Il commento di padre Gian Franco Scarpitta al Vangello di domenica 23 agosto 2015.
Il tempo di decidersi e di agire
Tanti anni or sono, assistendo alla Professione Solenne dei voti di un Confratello, mi colpirono le parole a lui indirizzate nell’omelia da parte del Padre Provinciale: “E’ venuto il momento di passare dalle intenzioni agli impegni… Dalle idee fascinose e seducenti, alla realtร dei fatti concreti di testimonianza religiosa.” Nessuno che si limiti a sognare ad occhi aperti o a idealizzare giungerร mai da nessuna parte, se non si lancia nell’azione.
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[ads2]Qualsiasi progetto, meta o ambizione รจ destinato a restare un sogno quando dalle congetture non si passa alle attivitร concrete per realizzarle. E’ l’azione che realizza, non la fantasia. E la decisione e determinazione che inducono ad agore sono la prova concreta che davvero noi crediamo in quello che abbiamo progettato. “Meglio agire e fallire, piuttosto che non agire e vanamente agitarsi” (Og Mandino). Questo avviene evidentemente in tutti i campi del vissuto, ma che ci si debba decidere in campo di fede รจ ancora piรน necessario e determinante: se Dio ci si รจ rivelato in Cristo, se Lui ha manifestato la sua misericordia e il suo amore per noi, ebbene da parte nostra occorre che ad un certo punto ci decidiamo per lu, senza piรน tergiversare. Dio si รจ rivelato infatti perchรฉ noi prendiamo una decisione, che facciamo una scelta e non semplicemente perchรฉ ce ne affasciniamo o contempliamo meravigliati e contenti.
Come si rilevava nelle scorse Domeniche, Gesรน aveva espressamente dimostrato di essere il pane vivo disceso dal Cielo, il Verbo Incarnato mangiando del quale si ottiene la vita, il Figlio di Dio che รจ venuto nel mondo e che nello Spirito Santo ci da’ l’accesso al Padre. Cristo รจ la Veritร rivelata che ci fa liberi (Gv 8,16). Ma tutto questo come potrร incidere nella nostra vita se non ci decidiamo per lui? Che riscontro possiamo mai ottenere dal pane vivo disceso dal Cielo se non ci apriamo alla veritร da Questi resa manifesta, se non usciamo da noi stessi per orientarci verso di lui? La decisione che ci compete di fronte al pane vivo disceso dal cielo รจ la fede, cioรจ l’accettazione incondizionata, l’apertura e l’affidamento, ma essa comporta che si “agisca”, cioรจ risolutamente ci si decida una volta per tutte. Essa richiede che, una volta consapevoli e maturi quanto ai suoi contenuti, ci lanciamo senza piรน indugiare e che la nostra determinazione si traduca in concretezza n nelle parole “Io credo”. Gesรน, dopo aver mostrato il fascino e la bellezza della rivelazione del Padre nel suo Verbo, chiede ora ai suoi discepoli di passare dalla meraviglia alla decisione e agli impegni, perchรฉ l’espressione “Credo” costituisce quanto di piรน impegnativo noi possiamo immaginare. Credere vuol dire infatti aderire, non opporre resistenza, accettare con eroismo quanti altri potrebbero ritenere insensato e illogico, vivere e tradurre in concretezza ciรฒ che ci รจ stato proposto come insieme di veritร , e soprattutto realizzare un incontro vitale con la Veritร .
Vuol dire anche accettare un discorso che, umanamente parlando, รจ duro, ostile e incomprensibile ma che proprio per questo comporta decisione libera e consapevole. Come la Parola di Dio in se stessa comprende l’azione per cui essa opera tutto ciรฒ che annuncia, cosรฌ’ la fede dell’uomo racchiude in se stessa una reazione di corrispondenza e di decisa risposta.
Giosuรจ esclama rivolto ai giudici, ai capi e agli anziani: “Sceglietevi oggi chi servire: se gli dรจi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dรจi degli Amorrรจi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signoreยป. (Gs 24, 15) Dio aveva giร mostrato abbastanza la sua potenza per poter ottenere credito presso il suo popolo, ma adesso รจ il popolo che deve decidersi se credere o non credere. Se aderire a false religiositร effimere di comodismo, se crearsi idoli o divinitร fittizie alle quali รจ fin troppo facile prestare fede e attenzione, oppure aderire al vero Dio onnipotente che pur chiedendo degli impegni offre delle garanzie. Come pure i discepoli di Gesรน sono invitati a prendere posizione in seguito alle parole proferite dal maestro, a loro volta accompagnate da azioni dirompenti quali la moltiplicazione dei pani agli oltre cinquemila uomini. Ora, credere รจ per l’appunto un impegno che per molti sarebbe preferibile non assumersi appunto perchรฉ troppo eroico ed elevato, al di sopra delle nostre piccole possibilitร . La fede รจ infatti un dono divino che, una volta accolto, va costantemente coltivato e alimentato non senza i mezzi della grazia e gli ausili appropriati di Dio quali la preghiera e la meditazione e comporta un serio esercizio. Inoltre la fede comporta uniformitร e coerenza che devono escludere parzialitร e frammentarietร : o si crede o non si crede. O si crede in tutto ciรฒ che ci viene proposto o non si crede in nulla e accettare del nostro credo religioso i soli articoli per noi piacevoli e accattivanti รจ semplicemente banale e melense oltre che incoerente. Il credente non รจ un lavoratore part time, ma un impiegato a tempo pieno privo di ferie e di pensionamenti. Per certuni questo discorso รจ veramente ostico e impenetrabile, non soltanto ai nostri giorni ma anche all’epoca della predicazione di Gesรน. Adesso infatti, una volta terminato il suo excursus sul pane vivo disceso dal cielo, messi alle strette i discepoli vengono smascherati nella loro incredulitร di fondo. Di conseguenza parecchi di essi si allontanano e preferiscono non impelagarsi perchรฉ non mostrano determinazione. Avrebbero preferito infatti ascoltare da lui solo il dolce delle promesse e delle garanzie e non l’amaro degli impegni e dei sacrifici che queste garanzie comportano. La loro propensione sarebbe stata quella di accogliere non la veritร in assoluto per come vuole mostrarci e per come deve essere accolta, ma solo quell’aspetto accomodante e piacevole della veritร per il quale si trovano giustificazioni per ritenere come falso tutto il resto.
Gesรน non si scompone e imperterrito considera anche la possibilitร che anche i suoi pochissimi fedeli ascoltatori possano lasciarlo: “Volete andarvene anche voi”?
Fortunatamente in questi uomini attenti e avvinti dal suo messaggio si trova una convinzione incomparabile che non regge il confronto con quella degli altri discepoli: essi ammettono che nessun altro sarebbe in grado di proferire parole di scaturigine divina perchรฉ nessun altro รจ Verbo Incarnato alla pari di Lui. Pietro (che nelle altre pagine evangeliche che lo riguardano si mostra sempre lacunoso) professa la fede nella vita eterna che Gesรน ci garantisce nello Spirito Santo mettendoci in comunione con il Padre anche se questa veritร comporta la serietร d’impegno della fede e di conseguenza ammette che sarebbe doloro disperdersi nel vuoto che lascerebbe la mancate fede nel Figlio di Dio. I Dodici erano passati dagli ideali agli impegni. E noi?
padre Gian Franco Scarpitta | via Qumran
Vangelo diย Giovanni Gv 6, 60-69 – XXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B
- Colore liturgico: verde
- Gs 24, 1-2.15-17.18; Sal.33; Ef 5, 21-32; Gv 6, 60-69.
60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: ยซQuesta parola รจ dura! Chi puรฒ ascoltarla?ยป. 61Gesรน, sapendo dentro di sรฉ che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: ยซQuesto vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dellโuomo salire lร dovโera prima? 63ร lo Spirito che dร la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credonoยป. Gesรน infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: ยซPer questo vi ho detto che nessuno puรฒ venire a me, se non gli รจ concesso dal Padreยป.
66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano piรน con lui. 67Disse allora Gesรน ai Dodici: ยซVolete andarvene anche voi?ยป. 68Gli rispose Simon Pietro: ยซSignore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dioยป. 70Gesรน riprese: ยซNon sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi รจ un diavolo!ยป. 71Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Fonte: LaSacraBibbia.net
