XVII Domenica del Tempo Ordinario
Vangelo: Lc 11,1-13
Come Maria di Betania possiamo fare l’esperienza splendida di sederci e metterci in ascolto del Maestro che parla. Il cuore, allora, scopre di sรฉ una nuova dimensione, fino ad allora sconosciuta, un percorso che – stupore! – lo mette in contatto con Dio.
Niente “vocine” o autosuggestioni, credetemi, solo la scoperta dell’oceano su cui passeggiamo senza saperlo.
La dimensione dell’interioritร , del silenzio, della scoperta di Dio passa attraverso l’esperienza della preghiera, una delle esperienze universali dell’umanitร .
Ma, ahimรจ, il cuore dell’uomo tende a possedere, a manipolare, a schematizzare e anche la splendida esperienza della preghiera rischia di essere svilita e sbiadita, ridotta a noiosa ripetizione, a dovere da assolvere, a estremo ricorso in caso di difficoltร .
La Parola di Dio di oggi ci aiuta a capire cos’รจ la preghiera secondo Dio.
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La preghiera รจ amicizia
La pagina della Genesi รจ un capolavoro che ci svela il volto di Dio: Sodoma e Gomorra sono due cittร violente e depravate e Dio decide di distruggerle, abbandonandole al proprio destino. Dio รจ dubbioso: ormai il rapporto di amicizia con Abramo si รจ consolidato e decide di parlargli del proprio progetto. Abramo ha un tuffo nel cuore: a Sodoma abita Lot, suo nipote, e inizia una serrata contrattazione. Alla fine la spunta Abramo: se Dio troverร a Sodoma anche solo cinque giusti salverร l’intera cittร . Sodoma sarร distrutta.
La preghiera รจ un colloquio intimo, uno scambio di opinioni, una reciproca intesa.
Non una lista della spesa, non un tentativo di corruzione, non una litania portafortuna.
Concepiamo la preghiera come una serie di formule bene auguranti, ma la preghiera รจ fatta anzitutto di ascolto, l’ascolto di Dio, e di intercessione, intercessione per il mondo, non per i miei bisogni.
La preghiera รจ fiducia
Gesรน ci svela il volto del Padre: รจ a lui che rivolgiamo la preghiera. Non a un despota capriccioso, non a un potente da convincere. Siamo diventati figli, ci ha detto san Paolo, Dio ci tratta come tratta il suo figlio beneamato. Un buon Padre sa di cosa ha bisogno il proprio figlio, non lo lascia penare. Molte delle nostre preghiere restano inascoltate perchรฉ sbagliano indirizzo del destinatario: non si rivolgono a un padre ma a un patrigno o a un antipatico tutore a cui chiedere qualcosa che, pensiamo, in realtร ci รจ dovuto.
La splendida e unica preghiera che Gesรน ci ha lasciato dovrebbe essere la preghiera sempre presente sulle nostre labbra, a cui attingere, preghiera piena di buon senso e di concretezza, di affetto e di gioia, di fiducia e di realismo, ci permette di rimettere al centro la nostra giornata.
La preghiera รจ costante
Come la vedova della parabola il Signore ci invita ad insistere. Gesรน non entra nel merito: forse la questione sollevata dalla vedova รจ un litigio tra vicini e il giudice ha ben altro di cui occuparsi. Eppure, alla fine, cede. Gesรน รจ sicuro di ciรฒ che dice: se chiediamo otteniamo, se ci affidiamo siamo accolti in un caldo abbraccio dal Padre.
Ma รจ a un Padre che ci rivolgiamo con costanza?
Leggendo questa pagina sorrido: ho pregato molto nella mia vita e non sono mai stato esaudito. Perchรฉ?
Giร sant’Agostino si poneva questa domanda e rispondeva mirabilmente: non sei esaudito perchรฉ chiedi male, senza l’insistenza dell’amico importuno, perchรฉ ciรฒ che chiedi non รจ il tuo vero bene (Guardandomi indietro, vedo i problemi sotto una luce completamente diversa), perchรฉ Dio aspetta ad esaudirti per lasciare crescere in te il desiderio di ciรฒ che chiedi.
Mi correggo, allora: nella mia preghiera non ho mai ottenuto ciรฒ che chiedevo. Ma sempre ciรฒ che desideravo.
Perchรฉ no?
Perchรฉ non imparare a pregare?
La preghiera ha bisogno di te, anzitutto: come sei, devoto o ateo, santo o peccatore. Ma un “tu” vero, non finto, non di facciata. La preghiera ha bisogno di un tempo: cinque minuti, per iniziare, il tempo in cui non sei proprio rimbambito o distratto, spegnendo il cellulare e isolandoti. La preghiera ha bisogno di un luogo: la tua camera, la metro, la pausa pranzo. La preghiera ha bisogno di una parola da ascoltare: meglio se il Vangelo del giorno, da leggere con calma e assaporare. La preghiera ha bisogno di una parola da dire: le persone che incontri, le cose che ti angustiano, un “grazie” detto a Dio. La preghiera ha bisogno di una parola da vivere: cosa cambia ora che riprendi la tua attivitร quotidiana?
Venga lo Spirito promesso dal Signore, amici, lo Spirito che ci permette di vedere con uno sguardo diverso anche le cose che ci sembrano indispensabili alla nostra felicitร , capendo, infine, che ciรฒ che riteniamo un ostacolo insuperabile non รจ poi cosรฌ importante risolverlo e – forse – non รจ neppure un ostacolo.
Perchรฉ, nella preghiera, scopriremo che nulla ci puรฒ impedire di dire con veritร : Padre.
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