Commento al Vangelo del 29 Settembre 2019 – Piccole Suore della Sacra Famiglia

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Cโ€™ERA UN UOMO RICCO

In quel tempo Gesรน disse ai farisei: 19. โ€œC’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

In questa Domenica la liturgia sofferma la nostra attenzione sulla parabola del ricco e del povero Lazzaro. Siamo invitati a considerare lโ€™errato uso della ricchezza, riflettendo lโ€™esempio di un uomo che sfrutta i suoi beni ad esclusivo vantaggio personale.

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I protagonisti della parabola sono tre: il ricco senza nome, il povero Lazzaro e Abramo. Il ricco: รจ senza nome e rappresenta lโ€™ideologia dominante dellโ€™epoca.

Abramo: rappresenta il pensiero di Dio.

Il povero Lazzaro: โ€œrappresenta bene il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochiโ€ (papa Francesco).

โ€œUn uomo riccoโ€: di costui non si dice il nome. Lโ€™uomo viene definito dal suo comportamento e dal suo lusso, che esibisce perchรฉ da essi riceve sicurezza e piacere. La sua vita si basa sullโ€™avere, sullโ€™esterioritร , anzichรฉ sullโ€™essere e sulla confidenza in Dio, ma รจ solo. Viene ricercato solo per avere dei vantaggi.

โ€œVestiti di porpora e di lino finissimoโ€: lโ€™abbigliamento serve per ostentare se stesso e incutere riverenza sugli altri.

โ€œLauti banchettiโ€: il banchetto รจ lโ€™anticipazione della festa escatologica, quanto di meglio uno possa desiderare, in contrasto con la povertร  vigente. Il ricco non bada a spese per godersi la vita, per darsi ai piaceri dellโ€™esistenza. Papa Francesco, in una sua omelia mattutina, ha definito mondanitร  lโ€™atteggiamento di chi โ€œรจ solo con il proprio egoismo, dunque รจ incapace di vedere la realtร โ€.

Non viene detto nulla circa la moralitร  della persona ricca. Non sappiamo se il suo patrimonio sia stato accumulato in modo onesto o meno. Qui importa solo riflettere sullโ€™egoismo dellโ€™utilizzo dei beni e sullโ€™indifferenza verso chi vive negli stenti.

20.ย ย ย  Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe,

Per contrasto ora viene descritto un povero, โ€œriccoโ€ di piaghe (viene in mente Giobbe 2,7), senza casa, che sta, cioรจ giace, alla porta, chiusa, del possidente. Questo povero ha un nome, perรฒ. Si chiama Lazzaro, che significa โ€œcolui che รจ soccorso da Dioโ€. Ha una identitร , diversamente dal ricco che รจ privo di nome. Lazzaro รจ profondamente nellโ€™afflizione, ma proprio per questo รจ considerato beato da Gesรน, secondo il โ€œdiscorso della montagnaโ€.

21.ย ย ย  bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Lazzaro non ha di che sfamarsi; si accontenterebbe di mangiare il pane usato dal ricco per pulirsi le mani che poi veniva gettato sotto la tavola ai cani; invece non gliene danno. Gesรน si identifica nel povero Lazzaro, lacero, sofferente, rifiutato.

Si aggiunge il tormento dei cani che leccano le piaghe con le lingue ruvide, provocando ancor piรน fastidio, dal quale non puรฒ sottrarsi. Questo loro gesto รจ stato interpretato come pietร  per cercare di guarire il poveretto. Per gli ebrei i cani non erano animali domestici, ma immondi. Questo indica il punto di miseria in cui versava il povero Lazzaro. Non viene detto nulla circa la sua moralitร  (pazienza, virtรน di accettazione). Egli รจ presentato solo come emblema della povertร  piรน estrema.

La parabola rispecchia la mentalitร  del tempo che fa corrispondere alla ricchezza i meriti della persona; alla miseria, il suo stato di peccato. รˆ come se ognuno meritasse la situazione in cui si trova, senza possibilitร  di riscatto. Lโ€™indifferenza del ricco nei confronti del povero significa accettazione di questo ordine delle cose come normale e ineluttabile. Non รจ questa la visione di Gesรน.

22.ย ย ย  Un giorno il povero morรฌ e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morรฌ anche il ricco e fu sepolto.

Come la nascita, la morte รจ una condizione che accomuna tutti gli uomini. Giunge il momento inย  cui entrambi, sia il ricco che il povero, lasciano questo mondo. Viene tratteggiato quello che avviene dopo la morte. Nellโ€™oltretomba la sorte รจ rovesciata: il povero รจ felice, il ricco รจ nei tormenti. Cosรฌ esclama Maria nel suo Magnificat: โ€œHa rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuoteโ€ (Luca 1,52-53).

โ€œFu portato dagli angeliโ€: il povero Lazzaro viene preso dagli angeli che lo conducono nel seno di Abramo, nella gloria, dove sono destinati i giusti. Il corpo sicuramente sarร  stato gettato nella fossa comune. Luca parla degli angeli che hanno la funzione di accompagnare i defunti in un luogo di pace.

โ€œFu sepoltoโ€: il ricco ha il privilegio e i mezzi per venire sepolto, come รจ consono al suo stato. Nessun commento riguardo ai rapporti con parenti e amici, nessuna parola circa la sua persona, nessuna informazione circa il suo destino nel Regno.

23.ย ย ย  Stando negli inferi fra i tormenti, alzรฒ gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui.

La visione ebraica dellโ€™aldilร  non รจ concorde fra le varie correnti di pensiero. Dal racconto si capisce che viene concepito un luogo di tormento (lโ€™Ade o sheol) e un luogo separato di beatitudine. Per alcuni esegeti il soggiorno dei morti coincide con la Geenna, la discarica a cielo aperto vicino a Gerusalemme, nella quale venivano bruciati i rifiuti della cittร .

24.ย ย ย ย ย ย  Allora gridando disse: โ€œPadre Abramo, abbi pietร  di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perchรฉ soffro terribilmente in questa fiammaโ€.

Luca riferisce il dialogo del ricco con Abramo. Lo chiama โ€œPadreโ€ appellandosi alla sua discendenza genealogica. Il ricco, che non degnava di uno sguardo il povero, ora chiede pietร  per avere una sola goccia dโ€™acqua per alleviare il tormento del fuoco in cui si trova immerso. Colui che non ha dato amore, chiede un atto di amore.

Dal lusso sfrenato alla tortura eterna: รจ questo il rovesciamento a cui viene sottoposto il ricco, costretto a chiedere lโ€™intervento del povero, per avere un minimo e passeggero sollievo. Aiuto negato in vita agli altri, aiuto supplicato in morte per se stesso.

25.ย ย ย ย  Ma Abramo rispose: โ€œFiglio, ricรฒrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui รจ consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Abramo interviene negando il sollievo al ricco, condannato al tormento eterno, pur se riconosciuto della sua stessa discendenza. Questa situazione serve a scuotere il lettore: non ci sono privilegi, non ci sono scappatoie. Ognuno riceverร  il premio o la condanna in base alle sue opere. รˆ un monito chiaro per i lettori di ieri e di oggi. Anche noi siamo chiamati a fare del bene finchรฉ siamo in tempo: saremo giudicati sullโ€™amore.

26.ย ย ย  Per di piรน, tra noi e voi รจ stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, nรฉ di lรฌ possono giungere fino a noiโ€.

Il grande abisso interpreta lโ€™irrevocabilitร  del giudizio, un limite invalicabile. Lazzaro non puรฒ piรน aiutare il ricco, in quanto non cโ€™รจ piรน il tempo di rimediare: la sorte รจ segnata per sempre. La morte pone fine a tutte le possibilitร . Le scelte fatte in vita sono fissate per sempre.

27.ย ย ย  E quello replicรฒ: โ€œAllora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28. perchรฉ ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perchรฉ non vengano anch’essi in questo luogo di tormentoโ€.

Ora il ricco chiede che Lazzaro compia una missione: quella di salvare i suoi fratelli, perchรฉ non vadano a languire nella stessa pena.

Luca vuole riportare il discorso sulla terra, per far capire quanto bisogna pensare prima alle conseguenze del proprio agire: al momento della morte il giudizio verrร  fissato per sempre e non sarร  piรน possibile cambiarlo. Aveva troppo. Ora non ha nulla.

29.ย ย ย  Ma Abramo rispose: โ€œHanno Mosรจ e i Profeti; ascoltino loroโ€.

Luca insegna, tramite le parole che mette in bocca ad Abramo, che la Legge ha validitร  permanente. Nella Scrittura ci sono le direttive sufficienti e necessarie per conoscere e compiere la volontร  di Dio e poter godere poi la beatitudine senza fine. Anche noi credenti non abbiamo bisogno dei miracoli. รˆ sufficiente la Parola. Il ricco conosceva la Scrittura, ma non lโ€™ha praticata, non ha aperto gli occhi e il cuore a concretizzare quanto aveva appreso.

30.ย ย ย  E lui replicรฒ: โ€œNo, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrร  da loro, si convertirannoโ€.

Viene ora dichiarato che un evento soprannaturale non ottiene automaticamente la conversione di un cuore indurito. Un miracolo o unโ€™apparizione dallโ€™oltretomba non servirebbero a far cambiare vita a persone che non vogliono ascoltare la Legge di Dio.

Probabilmente Luca riferisce in questa parabola le problematiche sorte nella sua comunitร  riguardo alla non conversione dei Giudei davanti alla predicazione dei Cristiani.

31.ย ย ย ย  Abramo rispose: โ€œSe non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai mortiโ€.

Luca ribadisce che solo tramite la conversione รจ possibile sperare nella felicitร  della vita futura. Per vivere questo invito di Gesรน a cambiare vita finchรฉ ne siamo in tempo, dobbiamo evitare di correre dietro a manifestazioni soprannaturali, ma nutrirci della Parola e dei sacramenti, che sono sempre a nostra disposizione. Sono questi i mezzi di salvezza che ci possono portare alla beatitudine eterna ed impedirci di cadere nella sorte del ricco, costretto a vivere per sempre nel tormento, che consiste, soprattutto, nellโ€™essere separato da Dio.

Questa parabola รจ un salutare scossone alla nostra inerzia spirituale, alla nostra pigrizia comportamentale. รˆ un richiamo a riconoscere Dio presente nei poveri. Ricordiamoci che nel giudizio finale il Figlio dellโ€™Uomo dirร : โ€œHo avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero [โ€ฆ] nudo e non mi avete vestitoโ€ (Matteo 25,42-43).

Facciamo in modo che la nostra vita gridi a tutti la gioia di incontrare il Salvatore, prima nei poveri e poi nella festa della vita senza fine. Godremo i frutti di una vita spesa nel dono, nella generosa condivisione con gli ultimi, nellโ€™utilizzo di quanto abbiamo per il bene degli altri. Il Cristo Risorto ci aprirร  le porte della dimora di luce e di pace dove incontreremo tutti coloro che avranno beneficiato qui in terra della nostra magnanimitร .

Suor Emanuela Biasiolo delle Piccole Suore della Sacra Famiglia

Letture della
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

Ora cesserร  lโ€™orgia dei dissoluti.

Dal libro del profeta Amos
Am 6,1a.4-7

ย 
Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti dโ€™avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dellโ€™arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti piรน raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciรฒ ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserร  lโ€™orgia dei dissoluti.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dร  il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.
ย 
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi รจ caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
ย 
Egli sostiene lโ€™orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Conserva il comandamento fino alla manifestazione del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timรฒteo
1 Tm 6,11-16

ย 
Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietร , alla fede, alla caritร , alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
ย 
Davanti a Dio, che dร  vita a tutte le cose, e a Gesรน Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesรน Cristo,
che al tempo stabilito sarร  a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede lโ€™immortalitร 
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto nรฉ puรฒ vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Parola di Dio

Vangelo

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui รจ consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 16,19-31

ย 
In quel tempo, Gesรน disse ai farisei:
ย 
ยซCโ€™era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
ย 
Un giorno il povero morรฌ e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morรฌ anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzรฒ gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: โ€œPadre Abramo, abbi pietร  di me e manda Lazzaro a intingere nellโ€™acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perchรฉ soffro terribilmente in questa fiammaโ€.
ย 
Ma Abramo rispose: โ€œFiglio, ricรฒrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui รจ consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di piรน, tra noi e voi รจ stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, nรฉ di lรฌ possono giungere fino a noiโ€.
ย 
E quello replicรฒ: โ€œAllora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perchรฉ ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perchรฉ non vengano anchโ€™essi in questo luogo di tormentoโ€. Ma Abramo rispose: โ€œHanno Mosรจ e i Profeti; ascoltino loroโ€. E lui replicรฒ: โ€œNo, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrร  da loro, si convertirannoโ€. Abramo rispose: โ€œSe non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai mortiโ€ยป.

Parola del Signore

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