Collocato nella controfacciata interna della nostra chiesa parrocchiale di Moniga, sopra la porta dโingresso, cโรจ una grande tela della fine del โ600 con la firma di Gioia Abraha Stols, probabilmente una pittrice di cui non ho trovato alcuna altra notizia su internet. La scena che perรฒ rappresenta รจ famosa, ed รจ la Pentecoste.
Come da tradizione la pittrice rappresenta il gruppo degli apostoli in cerchio e al centro Maria, la Madre di Gesรน. Sopra tutti i personaggi si vede la colomba luminosa dello Spirito Santo con le fiammelle che si posano su tutti i presenti, compresa Maria. Cโรจ anche Pietro nella scena, ma il capo degli apostoli non รจ al centro ma anche lui a lato, con le chiavi che lo identificano posate a terra.
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La scena dipinta secondo la classica rappresentazione, mette insieme diversi elementi che si raccolgono nei vari racconti biblici. Quel giorno di Pentecoste, raccontato da Luca nel secondo capitolo degli Atti degli Apostoli, non si sa se era presente Maria nel cenacolo, ma che si fosse unita al gruppo degli Apostoli viene detto prima. La posizione circolare degli Apostoli che fa si che nessuno sia piรน importante di altri richiama piรน la pagina del Vangelo di Giovanni, nella quale si racconta che Gesรน Risorto appare ai discepoli chiusi per paura nel Cenacolo e si mette in mezzo. Da questa posizione centrale ribadita piรน volte dallโevangelista, Gesรน dona Spirito Santo a tutti in ugual modo, senza che ci sia qualcuno piรน vicino e privilegiato e qualcuno piรน distante e meno importante.
Ecco la Chiesa che viene fuori da questi racconti della Pentecoste. ร una Chiesa nella quale nessuno sta al centro e che ha nella circolaritร il suo modello, e non รจ una piramide di potere. La Chiesa, comunitร di credenti di cui facciamo parte tutti noi con il Battesimo, รจ un luogo di fraternitร dove al centro sta solamente Gesรน come presenza sempre viva, come fonte di amore e di missione che tocca tutti in ugual intensitร anche se in modi diversi.
Il dipinto, cosรฌ come i racconti biblici che stanno alla sua origine, hanno un qualcosa che richiama per simbologia quello che stiamo vivendo proprio oggi, in modo da una parte ironico ma anche molto significativo.
Lโevangelista Giovanni racconta che Gesรน appare al gruppetto chiuso in casa per paura, come la nostra, e fa un qualcosa che oggi se lo prendiamo alla lettera davvero fa paura: alita su di loro. ร questo il modo scelto da Gesรน per donare il suo Spirito Santo. Alitare per dare vita richiama quello che Dio ha fatto nella creazione del primo uomo, quando dopo averlo formato fisicamente e biologicamente, alita il suo amore dentro, e solo allora Adamo prende vita. ร questo quello che fa Gesรน con i discepoli anche di oggi, cioรจ con noi. ร qui nella preghiera domenicale, ma anche in ogni istante che lo preghiamo, per soffiarci dentro la sua forza vita e contagiarci di Dio.
Il racconto di Atti dice la stessa cosa con parole e immagini diverse ma che alla fine hanno il medesimo messaggio. Anche in questo racconto i discepoli sono chiusi in casa, bloccati dalla paura e dal non sapere come fare per portare il messaggio di Gesรน in un modo cosรฌ complesso e complicato, pieno di cosรฌ tante diversitร da sembrare condannato solo alla divisione. Ecco lo Spirito che scende come un fuoco e trasforma quel gruppo di discepoli in un vero e proprio โfocolaio di Dioโ. Sono tutti cosรฌ contagiati e pericolosamente pieni della forza di Dio che basta che aprano bocca e quel che hanno ricevuto viene trasmesso.
Rimanendo con il linguaggio dellโattualitร , Gesรน รจ il โpaziente zeroโ che contagiando i suoi discepoli li spinge per una โpandemiaโ del suo amore.
Fin da subito quel contagio รจ stato contrastato, โdistanziandoโ i discepoli, cercando di farli fuori e isolandoli. Molte โcureโ e โvacciniโ sono stati messi in campo nella storia, attraverso ricchezze, lotte di potere, divisioni nella comunitร . Ma grazie proprio alla forza contagiosa del Vangelo, il โpaziente zeroโ che รจ Gesรน โcontagiaโ anche noi oggi, se lo lasciamo entrare, se non ci ostiniamo a tenerlo โdistanziatoโ.
Forse questo parallelismo con la storia attuale della pandemia rischia di essere forzato e magari urtante, ma รจ importante che ci sentiamo anche oggi parte di quella storia.
Il dipinto sopra alla porta della chiesa non puรฒ rimanere solamente una decorazione o il racconto di una storia passata che non ci riguarda. In quei personaggi sui quali scende la forza dello Spirito di Dio ci possiamo mettere noi stessi, per diventare ogni giorno e ovunque, fuori dalle porte della chiesa, un quadro vivente della Pentecoste.
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Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)
