La semina ยซdivinaยป non esclude nessuno
Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 12 Luglio 2020.
Egli parlรฒ loro di molte cose con parabole. Le parabole sono uscite cosรฌ dalla viva voce del Maestro. Ascoltarle รจ come ascoltare il mormorio della sorgente, il momento iniziale, fresco, sorgivo del Vangelo. Le parabole non sono un ripiego o un’eccezione, ma la punta piรน alta e geniale, la piรน rifinita del linguaggio di Gesรน. Egli amava il lago, i campi di grano, le distese di spighe e di papaveri, i passeri in volo, il fico. Osservava la vita e nascevano parabole. Prendeva storie di vita e ne faceva storie di Dio, svelava che ยซin ogni cosa รจ seminata una sillaba della Parola di Dioยป (Laudato si’).
Il seminatore uscรฌ a seminare. Gesรน immagina la storia, il creato, il regno come una grande semina: รจ tutto un seminare, un volare di grano nel vento, nella terra, nel cuore. ร tutto un germinare, un accestire, un maturare. Ogni vita รจ raccontata come un albeggiare continuo, una primavera tenace. Il seminatore uscรฌ, ed il mondo รจ giร gravido. Ed ecco che il seminatore, che puรฒ sembrare sprovveduto perchรฉ parte del seme cade su sassi e rovi e strada, รจ invece colui che abbraccia l’imperfezione del campo del mondo, e nessuno รจ discriminato, nessuno escluso dalla semina divina. Siamo tutti duri, spinosi, feriti, opachi, eppure la nostra umanitร imperfetta รจ anche una zolla di terra buona, sempre adatta a dare vita ai semi di Dio.
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Ci sono nel campo del mondo, e in quello del mio cuore, forze che contrastano la vita e le nascite. La parabola non spiega perchรฉ questo accada. E non spiega neppure come strappare infestanti, togliere sassi, cacciare uccelli. Ma ci racconta di un seminatore fiducioso, la cui fiducia alla fine non viene tradita: nel mondo e nel mio cuore sta crescendo grano, sta maturando una profezia di pane e di fame saziata. […]
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AUTORE: p. Ermes Ronchi
FONTE: Avvenire
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ASPETTAMI
โQuel giorno Gesรน uscรฌ di casa e sedette in riva al mareโ, e, salito sulla barca, raccontรฒ di un seminatore uscito a seminare.
Frase giร colma di promesse di mietiture, presagio di pane e di fame saziata. Il seminatore uscรฌ e il mondo รจ giร gravido.
Con le sue parabole Gesรน fa parlare la vita, dove Dio รจ di casa.
La storia non racconta di un contadino maldestro, ma della fiducia del Seminatore per eccellenza, colui che altro non sa fare che dare vita.
ร uno che spera anche nei sassi, un prodigo inguaribile, imprudente e fiducioso. Un sognatore che vede vita e futuro ovunque.
โMentre seminava, una parte cadde sulla strada, e gli uccelli la mangiaronoโ.
Succede quando sono strada, e non mi fermo mai. La parola di Dio chiede sosta, chiede passione: chi corre sempre perde il senso e la fame di infinito che costituiscono la nostra dignitร .
โUn’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove la terra era pocaโ. ร il mio cuore poco profondo quando non custodisce, non medita.
Cosรฌ fa lโadolescente che รจ in me, accontentandosi di sensazioni superficiali.
โUn’altra parte cadde sui rovi, che crebbero e la soffocaronoโ.
Ecco l’ansia della sicurezza; e poi la spina del quotidiano, la fatica di resistere allo sconforto, la paura della solitudine.
Ma il centro della parabola non sta negli errori, il protagonista รจ un Dio generoso che non priva nessuno dei suoi doni.
Dio esce a seminare, per me. Per me che sono strada e campo di sassi, groviglio di spine e cuore calpestato, coltivatore di rovi e sterpaglie, di passi perduti come barche disperse.
Ma proprio in virtรน di questo (e non nonostante) noi siamo chiamati ad essere contadini della Parola, che non tornerร a Dio senza aver portato frutto (Is 55,11).
OGGI, QUESTA MATTINA, ADESSO, egli ancora esce. Ed รจ grande questo contadino che mi aspetta anche davanti alla porta chiusa, dalla maniglia arrugginita.
Ma lui sa che se vado con lui, domani sarรฒ piรน vivo. Lui sa che se non vado, spesso รจ solo perchรฉ รจ ancora buio.
E anchโio so che se per tre volte, come dice la parabola, e per infinite volte, come dice la mia esperienza, non rispondo, fermo il corso del miracolo. Poi accade che una volta vado, con il trenta, il sessanta, il cento per uno.
Se io predicassi del Vangelo ciรฒ che riesco a vivere, non dovrei nemmeno aprire bocca. Ma io non predico questo, tento di dire la potenza della Parola che rovescia le zolle sassose, si cura dei germogli nuovi e si ribella a tutte le sterilitร .
Non ho bisogno di raccolti, ma di grandi campi da seminare con lui, e di un cuore non derubato; ho bisogno del Dio seminatore, che le mie ariditร non stancano mai.
Cosรฌ le strade del mondo potranno ancora fiorire di vita, con una pioggia di semi felici che non andranno perduti.
E allora Dio aspettami! Sto uscendo con te.
