Commento al Vangelo del 11 Novembre 2018 – p. Roberto Mela scj

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Due spiccioli, una vita

Elia il profeta: โ€œIl mio Dio รจ YHWHโ€

Nel commentario di Marco Nobile (Milano 2010) troviamo la seguente strutturazione di 1-2 Re: Preludio. La successione a David (1,1โ€“2,46); I. Il regno di Salomone (1Re 3,1โ€“11,43); II. Scisma e storia dei due regni fino alla caduta del regno del Nord (1Re 12,1โ€“2Re 17,41; allโ€™interno di questa sezione si trovano il ciclo di Elia [1Re 17,1โ€“2Re 1,18] e il ciclo di Eliseo [2Re 2,1โ€“13,25]); III. Vicende del regno di Giuda fino alla sua fine (2Re 18,1โ€“25,30).

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Il ciclo di Elia si puรฒ articolare nel modo seguente: 1. Inizio del ciclo di Elia (1Re 17,1โ€“19,21); 2. Guerra aramea e continuazione del ciclo dei Elia (1Re 20,1โ€“21,29); 3. Guerra aramea e conclusione del ciclo di Elia (1Re 22,1โ€“2Re 2,1,18).

Nel racconto dellโ€™inizio del ciclo di Elia si possono individuare i seguenti archi narrativi: 17,1 annunzio della siccitร ; 17,2-7 prima parola di Dio; 17,8-16 seconda parola di Dio e miracolo della farina e dellโ€™olio; 18,1-2 terza parola di Dio; 18,3-16 Elia e Obadia; 18,17,40 ordalia sul monte Carmelo; 18,41-46 fine della siccitร ; 19,1-8 fuga nel deserto e viaggio verso il monte Horeb; 19,9-14 la teofania; 19,15-21 la missione di Elia.

Vaโ€™ verso Oriente

Il racconto del ciclo di Elia inizia in modo molto brusco, presentando in medias res il protagonista a cui YHWH impartisce lโ€™ordine di fuggire verso oriente, come se egli fosse giร  stato causa di problemi e della persecuzione che ne segue. Si presuppone probabilmente come giร  avvenuta la controversia mortale che aveva opposto Elia alla regina Gezabele (oltre che al re Achaz), che gli promette la morte per la stage da lui compiuta dei suoi profeti di Baโ€™al sul monte Carmelo (1Re 19).

Elia va verso Oriente, un simbolo di direzione che rimanda alla fuga, allโ€™esilio. Verso oriente sono scacciati i progenitori (Gen 3,24), viene allontanato Caino (Gen 4,16), fugge Giacobbe (Gen 27,43ss; cf. 28,2), Mosรจ che dal faraone fugge verso la terra di Madian (Es 2,15). Verso est fugge lโ€™intero popolo di Israele uscendo dallโ€™Egitto (Es 16,1). La fuga di Elia ha un valore simbolico. Oltre alla fuga dal pericolo, essa allude alla tematica del libro dellโ€™Esodo, in questo caso la fuga dal re che lo perseguita.

Elia deve andare oltre il Giordano, presso il torrente Kerit. Molto probabilmente esso puรฒ essere identificato con il Wadi Jabis, affluente che da est scende nel Giordano. Esso ha acque vorticose, e potenzialmente mortali, come รจ accaduto nellโ€™ottobre 2018, con la tragedia di piรน di trenta ragazzi in gita scolastica travolti da un wadi della zona in piena per le piogge autunnali.

La vedova di Sarepta

Al sopraggiungere della stagione secca, si prosciuga anche il wadi dove Elia riceveva mattina e sera pane e carne dai corvi e dove attingeva acqua al torrente. ยซLa parola di YHWH fu a lui dicendoโ€ฆยป.

La Parola assume la fisionomia di soggetto autonomo, con forza imperativa. Il comando che Elia riceve รจ simile a quello ricevuto da Abramo allโ€™inizio della sua avventura in Canaan (cf. Gen 12,1ss).

La Parola comanda. Spedisce Elia a Sarepta di Sidone, a circa 120 km in linea dโ€™aria da dove si trova, una cittadina situata nella zona dei confini labili tra la terra di Israele e quella dei fenici.

La Parola non conosce confini culturali, religiosi o politici. Essa โ€œha giร  dato ordini/แนฃiwwรฎtรฎโ€ anche lร . Ha comandato a una โ€œvedova/โ€™almฤnฤhโ€ del luogo di sostenerlo assicurandogli il cibo.

La Parola rischia la realizzazione dei suoi progetti affidandosi a strumenti umani deboli e poveri. Sceglie mezzi deboli per compiere i propri piani. Preferisce ciรฒ che non conta, รจ disprezzato, vale poco piรน di nulla (cf. 1Cor 1,17-30). Sa che troverร  terreno piรน adatto nei poveri di spirito, che nei sazi di ogni bene (cf. Mt 5,1ss).

Senza ammortizzatori sociali, nel caso si fosse trovata senza la protezione del clan, la vedova era esposta a cadere in miseria e rientrava nelle tre categorie adottate in prima persona da YHWH per assicurare loro sostentamento e vita. Il povero/il forestiero, la vedova e lโ€™orfano erano infatti i protetti privilegiati di YHWH (ยซIl Signore protegge i forestieri/ลกลmฤ“r โ€™et gฤ“rรฎmโ€ฆ, egli sostiene lโ€™orfano e la vedovaยป, Sal 146,9a-b). YHWH รจ padre degli orfani e difensore dellโ€™orfano e della vedova (cf. Sal 68,6) e li sostiene (cf. Sal 146,9). Presso di lui trovano misericordia (cf. Os 14,4). Non vanno maltrattati, altrimenti lโ€™ira di YHWH ridurrร  alla vedovanza le donne di Israele (cf. Es 22,21-22; cf. Ger 22,3).

In Gerusalemme, invece, si compie questo delitto (Ez 22,7). Lโ€™orfano e la vedova non vanno frodati (Zc 7,10) nรฉ defraudati (cf. Is 10,2), ma vanno visitati (Gc 1,27). ยซMaledetto chi lede il diritto del forestiero, dellโ€™orfano e della vedova!ยป ammonisce il Deuteronomio (Dt 27,19). Il mannello dimenticato nella mietitura รจ per la vedova (Dt 24,19), cosรฌ come la terza decima (Tb 1,8). Giobbe afferma di aver sempre soccorso lโ€™orfano che era privo di aiuto (Gb 29,12), dandogli pane (cf. 31,17).

Pane e acqua

A Sarepta, Elia vede una donna che raccoglie legna. Forse dal suo povero vestito e dallโ€™insieme della miseria del suo stato e dei suoi atteggiamenti intuisce essere una vedova, povera.

La parola di Elia รจ imperiosa, secca, ma รจ pur sempre preceduta da un educato โ€œper favoreโ€, tralasciato impudentemente nella traduzione CEI: โ€œqeแธฅรฎ-nฤโ€™โ€. Pane e acqua, chiede Elia. ยซColui che cammina nella giustizia e parla con lealtร , che rifiuta un guadagno frutto di oppressione, scuote le mani per non prendere doni di corruzione, si tura le orecchie per non ascoltare proposte sanguinarie e chiude gli occhi per non essere attratto dal male: costui abiterร  in alto, fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, gli sarร  dato il pane, avrร  lโ€™acqua assicurataยป (Is 33,15-16). Lโ€™integerrimo Elia, a totale servizio del solo YHWH, deve poter trovare il sostegno minimo per la sopravvivenza.

Assetato, Elia chiede di slancio acqua. La donna va a prenderne immediatamente, senza proferire parola. Allโ€™uomo che chiede acqua per vivere, venendo da lontano, non si chiedono giustificazioni e carte di identitร .

Vedendo la sua pronta disponibilitร , Elia le grida dietro di procurargli anche un pezzo di pane (stavolta la traduzione CEI non si dimentica dellโ€™educato โ€œper favore/nฤโ€™โ€, del v. 11).

Poi moriremo

Alla richiesta educata ma ferma di Elia (โ€œIl mio Dio [รจ] YHWHโ€), la donna si blocca. Alza la parola di giuramento nel nome del Dio del forestiero, di cui non conosce il nome, la provenienza, la professione, lo stato sociale.

Anche se il suo รจ un dio straniero, non potrร  che attestare le parole di veritร  della povera vedova. Tutto รจ consunzione, estremitร  di vita, orlo di baratro, lucignolo che si spegne. La tenda nera del teatro sta per essere tirata: due pezzi di legna, un pugno di farina, un poโ€™ di olio nellโ€™orcio. E sono in due, madre e figlio. Lโ€™uomo non cโ€™รจ. รˆ duro essere vedova.

ยซMangeremo e poi moriremoยป. Dio, il re, gli uomini, la natura, la guerra, la siccitร , sono loro ad aver avvelenato la vita? La donna non incolpa nessuno. Abbassa la testa, percorre a piccoli passi il sentiero della vita di ogni giorno. Si abbandona alla vita, finchรฉ la vita non aprirร  le mani e la lascerร  andare nellโ€™abisso insieme al figlio.

Avrร  mai sentito qualche giudeo pregare: ยซIl Signore รจ mia parte di ereditร  e mio calice: nelle tue mani รจ la mia vita (Sal 15,5); โ€ฆ Ma io confido in te, Signore; dico: โ€œTu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue maniโ€ยป (Sal 31,15b-16a)?

La donna percorre i passi della vita, le orme della creazione. La vita le ha fatto vedere la luce, la vita gliela spegnerร  quando vorrร . Non si possono dominare queste cose. Sono piรน grandi di noi.

Non temere, vaโ€™

โ€œNon temere!โ€. La parola di consolazione del profeta รจ uguale a quella che tanti uomini e donne in Israele hanno sentito provenire da YHWH, il Dio dellโ€™alleanza. Un nastro rosso che avvolge la storia della salvezza: Abramo, padre dei credenti (Gen 15,1), Agar (Gen 21,17), Isacco (Gen 26,24), Giacobbe (Gen 46,3), Giosuรจ (Gs 1,9; 8,1), Gedeone (Gdc 6,23), Ezechia tramite Isaia (2Re 19,6), i giudaiti insieme agli abitanti di Gerusalemme e al re Giรฒsafat (2Cr 20, 15), Tobia e Sara tramite lโ€™angelo (Tb 12,17), Israele che sta per tornare dallโ€™esilio, riscattato (Is 41,13; 43,1), Daniele (Dn 10,12), Sion (Sof 3,16), la terra e gli animali selvatici (Gl 2,21-22), la casa di Giuda e di Israele (Zc 8,13), Giuseppe lo sposo di Maria (Mt 1,20), Zaccaria il padre di Giovanni Battista (Lc 1,13), Maria la madre del Figlio dellโ€™Altissimo (Lc 1,30), il Veggente di Patmos che vede Gesรน morto e risorto, che attende la sua sposa alla fine della storia (Ap 1,17).

ยซVaโ€™, ma preparami prima una piccola focaccia e portamelaโ€ฆ poi ne preparerai per te e tuo figlioยป. Una parola poco gentile quella di Elia, scortese, ai limiti della protervia del duro padrone nei confronti del servo che rientra a casa stanco dopo aver lavorato tutto il giorno: ยซโ€ฆ Prepara da mangiareโ€ฆ servimiโ€ฆ dopo mangerai anche tuยป (cf. Lc 17,4).

Non venne meno e non diminuรฌ
ย La richiesta di Elia non รจ protervia, รจ obbedienza alla Parola ricevuta. รˆ una parola che si basa su una promessa di YHWH e annuncia una promessa di vita del Dio di Israele che protegge profeti, stranieri, orfani e vedove. La vita non si esaurirร , il pane non mancherร , lโ€™olio non verrร  meno. Il Dio della vita e della creazione guida la storia, anche il ciclo delle piogge e della siccitร .

ยซโ€ฆTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, lโ€™avete fatto a meยป (Mt 25,40).

La parola di YHWH ha incontrato lโ€™obbedienza pronta del profeta.

La parola del povero forestiero senza nome ha toccato il cuore della vedova che sta per morire dโ€™inedia insieme al figlio.

Il profeta ascolta la parola di YHWH, il Dio di Israele.

La povera vedova ascolta la voce dello straniero in grande difficoltร .

รˆ la stessa voce che parla. รˆ la stessa vita che nasce.

La farina non diminuรฌ, lโ€™olio non venne meno.

Il povero รจ sempre colui che ha le mani piรน larghe.

Si fida di Dio.

E Dio si fida di lui.

Discernimento

Terminate le cinque controversie con i sadducei, i farisei e gli scribi โ€“ esperti questi della Bibbia e del diritto, al servizio dei primi due gruppi (Mc 11,27โ€“12,37) โ€“ Gesรน passa alle cose โ€œserieโ€, a un discernimento complessivo del comportamento concreto di questi personaggi, in particolare degli scribi. Alla fin fine รจ questo quello che conta.

Nel suo insegnamento Gesรน si rivolge alla folla numerosa che lo ascoltava volentieri (12,37). Gesรน deplora il protagonismo, la vanagloria e lโ€™esteriorismo del comportamento pubblico degli scribi perchรฉ in dissonanza con ciรฒ che predicano, che Gesรน non disprezza in linea di principio. Si veda Mt 23,3, ma anche tutto il terribile testo di Mt 23. Le sue sette tremende invettive โ€“ non โ€œmaledizioniโ€, come detto in modo errato nel titolo dato alla pericope nella Bible de Jerusalem; vv. 13.15.16.23.25.27.29 โ€“ sono raccolte dallโ€™evangelista Matteo come se fosse stato effettivamente un unico discorso tenuto da Gesรน, una feroce discussione in famiglia tenuta da lui con i capi religiosi del suo popolo.

Il suo non รจ un giudizio โ€“ con condanna al seguito โ€“ circa il cuore delle persone, azione che non spetta agli uomini ma solo a Dio, come egli stesso ha insegnato (Mt 7,1-6//Lc 6,37-38.41-42). รˆ un discernimento a partire da ciรฒ che si puรฒ vedere e sentire dallโ€™esterno: parole, atteggiamenti, pose, scelte, gesti, sguardi ecc. Il discernimento รจ necessario (cf. Lc 12,54-57: โ€œvalutare questo tempo/dokimazein ton kairon de toutonโ€; โ€œgiudicare il giusto/krinein to dikaionโ€), per non lasciare nellโ€™ambiguitร  le coscienze piรน deboli o quelle dei piรน giovani, che vanno invece formati alla giustizia e al compimento della volontร  di Dio.

Lโ€™accusa piรน tremenda รจ, in ogni caso, quella di ยซdivorare le case delle vedoveยป, giร  in difficoltร  e protette da YHWH, forse strumentalizzando la loro spontanea religiositร  con richieste esose e/o non necessarie.

Ricordiamo il tremendo ammonimento di YHWH dato nel Deuteronomio: ยซMaledetto chi lede il diritto del forestiero, dellโ€™orfano e della vedova!ยป (Dt 27,19). Nel suo dire, Gesรน รจ veramente Figlio del Padre suo!

Tesoro e monete

Collegata alla pericope precedente (Mc 12,38-40) dalla mot-crochet, la parola-gancio โ€œvedovaโ€ (vv. 40.42.43), lโ€™ultimo brano di Mc 12 รจ un racconto di transizione, riguardante una povera vedova che offre tutta la sua vita a YHWH.

Astraendo dal testo di Mc 13 dedicato al discorso escatologico, la povera vedova รจ lโ€™ultimo personaggio che introduce al racconto della passione-morte-risurrezione di Gesรน a Gerusalemme (Mc 14,1โ€“16,8.19-20), il mistero pasquale in cui egli dona al Padre e agli uomini tutta la sua vita (cf. Mc 10,45).

ยซIl โ€œTesoroโ€ (gazophylakion) si trovava nel cortile delle donne, allโ€™interno del sacro recinto. Era formato da varie camere, nelle quali si potevano consegnare i propri doni, anche in naturaยป (B. Standaert).

ยซNel Tempio cโ€™erano due camere โ€“ afferma il trattato Sheqalim della Mishnah โ€“, una, la camera dei [doni] segreti, lโ€™altra, la camera degli utensiliยป (V,6); ยซLa camera dei doni segreti: Coloro che temevano il peccato deponevano segretamente il loro contributo al suo interno, e la povera gente di famiglie nobili consegnavano gli incassi [che essi ricevevano] con fiduciaยป (V,6B); ยซNel santuario cโ€™erano tredici ceste shofar, tredici tavole [e] tredici atti di prostrazioneยป (VI,3A).

Gesรน si siede di fronte al gazophilakion, di fronte alle tredici โ€œcassette delle offerteโ€ a forma di corno di ariete (ebr. shofar) e osserva con attenzione (etheลrei) il comportamento della gente che vi gettava chalcon/moneta(e).

Il denarion era una moneta di gr. 4,55 di argento (gr. 3,85 dal 216 a.C. a Nerone; gr. 3,41 a partire da Nerone), e costituiva la paga di un giorno di lavoro di un salariato (cioรจ di dodici ore di lavoro, dalle 6,00 alle 18,00).

Il chalkon attico era una moneta di gr 8,60 di bronzo (gr. 6 sotto Antioco IV, re dal 175 a.C. al novembre del 164 a.C.) e corrispondeva a 1/48 del denarion.

La povera vedova si avvicina al gazophilakion e vi getta โ€œlepta duo, ho estin kodrantes/due lepton, cioรจ un quadranteโ€. Il quadrante era una moneta di gr. 3,10 di bronzo, sotto Augusto (imperatore a vita dal 29 a.C., Augusto dal 27 a.C. al 14 a.C.).

Il lepton era 1/7 del chalkon, 1/336 del denarion.

Ponendo, a puro titolo di esempio, โ‚ฌ 64,00 la paga giornaliera di un lavoratore del nostro tempo (โ‚ฌ 8,00 x ore 8 di lavoro), si ricava che un lepton equivale a โ‚ฌ 0,00297619. Due lepta equivalgono a โ‚ฌ 0,00595238.

La povera vedova getta nel tesoro del tempio tutto quello che ha, โ€œtutto lโ€™insieme della sua vita/holon ton bion autฤ“sโ€: due monete che valgono zero.

Getta nel tesoro due vite dal valore di โ‚ฌ 0,00 ciascuna. E โ‚ฌ 0,00 + โ‚ฌ 0.00 dร  sempre โ‚ฌ 0,00.

Ultima chiamata

Lo sguardo di Gesรน devโ€™essere stato molto attento, se riesce a vedere i due lepta gettati dalla โ€œpoveraโ€ (visibilmente) โ€œvedovaโ€ (intuibile dallโ€™insieme?). Un gesto velocissimo, un rumore pari a zero.

Gesรน vede anche come la folla getta i โ€œchalkon/moneta(e)โ€, e come molti ricchi gettano molti chalkon.

A un certo punto Gesรน ha maturato il suo pensiero e โ€œconvoca a sรฉ/proskalesamenosโ€ i suoi discepoli โ€“ che probabilmente erano giร  lรฌ, ma lโ€™insegnamento che stava per dare era fondamentaleโ€ฆ! Essi devono ridiventare i Dodici che erano stati scelti allโ€™inizio della loro avventura con Gesรน, quando egli โ€œchiamรฒ a sรฉ/proskaleitaiโ€ chi volle fra il gran numero dei discepoli (cf. Mc 3,13).

Gesรน li aveva riconvocati nuovamente per narrare loro in parabole la sconfitta di Satana (cf. Mc 3,23), prima di inviarli due a due in missione (cf. Mc 6,7), per insegnare loro che lโ€™impuro รจ ciรฒ che esce dallโ€™uomo (cf. Mc 7,14), per confidare loro la sua compassione per la fame della gente che lo segue da tre giorni e alla quale darร  il pane (cf. Mc 8,1). Li riconvocherร  dopo il primo annuncio della sua passione e prima di elencare loro le esigenti condizioni della sequela (cf. Mc 8,34).

Li convoca per insegnare loro che, contrariamente a ciรฒ che avviene nel โ€œmondoโ€, la legge che vige nella comunitร  dei discepoli รจ quella del servizio umile (cf. Mc 10,42).

Ormai questa รจ lโ€™ultima convocazione (cf. Mc 12,43), lโ€™ultima chiamata per i passeggeri. Il volo parte, e chi non cโ€™รจ resta a terra.

Tutta insieme la vita

I ricchi hanno offerto del loro โ€œsuperfluo/perisseuontosโ€, gli avanzi della vita, gli scarti dei guadagni, le briciole delle crapule. E, moltiplicando il superfluo, il risultato non cambia, fa sempre molto superfluo. E YHWH non gradisce gli scarti e il superfluo.

La povera vedova (una chฤ“ra ptลchฤ“, v. 42), โ€œquesta vedova (quel)la povera/hฤ“ chฤ“ra hautฤ“ hฤ“ ptลchฤ“โ€ ha gettato nel tesoro โ€œpiรน di tutti/pleion pantลnโ€ (v. 43). La contrapposizione di status economico e sociale non poteva essere piรน stridente. La donna era giร  in forte difficolta per la sua vedovanza. Per di piรน era una vedova โ€œpovera/ptลchฤ“โ€, una โ€œpitoccaโ€ (Zingarelli: โ€œ[lett.] Pezzente, mendicante, accattoneโ€; non le si addice invece per niente il senso figurato: โ€œ(fig.) Tirchio, taccagnoโ€.

Lei ha compiuto un gesto piรน grande โ€œdi tutti/pantลnโ€ (dei ricchi certo, ma anche de โ€œla folla/ho ochlosโ€ del v. 41). โ€œTutti/pantesโ€ (v. 44), infatti โ€“ spiega Gesรน โ€“, hanno gettato delle monete nel gazophilakion โ€œ(a partire/attingendo) dal loro superfluo/ek tou perisseuontosโ€, tirando fuori gli avanzi della loro vita, gli scarti. โ€œQuesta, invece, (a partire) dalla sua mancanza/hautฤ“ de ek tou hysterฤ“seลs autฤ“sโ€ โ€œtutte quante le cose che aveva gettรฒ tutto lโ€™insieme della sua vita (fisica)/panta hosa eichen ebalen holon ton bion autฤ“sโ€. (Nel testo greco non cโ€™รจ alcuna virgola a separare โ€œgettรฒโ€ da ciรฒ che segue).

La povera vedova ha โ€œbuttatoโ€ tutto โ€œciรฒ che le era indispensabile per vivere/il suo sostentamento/biosโ€, tutta la sua โ€œvita fisica (bios)โ€. Ha โ€œgettato se stessaโ€.

Avrร  patito la pressione strumentalizzatrice e oppressiva dei suoi capi religiosi? Tantโ€™รจ. Lei si butta nel suo โ€œtesoroโ€. Si butta lร  dove รจ il suo cuore (cf. Mt 6,21). Cโ€™รจ chi butta lo scarto, perchรฉ nello scarto ha suo il cuore. Cโ€™รจ chi getta โ€œtutto quanto lโ€™insieme/il tutto/holonโ€ della propria vita fisica, perchรฉ il proprio tesoro รจ lร  dove รจ il suo cuore, dove cโ€™รจ YHWH il difensore dei poveri e degli stranieri, colui che sostiene lโ€™orfano e la vedova (cf. Sal 146,9).

La povera vedova di Sarepta dona prontamente al profeta di YHWH tutto il poco che ha per venire incontro al suo sostentamento. E, con ogni probabilitร , non conosce nรฉ lโ€™uno nรฉ lโ€™Altro, nรฉ il profeta nรฉ YHWH.

La povera vedova di Gerusalemme dona a YHWH tutto quello che aveva per sostentarsi nella vita, โ€œtutto quanto lโ€™insieme/holonโ€ della sua vita.

Lo fa a partire โ€œdalla sua mancanzaโ€.

Le manca YHWH.

Cerca YHWH, cerca il suo volto, cerca la sua volontร .

Getta la vita, per avere la Vita.

Forse Gesรน ha pianto nel vedere la povera vedova.

Vedeva il suo prossimo.

โ€œAma il tuo prossimo: รจ te stesso!โ€.

รˆ arrivato il momento di donare al Padre โ€œtutto quanto lโ€™insieme della propria vitaโ€.

I giorni a Gerusalemme si stanno accorciando.

Il tempo sta ammainando le vele (cf. 1Cor 7,29 ho kairos synestalmenos estin).

รˆ ora di andare.

Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 11 Novembre 2018 anche qui.

Questa vedova, cosรฌ povera, ha gettato nel tesoro piรน di tutti gli altri.

Mc 12, 38-44

In quel tempo, Gesรน [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: ยซGuardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna piรน severaยป.
ย 
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettรฒ due monetine, che fanno un soldo.
ย 
Allora, chiamati a sรฉ i suoi discepoli, disse loro: ยซIn veritร  io vi dico: questa vedova, cosรฌ povera, ha gettato nel tesoro piรน di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 – 17 Novembre 2018
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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