Commento al Vangelo del 23 Marzo 2020 – Servizio Pastorale Giovanile di Pompei

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ยซSe non vedete segni e prodigi, voi non credeteยป.

Il Vangelo di oggi ci mostra un Gesรน restio a compiere miracoli, un Gesรน che si sente infastidito da un interesse umano ancora molto superficiale e terreno, un interesse che mira solo al proprio tornaconto personale. Lโ€™atteggiamento del funzionario del re รจ lo stesso atteggiamento che noi spesso utilizziamo nei confronti di Dio.

Mentre il Signore, infatti, si rende presente nella nostra vita per parlarci dโ€™amore, per sollevarci dal peso della vita materiale, noi continuiamo a restare sordi, scegliendo di mettere al primo posto il nostro io.

La tristezza di Gesรน รจ dovuta proprio a questo motivo: l’uomo non si fa attrarre dall’amore ma dal potere che si manifesta nei miracoli, nei segni, nei prodigi. Questo brano ci aiuta allora a mettere a fuoco un punto centrale: Dio cerca un legame vero con noi, Dio รจ innamorato di noi e vuole stringere con ciascuno una relazione a due, una relazione in cui le due parti si corrispondono, si mettono in gioco, si parlano, si scambiano la vita. Dio si rattrista quando lo consideriamo un servizio pubblico, un pullman, un treno, un taxi per risolvere un problema temporaneo.

Gesรน avrebbe potuto benissimo guarire l’ammalato e attirare su di sรฉ l’attenzione, ma non รจ questo il senso della sua missione. Egli non cerca la gloria del potere, ma la gioia dellโ€™amore corrisposto.

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