Commento al Vangelo del 4 settembre 2011 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

CORREZIONE FRATERNA (Mt. 18, 15-20)

Quando ci sembra di aver subito un torto siamo spesso portati a considerare solo noi stessi e a condannare chi ci ha offeso. Il Maestro propone un comportamento molto diverso. Prima di tutto chiede di considerare anche la controparte: se ha sbagliato รจ bene che abbia la possibilitร  di rimediare comprendendo quello che ha fatto. Lโ€™ammonimento fatto a tu per tu รจ il primo passo.
Intanto confrontarsi con lโ€™altro serve per mettere bene a fuoco il problema e poi abbassa la pressione. Infatti spesso tenendosi le cose dentro, e magari fingendo che tutto vada bene, si coltivano rancore e cattivi pensieri che tolgono la pace. Avere il coraggio di affrontare pacatamente lโ€™altro permette di essere piรน sereni. Se la contesa non si compone, puรฒ essere che il problema sia della controparte, come anche nel cattivo giudizio di chi si sente offeso, per cui far intervenire dei testimoni garantisce una maggiore obiettivitร .
รˆ un passo intermedio, in cui non si porta a conoscenza di tutti il problema, ma se non si arriva alla composizione, allora lโ€™intera comunitร  รจ chiamata a intervenire. In questa maniera รจ garantito un giudizio equilibrato della controversia e chi รจ in errore ha modo di rivedere le sue posizioni. Una eventuale esclusione dalla chiesa non ha un valore solo umano, ecco perchรฉ il Maestro sottolinea che ciรฒ che viene legato o sciolto lo รจ per la terra come per il cielo. Essere in comunione comporta una responsabilitร  reciproca.
La salvezza non puรฒ essere un obiettivo individuale, perchรฉ la legge stessa, come ci ricorda San Paolo, รจ fondata sullโ€™amore. Nessuno che sia veramente amato si puรฒ lasciare indietro. Ciรฒ che unโ€™eventuale disapprovazione o condanna vuole ottenere รจ la redenzione di chi ne รจ oggetto.
Come il Signore dice a Ezechiele, dobbiamo essere come sentinelle, non per cogliere in fallo gli altri, ma per vegliare sulla loro salute spirituale. Il compito principale dei sacerdoti e dei vescovi รจ assolvere, ma se lโ€™assoluzione รจ negata, รจ perchรฉ non cโ€™รจ una vera conversione. Se andasse sempre tutto bene non ci sarebbero termini di paragone e nessuno sarebbe stimolato a migliorare. Il valore della comunitร  รจ grande anche per la preghiera. Essere insieme a chiedere vuol dire che non cโ€™รจ una ricerca egoistica dei propri interessi, ma la volontร  di cercare il bene comune. La nostra non รจ una religione individualistica in cui Dio รจ una specie di proprietร  privata, ma fondandosi sullโ€™amore, richiede necessariamente la condivisione. Chiesa vuol dire assemblea, quindi essere cristiani significa riconoscersi in una comunitร . Gesรน รจ presente quando cโ€™รจ comunione.

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