
Il Vangelo presenta Gesรน che, invitato a pranzo in casa di un capo dei farisei, osserva gli ospiti correre a scegliere i primi posti. ร una scena che ci รจ forse familiare anche se, magari per timore o per educazione, non ci ha visti protagonisti sciocchi. Eppure, non siamo lontani dalle abitudini stigmatizzate dal Vangelo. Gesรน, che legge nel profondo dei cuori, vede anche noi correre per prendere i primi posti, come quegli invitati di cui parla il Vangelo. Non รจ questione di cercare la poltrona piรน bella o la prima fila. Si puรฒ scegliere il primo posto anche mettendosi nellโultima fila o nellโultima sedia.
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La scelta del primo posto, infatti, riguarda il cuore, non le sedie. Scegliere i primi posti รจ porre se stessi davanti a tutto; รจ voler piegare tutto ai propri comodi; รจ pretendere di essere serviti piuttosto che servire; essere onorati piuttosto che essere disponibili; essere amati prima di amare, oppure mettersi alla fine per non amare, per non servire. Scegliere il primo posto, insomma, vuol dire anteporre se stessi a ogni cosa. Si comprende bene che non รจ questione di sedie, bensรฌ dello stile della vita.
Gesรน stigmatizza questo comportamento. Esso non giova, anzi รจ dannoso perchรฉ ci rende concorrenti e nemici lโuno dellโaltro, condannandoci cosรฌ a una vita fatta di spiate, di spinte, di invidie, di soprusi. Non รจ questione di galateo o di buone maniere. Gesรน va ben oltre; intende cogliere la concezione che ognuno ha di se stesso. E la lezione รจ chiara: chi crede di essere giusto e pensa di poter stare a testa alta tanto da meritare il primo posto avanti ad altri, costui sentirร dirsi: โCedigli il posto!โ (v. 9), e dovrร arretrare pieno di vergogna. E bene allora vergognarsi della propria superbia e dellโindulgenza che ciascuno ha verso se stesso, giร prima di prendere posto.
ร bene vergognarsi davanti a Dio del proprio peccato, senza che questo comporti depressione, poichรฉ โsolo Dio รจ buonoโ. La santa Liturgia ci suggerisce questo atteggiamento quando allโinizio ci fa invocare per tre volte: โSignore, pietร โ. E il Signore viene accanto a ciascuno e ci esorta: โAmico, passa piรน avanti!โ; โamico, vieni, ascolta la mia parola, gusta il mio pane e bevi il mio caliceโ. Sรฌ! Chi si umilia e chiede perdono, chi china il capo davanti al Signore, costui sarร esaltato. Il Signore non sopporta i superbi e non tollera gli egoisti.
Egli รจ il โPadre degli umiliโ. โFiglio โ esorta il libro del Siracide โ nella tua attivitร sii modesto, sarai amato dallโuomo gradito a Dio. Quanto piรน sei grande, tanto piรน umiliati; cosรฌ troverai grazia davanti al Signore; perchรฉ dagli umili Egli รจ glorificatoโ (Sir 3,17-20). E la prima Lettera di Pietro esorta i cristiani a โrivestirsi tutti di umiltร gli uni verso gli altri, perchรฉ Dio resiste ai superbi, ma dร grazia agli umiliโ (5,5). Lโumiltร non ha nulla a che vedere con lโumilismo. Lโumiltร รจ riconoscere che solo Dio รจ grande, solo Dio รจ buono, solo Dio รจ misericordioso. Nessuno di noi รจ buono per carattere o per natura. Al contrario, siamo impastati di egoismo. La bontร รจ frutto di conversione, dellโascolto della Parola di Dio, della pratica della caritร .
Lโumile capisce, sa amare, sa essere fratello e sorella, sa pregare, sa essere umano, sa smuovere le, montagne piรน alte e sa colmare gli abissi piรน profondi. Lโumile realizza lโaltra parabola evangelica: โQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, nรฉ i tuoi fratelliโฆ perchรฉ anchโessi non ti invitinoโฆ e tu ne abbia il contraccambio. Al contrarioโฆ invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiartiโ (vv. 12.13).
In un mondo in cui tutto รจ commercializzato, in cui il do ut des รจ la legge ferrea che regola ogni comportamento, le parole di Gesรน sono davvero una bella notizia, lโannuncio della gratuitร , del gesto fatto per amore e con disinteresse. Di qui nasce una nuova, piรน ampia solidarietร . Noi, umili discepoli, cosa faremo questโanno? Quale impegno cercheremo di portare avanti? Il compito affidato a noi รจ quello di apparecchiare e servire il banchetto dellโamore, di voler bene a tutti e particolarmente ai piรน poveri.
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XXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
- Colore liturgico: verde
- Sir 3,19-21.30-31; Sal 67; Eb 12, 18-19.22-24; Lc 14, 1. 7-14
[ads2]Lc 14, 1. 7-14
Dal Vangelo secondo Luca
Avvenne che un sabato Gesรน si recรฒ a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: ยซQuando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perchรฉ non ci sia un altro invitato piรน degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cรจdigli il posto!”.
Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perchรฉ quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni piรน avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perchรฉ chiunque si esalta sarร umiliato, e chi si umilia sarร esaltatoยป.
Disse poi a colui che l’aveva invitato: ยซQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 28 Agosto – 03 Settembre 2016
- Tempo Ordinario XXII, Colore verde
- Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
