbandonarlo in potere della morte. Ecco perchรฉ tutti โper luiโ, cioรจ grazie a lui, vivono!
Certo, nella resurrezione non si ha la semplice continuazione della vita terrena (come ritenevano i farisei, e per di piรน con unโaccresciuta feconditร !), ma unโesistenza totalmente โnuovaโ e non esprimibile nelle categorie terrene. La nostra condizione attuale puรฒ essere paragonata a quella del feto che vive e si muove nel grembo della madre come in un ambiente a lui familiare, ma che non ha e non puรฒ avere la benchรจ minima idea sul mondo che lโaspetta al momento in cui vedrร la luce!
Cosรฌ sarร per noi, quando varcheremo il โmuro dโombraโ: non sappiamo, nรฉ mai potremo sapere come sarร ! Pertanto ci รจ chiesto di respingere le inutili curiositร su come, in che modo, quando, etc., mentre dovremmo piuttosto preoccuparci di rispondere alla illimitata fedeltร di Dio, cercando di compiere ogni giorno la Sua volontร .
Ileana Mortari – Sito Web
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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
- Colore liturgico: verde
- ย 2 Mac 7, 1-2. 9-14; Sal 16; 2 Ts 2, 16 – 3, 5; Lc 20, 27-38
27Gli si avvicinarono alcuni sadducei โ i quali dicono che non cโรจ risurrezione โ e gli posero questa domanda: 28ยซMaestro, Mosรฉ ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma รจ senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29Cโerano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morรฌ senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e cosรฌ tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morรฌ anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarร moglie? Poichรฉ tutti e sette lโhanno avuta in moglieยป. 34Gesรน rispose loro: ยซI figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono nรฉ moglie nรฉ marito: 36infatti non possono piรน morire, perchรฉ sono uguali agli angeli e, poichรฉ sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosรฉ a proposito del roveto, quando dice: Il Signore รจ il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non รจ dei morti, ma dei viventi; perchรฉ tutti vivono per luiยป.
- 06 – 12 Novembre 2016
- Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
- Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
