Commento al Vangelo del 19 settembre 2010 – Paolo Curtaz

Data:

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Venticinquesima domenica durante l’anno

  • Prima lettura: Am 8, 4-7
  • Seconda lettura: 1 Tm 2, 1-8
  • Vangelo: Lc 16, 1-13

Scaltrezza sรฌ, ma per il Regno!

A me il Dio di Gesรน ha cambiato la vita.

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O rovinata, fatr voi.

รˆ che, frequentandolo, uno impara chi รจ lui โ€œdentroโ€, quale immenso progetto di amore Dio ha sullโ€™umanitร . E allora tutte le cose, o quasi, cambiano, acquistano una coloritura diversa.

Incontrare Dio, il Dio di Gesรน, significa cambiare ordine alle cose, prioritร  alla vita, energia alle scelte.

In questo senso i discepoli, in qualche modo, incidono nella storia.

Incidono (o potrebbero) nella storia reale del nostro paese inquieto e alla deriva, che abbandona la profonditร  del messaggio evangelico per lasciarsi sedurre dal gossip di turno, che scorda lโ€™essenziale trasmesso dai padri (?) per cedere ad una logica piccina e opportunista, superficiale ed inquietante.

Come hanno giustamente ricordato i Vescovi italiani, si sta sbriciolando quel senso di appartenenza e di solidarietร  che il popolo italiano aveva ereditato dal cristianesimo.

E uno dei problemi concreti che dobbiamo affrontare รจ quello di unโ€™economia che, indifferente ad ogni etica, assetata solo di guadagno, sta mandando al macero milioni di sogni, di valori, di persone.

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La Parola che illumina

Tutti, se seriamente avvinti dal Maestro, se affascinati dal suo Vangelo, portano una domanda conficcata nel cuore: come cambiare il destino del mondo? Come arginare la deriva dellโ€™economia che spazza la dignitร  degli uomini, come evitare questa spietata e indolore dittatura del capitalismo?

In altri tempi ci sono state altre risposte, da parte dei discepoli del Risorto: comunitร  solidali, la caritร  come dimensione necessaria alla vita interiore, opere di caritร , ospedali. Altri tempi, ambigui, forse, ma evidenti, leggibili, rintracciabili: un padrone cristiano era tenuto a comportarsi prima da cristiano e poi da padrone.

Ma ora tutto รจ complesso, contorto: la new economy, la globalizzazione, il mercato che impera e divora, un sistema basato sul guadagno, costi quel che costi, e di lรฌ organizza la politica, le guerre, pianifica il futuro. Come fare, noi cittadini del mondo?

Tracce

Il Vangelo di oggi una traccia ce la lascia, debole, come quella lasciata dalle lumache.

Prima considerazione da fare: la ricchezza, il potere, non sono questioni di portafoglio ma di cuore, non di quantitร , ma di atteggiamento. Nessuno di noi risulta fra i โ€œgrandiโ€ del mondo, e questo potrebbe falsamente rassicurarci. Anche con poco possiamo avere un atteggiamento di attaccamento ai beni che ci distoglie dallโ€™obiettivo della nostra vita che รจ la pienezza del Regno.

Amos, nella prima lettura, guarda alla situazione del suo tempo con amarezza: un potere corrotto e unโ€™ipocrisia diffusa osservano le pratiche religiose permettendo lโ€™oppressione del povero.

Quanto tristemente attuale รจ questa pagina: davanti alla perfida logica del capitalismo in cui vince il piรน forte, la nostra coscienza cristiana deve reagire; non certo ricorrendo a pie elemosine ma affrontando con onestร  la realtร  per proporre nella concretezza unโ€™economia in cui prevalga l’uomo e la persona sul capitale, una economia meno capitalista e piรน personalista, che metta al centro la persona, non il profitto.

Studi economia e commercio? Perchรฉ non discuti una tesi sulla realizzazione dei principi cristiani nellโ€™economia? Hai unโ€™attivitร  commerciale? Che relazione hai con lโ€™equitร  e la giustizia? Sei chiuso nei tuoi interessi? Perchรฉ non sfogli qualche pagina di stampa alternativa (Oggi la stampa che si allontana dallโ€™ombelico Italia รจ diventata โ€œalternativaโ€!) per sapere che un Nigeriano guadagna in un anno 100 Euro e che in Pakistan il 50% dei bambini รจ sfruttato con lavori pesanti e logoranti perchรฉ costano meno? La conoscenza รจ il primo passo verso la condivisione! Occasioni di condivisione, poi esistono continuamente.

Paolo ammonisce a non pensare che la fede si occupi solo del sacro. Fino a che la fede non diventa contagiosa, illuminante, strumento per costruire un mondo nuovo, non abbiamo realizzato il Regno.

Lโ€™amministratore disonesto

Lโ€™amministratore delegato della parabola รจ lodato da Gesรน per la sua sagacia (non per la sua disonestร !) e Gesรน sospira tristemente: โ€œSe mettessimo la stessa energia nel cercare le cose di Dio!โ€; se mettessimo almeno la stessa intelligenza, lo stesso tempo, lo stesso entusiasmo che mettiamo nellโ€™investire i nostri risparmi anche per le cose di Dio! La scaltrezza dellโ€™amministratore รจ lโ€™atteggiamento che manca alle nostre stanche comunitร  cristiane: pensiero debole che si adagia su quattro devozioni e un poโ€™ di moralismo senza lโ€™audacia della conversione, del dialogo, della riflessione.

Io, discepolo, posso vivere nella pace, ma anche nella giustizia: libero dallโ€™ansia del denaro, libero da mammona, per essere discepolo.

Ecco, la sostanza รจ questa: se sono discepolo di Cristo so quanto valgo, so quanto valgono gli altri e vado allโ€™essenziale nei miei rapporti, dallโ€™onestร  nello svolgere il mio lavoro, alla solidarietร , ad uno stile di vita retta e consona al Vangelo. Chi รจ il padrone dellโ€™umanitร ? Dio? O la ricchezza?

Ricchezza che oggi ha mille seducenti nuovi volti: mercato, profitto, auto-realizzazione.

Gesรน non รจ moralista: il denaro non รจ sporco, รจ solo rischioso perchรฉ promette ciรฒ che non riesce a mantenere e il discepolo, il figlio della luce, ne usa senza diventarne schiavo.

Concludo unendomi a Paolo, mio patrono e fratello nella fede. Rileggete lโ€™invito fatto a Timoteo, preghiamo con fede, alziamo al cielo mani senza contese, invochiamo il dono della pace per la nostra terra, impegniamoci a trascorrere una vita tranquilla, con tutta pietร  e dignitร .

Paolo Curtaz

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