Commento al Vangelo del 28 agosto 2016 – mons. Vincenzo Paglia

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19514745932_eaeae50df7_o[ads2]โ€œUna mente saggia medita le paraboleโ€, nota il Siracide (3,28). รˆ quanto facciamo anche oggi, dopo aver ascoltato appunto le due parabole pronunciate da Gesรน. รˆ sempre saggio meditare le parabole, soprattutto mentre in molti si riprende il cammino ordinario dopo le vacanze: โ€œLampada per i miei passi รจ la tua parola, luce sul mio camminoโ€. Canta il Salmo (Sal 118/119,105).

Il Vangelo presenta Gesรน che, invitato a pranzo in casa di un capo dei farisei, osserva gli ospiti correre a scegliere i primi posti. รˆ una scena che ci รจ forse familiare anche se, magari per timore o per educazione, non ci ha visti protagonisti sciocchi. Eppure, non siamo lontani dalle abitudini stigmatizzate dal Vangelo. Gesรน, che legge nel profondo dei cuori, vede anche noi correre per prendere i primi posti, come quegli invitati di cui parla il Vangelo. Non รจ questione di cercare la poltrona piรน bella o la prima fila. Si puรฒ scegliere il primo posto anche mettendosi nellโ€™ultima fila o nellโ€™ultima sedia.

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La scelta del primo posto, infatti, riguarda il cuore, non le sedie. Scegliere i primi posti รจ porre se stessi davanti a tutto; รจ voler piegare tutto ai propri comodi; รจ pretendere di essere serviti piuttosto che servire; essere onorati piuttosto che essere disponibili; essere amati prima di amare, oppure mettersi alla fine per non amare, per non servire. Scegliere il primo posto, insomma, vuol dire anteporre se stessi a ogni cosa. Si comprende bene che non รจ questione di sedie, bensรฌ dello stile della vita.

Gesรน stigmatizza questo comportamento. Esso non giova, anzi รจ dannoso perchรฉ ci rende concorrenti e nemici lโ€™uno dellโ€™altro, condannandoci cosรฌ a una vita fatta di spiate, di spinte, di invidie, di soprusi. Non รจ questione di galateo o di buone maniere. Gesรน va ben oltre; intende cogliere la concezione che ognuno ha di se stesso. E la lezione รจ chiara: chi crede di essere giusto e pensa di poter stare a testa alta tanto da meritare il primo posto avanti ad altri, costui sentirร  dirsi: โ€œCedigli il posto!โ€ (v. 9), e dovrร  arretrare pieno di vergogna. E bene allora vergognarsi della propria superbia e dellโ€™indulgenza che ciascuno ha verso se stesso, giร  prima di prendere posto.

รˆ bene vergognarsi davanti a Dio del proprio peccato, senza che questo comporti depressione, poichรฉ โ€œsolo Dio รจ buonoโ€. La santa Liturgia ci suggerisce questo atteggiamento quando allโ€™inizio ci fa invocare per tre volte: โ€œSignore, pietร โ€. E il Signore viene accanto a ciascuno e ci esorta: โ€œAmico, passa piรน avanti!โ€; โ€œamico, vieni, ascolta la mia parola, gusta il mio pane e bevi il mio caliceโ€. Sรฌ! Chi si umilia e chiede perdono, chi china il capo davanti al Signore, costui sarร  esaltato. Il Signore non sopporta i superbi e non tollera gli egoisti.

Egli รจ il โ€œPadre degli umiliโ€. โ€œFiglio โ€“ esorta il libro del Siracide โ€“ nella tua attivitร  sii modesto, sarai amato dallโ€™uomo gradito a Dio. Quanto piรน sei grande, tanto piรน umiliati; cosรฌ troverai grazia davanti al Signore; perchรฉ dagli umili Egli รจ glorificatoโ€ (Sir 3,17-20). E la prima Lettera di Pietro esorta i cristiani a โ€œrivestirsi tutti di umiltร  gli uni verso gli altri, perchรฉ Dio resiste ai superbi, ma dร  grazia agli umiliโ€ (5,5). Lโ€™umiltร  non ha nulla a che vedere con lโ€™umilismo. Lโ€™umiltร  รจ riconoscere che solo Dio รจ grande, solo Dio รจ buono, solo Dio รจ misericordioso. Nessuno di noi รจ buono per carattere o per natura. Al contrario, siamo impastati di egoismo. La bontร  รจ frutto di conversione, dellโ€™ascolto della Parola di Dio, della pratica della caritร .

Lโ€™umile capisce, sa amare, sa essere fratello e sorella, sa pregare, sa essere umano, sa smuovere le, montagne piรน alte e sa colmare gli abissi piรน profondi. Lโ€™umile realizza lโ€™altra parabola evangelica: โ€œQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, nรฉ i tuoi fratelliโ€ฆ perchรฉ anchโ€™essi non ti invitinoโ€ฆ e tu ne abbia il contraccambio. Al contrarioโ€ฆ invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiartiโ€ (vv. 12.13).

In un mondo in cui tutto รจ commercializzato, in cui il do ut des รจ la legge ferrea che regola ogni comportamento, le parole di Gesรน sono davvero una bella notizia, lโ€™annuncio della gratuitร , del gesto fatto per amore e con disinteresse. Di qui nasce una nuova, piรน ampia solidarietร . Noi, umili discepoli, cosa faremo questโ€™anno? Quale impegno cercheremo di portare avanti? Il compito affidato a noi รจ quello di apparecchiare e servire il banchetto dellโ€™amore, di voler bene a tutti e particolarmente ai piรน poveri.

mons. Vincenzo Paglia

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XXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

  • Colore liturgico: verde
  • Sir 3,19-21.30-31; Sal 67; Eb 12, 18-19.22-24; Lc 14, 1. 7-14

[ads2]Lc 14, 1. 7-14
Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesรน si recรฒ a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: ยซQuando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perchรฉ non ci sia un altro invitato piรน degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cรจdigli il posto!”.

Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perchรฉ quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni piรน avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perchรฉ chiunque si esalta sarร  umiliato, e chi si umilia sarร  esaltatoยป.

Disse poi a colui che l’aveva invitato: ยซQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 28 Agosto – 03 Settembre 2016
  • Tempo Ordinario XXII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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