Commento al Vangelo del 25 Dicembre 2017 – Paolo Curtaz

Il commento al Vangelo di lunedì 25 dicembre 2017 (il brano del Vangelo è a fine articolo) Natale del Signore – Anno B, a cura di Paolo Curtaz. Qui di seguito il testo ed il video.

Buon compleanno

Eccolo.

Ancora.

Atteso eppure sempre stupefacente.

Dio nasce. Viene. Si fa accessibile. Incontrabile. È un neonato che vagisce, spogliato di ogni grandiosità, da ogni mistero.

Il Dio creatore dell’Universo, il totalmente altro, l’inaccessibile ora è qui.

Diventato uomo perché l’uomo possa diventare come dio. Perché l’uomo torni ad essere uomo.

L’incarnazione è uno dei pilastri di questa nostra fede ingenua e folle. Talmente ingenua e folle da essere incomprensibile se non accettiamo il fatto che è Dio ad avercela donata. Io credo, e lo credo davvero, che Dio si è fatto uomo.

Contro ogni ragionevolezza, al di là dell’atteggiamento cinico e rassegnato, violento ed inutilmente polemico della nostra contemporaneità. Credo che Dio sia talmente folle da scegliere di diventare uomo in Gesù, per raccontare la sua profonda identità.

Oggi, stanotte, ci siamo ripetuti tutto questo.

Poi, lo so, è inevitabile, lo abbiamo farcito di emozioni, di buoni sentimenti, di lucine intermittenti e di luoghi comuni. Talmente zuccherosi da farci venire il diabete spirituale.

Ma se avete il coraggio, se osate affacciarvi a quella grotta a Betlemme, se lasciate perdere lo strascico della retorica familista che ci obbliga a sederci a tavole con persone che in cuor nostro detestiamo e ci detestano (ma perché? Vabbè…), se torniamo alla teologia superando e motivando la tradizione, se ci disarmiamo davanti a questo Dio disarmato, allora le cose cambiano.

E il Natale, ogni Natale, questo Natale, ci ricorda cosa accade quando Dio viene.

E viene qui e ora. Per me.

Se mi trova.

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Così Dio

Potrebbe entrare nella storia dal portone d’ingresso principale, con la passatoia rossa e la guardia d’onore. Entra dalla porta di servizio, come fanno i servi.

Potrebbe scegliere un tempo come il nostro iper-connesso per annunciare il suo Vangelo con maggiore efficacia. Sceglie un’epoca e un luogo dove ci si sposta a piedi.

Potrebbe nascere in una famiglia nobile della capitale dell’Impero. Nasce in un paesino sperduto di una provincia occupata.

Potrebbe rivolgersi ai teologi, ai sacerdoti, ai devoti. Si rivolge ai pastori, gli zingari del tempo.

Sceglie come madre un’adolescente, tosta e determinata sì, ma comunque una quattordicenne.

E come padre un silenzioso falegname poco avvezzo alle cose divine.

E lo trovano dei pagani, degli atei, degli scienziati che cercano risposta alle loro teorie astrali.

E lo trova un vecchio affaticato nell’anima che ancora non ha visto la salvezza del popolo di Israele.

 

Dio si spoglia, si consegna, di dona.

Rischia. Per amore. Solo per amore.

Perché l’amore ha dei momenti di autentica follia. Quella di Dio è infinitamente folle, a misura della sua infinita grandezza.

Potrebbe cadere in terra quel neonato. O ammalarsi. O morire ucciso dalla furia di Erode. O finire annegato su uno dei barconi, insieme a sua madre, primo profugo fra mille profughi. Quanto è fragile e rischiosa questa follia.

Dio santo…

Così noi

Eccomi, Signore.

Eccomi. No, non voglio scappare. O girare lo sguardo.

Eccomi, dopo tanti Natali, alcuni belli, altri sanguinanti. Eccomi lì in fondo, dietro i pastori, in un angolo. Guardo senza disturbare. Voglio assorbire tutto ciò che vedo, tutto ciò che sento, tutto ciò che capisco. Lascio dilagare l’emozione, anche se sono un omaccione attempato.

Hai scommesso, Signore. Hai osato.

Non riuscivamo a raggiungerti, abbiamo così lungamente stravolto il tuo aspetto. Abbiamo così infangato la tua radiosa immagine. Abbiamo così costantemente tradito il tuo messaggio.

Ma non importa, ora.

Hai deciso di venire.

Hai colmato tu la distanza che non siamo riusciti a percorrere.

Sei qui, ancora.

 

Non dev’essere così male la vita, se decidi di diventare uomo.

Non l’hai fuggita, anche quando si è fatta scura e caliginosa.

L’hai abitata in ogni sfumatura, in ogni storpiatura, in ogni anfratto. Nella buona e nella cattiva sorte. Nella banalità insostenibile di un quotidiano che ci spaventa.

E l’hai fatto tu perché io potessi imparare.

È bella la vita, se donata.

È bella se aperta agli altri.

 

Che follia: vorrei un Dio che mi risolvesse i problemi.

E tu continui a crearmene.

Vorrei un Dio forte e interventista. Mi trovo davanti ad un neonato che necessita di tutto.

Sia, immenso e inatteso volto di Dio.

Sia.

Buon compleanno, rabbì.

Buon Natale, amici.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 dicembre 2017 anche qui.

Santo Natale – Anno B

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Lc 2, 1-14
Dal Vangelo secondo Luca

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. 8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 24 – 30 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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