Commento al Vangelo del 23 Settembre 2018 – P. Antonio Giordano, IMC

S. Tommaso d’Aquino definisce così “Umiltà è la virtù che frena il desiderio innato dell’uomo di innalzarsi sopra il proprio merito”.

Il dizionario italiano dice che “umile è chi è consapevole dei propri limiti e non si inorgoglisce; che non esulta per i propri meriti ; la persona umile rispetta gli altri sottomettendosi”.

L’umiltà è quella virtù cristiana (sconosciuta prima di Cristo) che ci permette di sperimentare la gloria di Dio: “Prima della rovina, il cuore dell’uomo s’innalza superbo, ma l’umiltà sola precede la gloria” (Proverbi 18:12).

La parola umiltà viene da humus che vuol dire terra = volgersi – abbassarsi – verso terra.

È la virtù cristiana prioritaria per svolgere qualsiasi servizio a Dio e ai fratelli, indispensabile per parlare a Dio.

Nella Bibbia troviamo numerosi personaggi che per servire il Signore si sono equipaggiati di questa qualità spirituale (Genesi 32:10; Esodo 3:11; Giudici 6:15; I Cronache 29:14; Matteo 8:8; 15:27; Luca 1:43; Luca 5:8; Atti 20:19).

Abbiamo poi numerosi esempi di Santi veramente umili, simili a Gesù loro modello.

Lo descrive S. Paolo: “Abbiate in voi lo stesso sentimento di Cristo Gesù, il quale, pur essendo Dio, non considerò la sua uguaglianza a Dio qualcosa da conservare, ma spogliò Se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; umiliò Se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Fl. 2:5-8).

Ora, essendo Cristo la vita nostra, essendo noi il tempio del Suo Spirito, non possiamo che dedurre che l’umiltà sia una caratteristica di ogni vero credente, di ogni seguace di Cristo.

La vita terrena di Gesù è tutta permeata da questo insegnamento; Egli ha mostrato di possedere questa virtù fin dalla Sua nascita, nella mangiatoia in una grotta; fuggendo esule in Egitto.

Pur essendo Dio, Re dei re, Signore dei signori, non cercò mai gli onori di questa terra, ma volle farsi vicino a noi nelle debolezze, visitare coloro che erano disprezzati dalla società e fino alla fine ricevette insulti e disprezzi. Preferì una corona di spine e una canna come scettro; si lasciò inchiodare alla croce, frenando i milioni di angeli che avrebbero voluto liberarlo. Quale esempio meraviglioso abbiamo davanti!

Sforziamoci di imitare Cristo, di considerare attentamente il Suo esempio, senza il timore di poter essere schiacciati dal mondo perché “chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato” (Mt. 23,12). Difatti Cristo venne innalzato proprio per la Sua impeccabile umiltà: “Perciò Dio Lo ha innalzato e gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome”, continua ancora S. Paolo. Facciamo in modo che quel “perciò” sia anche per noi per avere “il nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve” (Ap. 2:17).

Se è vero che la persona umile nel mondo è talvolta considerata debole e irrealizzata, è pur vero che dinanzi a Dio, invece, è tenuta in grande considerazione e in questa vita e in quella futura.

Il cristiano che ha deciso di svolgere con umiltà il suo cammino di fede è uno che non ha deciso di perdere ma di vincere!

Anche quando preghiamo è necessario conservare un’attitudine di sottomissione verso Colui a cui s’innalza la preghiera; se desideriamo che la nostra preghiera sia gradita a Dio, “abbassiamoci” perché Egli ascolta il grido degli umili e permette loro di godere sempre della Sua presenza. Dice Isaia: «Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi»” (Is.57:15).

L’umiltà nasce e si sviluppa su questa terra mentre viviamo la vita temporale, ma trova il suo buon risultato eterno in cielo.

La Madonna, scelta ad essere la Madre di Dio, la prima fra tutte le creature, si definisce “Sono la serva del Signore”. E Gesù dirà: “Sono venuto per servire, non per essere servito”.

E i Papi, capo del Corpo mistico di Cristo, si firmano “Servus servorum Dei”.

Fonte

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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Il Figlio dell’uomo viene consegnato…

Mc 9, 30-37
Dal Vangelo secondo Marco

30Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. 33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 23 – 29 Settembre 2018
  • Tempo Ordinario XXV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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