Due spiccioli, una vita
Elia il profeta: โIl mio Dio รจ YHWHโ
Nel commentario di Marco Nobile (Milano 2010) troviamo la seguente strutturazione di 1-2 Re: Preludio. La successione a David (1,1โ2,46); I. Il regno di Salomone (1Re 3,1โ11,43); II. Scisma e storia dei due regni fino alla caduta del regno del Nord (1Re 12,1โ2Re 17,41; allโinterno di questa sezione si trovano il ciclo di Elia [1Re 17,1โ2Re 1,18] e il ciclo di Eliseo [2Re 2,1โ13,25]); III. Vicende del regno di Giuda fino alla sua fine (2Re 18,1โ25,30).
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Il ciclo di Elia si puรฒ articolare nel modo seguente: 1. Inizio del ciclo di Elia (1Re 17,1โ19,21); 2. Guerra aramea e continuazione del ciclo dei Elia (1Re 20,1โ21,29); 3. Guerra aramea e conclusione del ciclo di Elia (1Re 22,1โ2Re 2,1,18).
Nel racconto dellโinizio del ciclo di Elia si possono individuare i seguenti archi narrativi: 17,1 annunzio della siccitร ; 17,2-7 prima parola di Dio; 17,8-16 seconda parola di Dio e miracolo della farina e dellโolio; 18,1-2 terza parola di Dio; 18,3-16 Elia e Obadia; 18,17,40 ordalia sul monte Carmelo; 18,41-46 fine della siccitร ; 19,1-8 fuga nel deserto e viaggio verso il monte Horeb; 19,9-14 la teofania; 19,15-21 la missione di Elia.
Vaโ verso Oriente
Il racconto del ciclo di Elia inizia in modo molto brusco, presentando in medias res il protagonista a cui YHWH impartisce lโordine di fuggire verso oriente, come se egli fosse giร stato causa di problemi e della persecuzione che ne segue. Si presuppone probabilmente come giร avvenuta la controversia mortale che aveva opposto Elia alla regina Gezabele (oltre che al re Achaz), che gli promette la morte per la stage da lui compiuta dei suoi profeti di Baโal sul monte Carmelo (1Re 19).
Elia va verso Oriente, un simbolo di direzione che rimanda alla fuga, allโesilio. Verso oriente sono scacciati i progenitori (Gen 3,24), viene allontanato Caino (Gen 4,16), fugge Giacobbe (Gen 27,43ss; cf. 28,2), Mosรจ che dal faraone fugge verso la terra di Madian (Es 2,15). Verso est fugge lโintero popolo di Israele uscendo dallโEgitto (Es 16,1). La fuga di Elia ha un valore simbolico. Oltre alla fuga dal pericolo, essa allude alla tematica del libro dellโEsodo, in questo caso la fuga dal re che lo perseguita.
Elia deve andare oltre il Giordano, presso il torrente Kerit. Molto probabilmente esso puรฒ essere identificato con il Wadi Jabis, affluente che da est scende nel Giordano. Esso ha acque vorticose, e potenzialmente mortali, come รจ accaduto nellโottobre 2018, con la tragedia di piรน di trenta ragazzi in gita scolastica travolti da un wadi della zona in piena per le piogge autunnali.
La vedova di Sarepta
Al sopraggiungere della stagione secca, si prosciuga anche il wadi dove Elia riceveva mattina e sera pane e carne dai corvi e dove attingeva acqua al torrente. ยซLa parola di YHWH fu a lui dicendoโฆยป.
La Parola assume la fisionomia di soggetto autonomo, con forza imperativa. Il comando che Elia riceve รจ simile a quello ricevuto da Abramo allโinizio della sua avventura in Canaan (cf. Gen 12,1ss).
La Parola comanda. Spedisce Elia a Sarepta di Sidone, a circa 120 km in linea dโaria da dove si trova, una cittadina situata nella zona dei confini labili tra la terra di Israele e quella dei fenici.
La Parola non conosce confini culturali, religiosi o politici. Essa โha giร dato ordini/แนฃiwwรฎtรฎโ anche lร . Ha comandato a una โvedova/โalmฤnฤhโ del luogo di sostenerlo assicurandogli il cibo.
La Parola rischia la realizzazione dei suoi progetti affidandosi a strumenti umani deboli e poveri. Sceglie mezzi deboli per compiere i propri piani. Preferisce ciรฒ che non conta, รจ disprezzato, vale poco piรน di nulla (cf. 1Cor 1,17-30). Sa che troverร terreno piรน adatto nei poveri di spirito, che nei sazi di ogni bene (cf. Mt 5,1ss).
Senza ammortizzatori sociali, nel caso si fosse trovata senza la protezione del clan, la vedova era esposta a cadere in miseria e rientrava nelle tre categorie adottate in prima persona da YHWH per assicurare loro sostentamento e vita. Il povero/il forestiero, la vedova e lโorfano erano infatti i protetti privilegiati di YHWH (ยซIl Signore protegge i forestieri/ลกลmฤr โet gฤrรฎmโฆ, egli sostiene lโorfano e la vedovaยป, Sal 146,9a-b). YHWH รจ padre degli orfani e difensore dellโorfano e della vedova (cf. Sal 68,6) e li sostiene (cf. Sal 146,9). Presso di lui trovano misericordia (cf. Os 14,4). Non vanno maltrattati, altrimenti lโira di YHWH ridurrร alla vedovanza le donne di Israele (cf. Es 22,21-22; cf. Ger 22,3).
In Gerusalemme, invece, si compie questo delitto (Ez 22,7). Lโorfano e la vedova non vanno frodati (Zc 7,10) nรฉ defraudati (cf. Is 10,2), ma vanno visitati (Gc 1,27). ยซMaledetto chi lede il diritto del forestiero, dellโorfano e della vedova!ยป ammonisce il Deuteronomio (Dt 27,19). Il mannello dimenticato nella mietitura รจ per la vedova (Dt 24,19), cosรฌ come la terza decima (Tb 1,8). Giobbe afferma di aver sempre soccorso lโorfano che era privo di aiuto (Gb 29,12), dandogli pane (cf. 31,17).
Pane e acqua
A Sarepta, Elia vede una donna che raccoglie legna. Forse dal suo povero vestito e dallโinsieme della miseria del suo stato e dei suoi atteggiamenti intuisce essere una vedova, povera.
La parola di Elia รจ imperiosa, secca, ma รจ pur sempre preceduta da un educato โper favoreโ, tralasciato impudentemente nella traduzione CEI: โqeแธฅรฎ-nฤโโ. Pane e acqua, chiede Elia. ยซColui che cammina nella giustizia e parla con lealtร , che rifiuta un guadagno frutto di oppressione, scuote le mani per non prendere doni di corruzione, si tura le orecchie per non ascoltare proposte sanguinarie e chiude gli occhi per non essere attratto dal male: costui abiterร in alto, fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, gli sarร dato il pane, avrร lโacqua assicurataยป (Is 33,15-16). Lโintegerrimo Elia, a totale servizio del solo YHWH, deve poter trovare il sostegno minimo per la sopravvivenza.
Assetato, Elia chiede di slancio acqua. La donna va a prenderne immediatamente, senza proferire parola. Allโuomo che chiede acqua per vivere, venendo da lontano, non si chiedono giustificazioni e carte di identitร .
Vedendo la sua pronta disponibilitร , Elia le grida dietro di procurargli anche un pezzo di pane (stavolta la traduzione CEI non si dimentica dellโeducato โper favore/nฤโโ, del v. 11).
Poi moriremo
Alla richiesta educata ma ferma di Elia (โIl mio Dio [รจ] YHWHโ), la donna si blocca. Alza la parola di giuramento nel nome del Dio del forestiero, di cui non conosce il nome, la provenienza, la professione, lo stato sociale.
Anche se il suo รจ un dio straniero, non potrร che attestare le parole di veritร della povera vedova. Tutto รจ consunzione, estremitร di vita, orlo di baratro, lucignolo che si spegne. La tenda nera del teatro sta per essere tirata: due pezzi di legna, un pugno di farina, un poโ di olio nellโorcio. E sono in due, madre e figlio. Lโuomo non cโรจ. ร duro essere vedova.
ยซMangeremo e poi moriremoยป. Dio, il re, gli uomini, la natura, la guerra, la siccitร , sono loro ad aver avvelenato la vita? La donna non incolpa nessuno. Abbassa la testa, percorre a piccoli passi il sentiero della vita di ogni giorno. Si abbandona alla vita, finchรฉ la vita non aprirร le mani e la lascerร andare nellโabisso insieme al figlio.
Avrร mai sentito qualche giudeo pregare: ยซIl Signore รจ mia parte di ereditร e mio calice: nelle tue mani รจ la mia vita (Sal 15,5); โฆ Ma io confido in te, Signore; dico: โTu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue maniโยป (Sal 31,15b-16a)?
La donna percorre i passi della vita, le orme della creazione. La vita le ha fatto vedere la luce, la vita gliela spegnerร quando vorrร . Non si possono dominare queste cose. Sono piรน grandi di noi.
Non temere, vaโ
โNon temere!โ. La parola di consolazione del profeta รจ uguale a quella che tanti uomini e donne in Israele hanno sentito provenire da YHWH, il Dio dellโalleanza. Un nastro rosso che avvolge la storia della salvezza: Abramo, padre dei credenti (Gen 15,1), Agar (Gen 21,17), Isacco (Gen 26,24), Giacobbe (Gen 46,3), Giosuรจ (Gs 1,9; 8,1), Gedeone (Gdc 6,23), Ezechia tramite Isaia (2Re 19,6), i giudaiti insieme agli abitanti di Gerusalemme e al re Giรฒsafat (2Cr 20, 15), Tobia e Sara tramite lโangelo (Tb 12,17), Israele che sta per tornare dallโesilio, riscattato (Is 41,13; 43,1), Daniele (Dn 10,12), Sion (Sof 3,16), la terra e gli animali selvatici (Gl 2,21-22), la casa di Giuda e di Israele (Zc 8,13), Giuseppe lo sposo di Maria (Mt 1,20), Zaccaria il padre di Giovanni Battista (Lc 1,13), Maria la madre del Figlio dellโAltissimo (Lc 1,30), il Veggente di Patmos che vede Gesรน morto e risorto, che attende la sua sposa alla fine della storia (Ap 1,17).
ยซVaโ, ma preparami prima una piccola focaccia e portamelaโฆ poi ne preparerai per te e tuo figlioยป. Una parola poco gentile quella di Elia, scortese, ai limiti della protervia del duro padrone nei confronti del servo che rientra a casa stanco dopo aver lavorato tutto il giorno: ยซโฆ Prepara da mangiareโฆ servimiโฆ dopo mangerai anche tuยป (cf. Lc 17,4).
Non venne meno e non diminuรฌ
ย La richiesta di Elia non รจ protervia, รจ obbedienza alla Parola ricevuta. ร una parola che si basa su una promessa di YHWH e annuncia una promessa di vita del Dio di Israele che protegge profeti, stranieri, orfani e vedove. La vita non si esaurirร , il pane non mancherร , lโolio non verrร meno. Il Dio della vita e della creazione guida la storia, anche il ciclo delle piogge e della siccitร .
ยซโฆTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, lโavete fatto a meยป (Mt 25,40).
La parola di YHWH ha incontrato lโobbedienza pronta del profeta.
La parola del povero forestiero senza nome ha toccato il cuore della vedova che sta per morire dโinedia insieme al figlio.
Il profeta ascolta la parola di YHWH, il Dio di Israele.
La povera vedova ascolta la voce dello straniero in grande difficoltร .
ร la stessa voce che parla. ร la stessa vita che nasce.
La farina non diminuรฌ, lโolio non venne meno.
Il povero รจ sempre colui che ha le mani piรน larghe.
Si fida di Dio.
E Dio si fida di lui.
Discernimento
Terminate le cinque controversie con i sadducei, i farisei e gli scribi โ esperti questi della Bibbia e del diritto, al servizio dei primi due gruppi (Mc 11,27โ12,37) โ Gesรน passa alle cose โserieโ, a un discernimento complessivo del comportamento concreto di questi personaggi, in particolare degli scribi. Alla fin fine รจ questo quello che conta.
Nel suo insegnamento Gesรน si rivolge alla folla numerosa che lo ascoltava volentieri (12,37). Gesรน deplora il protagonismo, la vanagloria e lโesteriorismo del comportamento pubblico degli scribi perchรฉ in dissonanza con ciรฒ che predicano, che Gesรน non disprezza in linea di principio. Si veda Mt 23,3, ma anche tutto il terribile testo di Mt 23. Le sue sette tremende invettive โ non โmaledizioniโ, come detto in modo errato nel titolo dato alla pericope nella Bible de Jerusalem; vv. 13.15.16.23.25.27.29 โ sono raccolte dallโevangelista Matteo come se fosse stato effettivamente un unico discorso tenuto da Gesรน, una feroce discussione in famiglia tenuta da lui con i capi religiosi del suo popolo.
Il suo non รจ un giudizio โ con condanna al seguito โ circa il cuore delle persone, azione che non spetta agli uomini ma solo a Dio, come egli stesso ha insegnato (Mt 7,1-6//Lc 6,37-38.41-42). ร un discernimento a partire da ciรฒ che si puรฒ vedere e sentire dallโesterno: parole, atteggiamenti, pose, scelte, gesti, sguardi ecc. Il discernimento รจ necessario (cf. Lc 12,54-57: โvalutare questo tempo/dokimazein ton kairon de toutonโ; โgiudicare il giusto/krinein to dikaionโ), per non lasciare nellโambiguitร le coscienze piรน deboli o quelle dei piรน giovani, che vanno invece formati alla giustizia e al compimento della volontร di Dio.
Lโaccusa piรน tremenda รจ, in ogni caso, quella di ยซdivorare le case delle vedoveยป, giร in difficoltร e protette da YHWH, forse strumentalizzando la loro spontanea religiositร con richieste esose e/o non necessarie.
Ricordiamo il tremendo ammonimento di YHWH dato nel Deuteronomio: ยซMaledetto chi lede il diritto del forestiero, dellโorfano e della vedova!ยป (Dt 27,19). Nel suo dire, Gesรน รจ veramente Figlio del Padre suo!
Tesoro e monete
Collegata alla pericope precedente (Mc 12,38-40) dalla mot-crochet, la parola-gancio โvedovaโ (vv. 40.42.43), lโultimo brano di Mc 12 รจ un racconto di transizione, riguardante una povera vedova che offre tutta la sua vita a YHWH.
Astraendo dal testo di Mc 13 dedicato al discorso escatologico, la povera vedova รจ lโultimo personaggio che introduce al racconto della passione-morte-risurrezione di Gesรน a Gerusalemme (Mc 14,1โ16,8.19-20), il mistero pasquale in cui egli dona al Padre e agli uomini tutta la sua vita (cf. Mc 10,45).
ยซIl โTesoroโ (gazophylakion) si trovava nel cortile delle donne, allโinterno del sacro recinto. Era formato da varie camere, nelle quali si potevano consegnare i propri doni, anche in naturaยป (B. Standaert).
ยซNel Tempio cโerano due camere โ afferma il trattato Sheqalim della Mishnah โ, una, la camera dei [doni] segreti, lโaltra, la camera degli utensiliยป (V,6); ยซLa camera dei doni segreti: Coloro che temevano il peccato deponevano segretamente il loro contributo al suo interno, e la povera gente di famiglie nobili consegnavano gli incassi [che essi ricevevano] con fiduciaยป (V,6B); ยซNel santuario cโerano tredici ceste shofar, tredici tavole [e] tredici atti di prostrazioneยป (VI,3A).
Gesรน si siede di fronte al gazophilakion, di fronte alle tredici โcassette delle offerteโ a forma di corno di ariete (ebr. shofar) e osserva con attenzione (etheลrei) il comportamento della gente che vi gettava chalcon/moneta(e).
Il denarion era una moneta di gr. 4,55 di argento (gr. 3,85 dal 216 a.C. a Nerone; gr. 3,41 a partire da Nerone), e costituiva la paga di un giorno di lavoro di un salariato (cioรจ di dodici ore di lavoro, dalle 6,00 alle 18,00).
Il chalkon attico era una moneta di gr 8,60 di bronzo (gr. 6 sotto Antioco IV, re dal 175 a.C. al novembre del 164 a.C.) e corrispondeva a 1/48 del denarion.
La povera vedova si avvicina al gazophilakion e vi getta โlepta duo, ho estin kodrantes/due lepton, cioรจ un quadranteโ. Il quadrante era una moneta di gr. 3,10 di bronzo, sotto Augusto (imperatore a vita dal 29 a.C., Augusto dal 27 a.C. al 14 a.C.).
Il lepton era 1/7 del chalkon, 1/336 del denarion.
Ponendo, a puro titolo di esempio, โฌ 64,00 la paga giornaliera di un lavoratore del nostro tempo (โฌ 8,00 x ore 8 di lavoro), si ricava che un lepton equivale a โฌ 0,00297619. Due lepta equivalgono a โฌ 0,00595238.
La povera vedova getta nel tesoro del tempio tutto quello che ha, โtutto lโinsieme della sua vita/holon ton bion autฤsโ: due monete che valgono zero.
Getta nel tesoro due vite dal valore di โฌ 0,00 ciascuna. E โฌ 0,00 + โฌ 0.00 dร sempre โฌ 0,00.
Ultima chiamata
Lo sguardo di Gesรน devโessere stato molto attento, se riesce a vedere i due lepta gettati dalla โpoveraโ (visibilmente) โvedovaโ (intuibile dallโinsieme?). Un gesto velocissimo, un rumore pari a zero.
Gesรน vede anche come la folla getta i โchalkon/moneta(e)โ, e come molti ricchi gettano molti chalkon.
A un certo punto Gesรน ha maturato il suo pensiero e โconvoca a sรฉ/proskalesamenosโ i suoi discepoli โ che probabilmente erano giร lรฌ, ma lโinsegnamento che stava per dare era fondamentaleโฆ! Essi devono ridiventare i Dodici che erano stati scelti allโinizio della loro avventura con Gesรน, quando egli โchiamรฒ a sรฉ/proskaleitaiโ chi volle fra il gran numero dei discepoli (cf. Mc 3,13).
Gesรน li aveva riconvocati nuovamente per narrare loro in parabole la sconfitta di Satana (cf. Mc 3,23), prima di inviarli due a due in missione (cf. Mc 6,7), per insegnare loro che lโimpuro รจ ciรฒ che esce dallโuomo (cf. Mc 7,14), per confidare loro la sua compassione per la fame della gente che lo segue da tre giorni e alla quale darร il pane (cf. Mc 8,1). Li riconvocherร dopo il primo annuncio della sua passione e prima di elencare loro le esigenti condizioni della sequela (cf. Mc 8,34).
Li convoca per insegnare loro che, contrariamente a ciรฒ che avviene nel โmondoโ, la legge che vige nella comunitร dei discepoli รจ quella del servizio umile (cf. Mc 10,42).
Ormai questa รจ lโultima convocazione (cf. Mc 12,43), lโultima chiamata per i passeggeri. Il volo parte, e chi non cโรจ resta a terra.
Tutta insieme la vita
I ricchi hanno offerto del loro โsuperfluo/perisseuontosโ, gli avanzi della vita, gli scarti dei guadagni, le briciole delle crapule. E, moltiplicando il superfluo, il risultato non cambia, fa sempre molto superfluo. E YHWH non gradisce gli scarti e il superfluo.
La povera vedova (una chฤra ptลchฤ, v. 42), โquesta vedova (quel)la povera/hฤ chฤra hautฤ hฤ ptลchฤโ ha gettato nel tesoro โpiรน di tutti/pleion pantลnโ (v. 43). La contrapposizione di status economico e sociale non poteva essere piรน stridente. La donna era giร in forte difficolta per la sua vedovanza. Per di piรน era una vedova โpovera/ptลchฤโ, una โpitoccaโ (Zingarelli: โ[lett.] Pezzente, mendicante, accattoneโ; non le si addice invece per niente il senso figurato: โ(fig.) Tirchio, taccagnoโ.
Lei ha compiuto un gesto piรน grande โdi tutti/pantลnโ (dei ricchi certo, ma anche de โla folla/ho ochlosโ del v. 41). โTutti/pantesโ (v. 44), infatti โ spiega Gesรน โ, hanno gettato delle monete nel gazophilakion โ(a partire/attingendo) dal loro superfluo/ek tou perisseuontosโ, tirando fuori gli avanzi della loro vita, gli scarti. โQuesta, invece, (a partire) dalla sua mancanza/hautฤ de ek tou hysterฤseลs autฤsโ โtutte quante le cose che aveva gettรฒ tutto lโinsieme della sua vita (fisica)/panta hosa eichen ebalen holon ton bion autฤsโ. (Nel testo greco non cโรจ alcuna virgola a separare โgettรฒโ da ciรฒ che segue).
La povera vedova ha โbuttatoโ tutto โciรฒ che le era indispensabile per vivere/il suo sostentamento/biosโ, tutta la sua โvita fisica (bios)โ. Ha โgettato se stessaโ.
Avrร patito la pressione strumentalizzatrice e oppressiva dei suoi capi religiosi? Tantโรจ. Lei si butta nel suo โtesoroโ. Si butta lร dove รจ il suo cuore (cf. Mt 6,21). Cโรจ chi butta lo scarto, perchรฉ nello scarto ha suo il cuore. Cโรจ chi getta โtutto quanto lโinsieme/il tutto/holonโ della propria vita fisica, perchรฉ il proprio tesoro รจ lร dove รจ il suo cuore, dove cโรจ YHWH il difensore dei poveri e degli stranieri, colui che sostiene lโorfano e la vedova (cf. Sal 146,9).
La povera vedova di Sarepta dona prontamente al profeta di YHWH tutto il poco che ha per venire incontro al suo sostentamento. E, con ogni probabilitร , non conosce nรฉ lโuno nรฉ lโAltro, nรฉ il profeta nรฉ YHWH.
La povera vedova di Gerusalemme dona a YHWH tutto quello che aveva per sostentarsi nella vita, โtutto quanto lโinsieme/holonโ della sua vita.
Lo fa a partire โdalla sua mancanzaโ.
Le manca YHWH.
Cerca YHWH, cerca il suo volto, cerca la sua volontร .
Getta la vita, per avere la Vita.
Forse Gesรน ha pianto nel vedere la povera vedova.
Vedeva il suo prossimo.
โAma il tuo prossimo: รจ te stesso!โ.
ร arrivato il momento di donare al Padre โtutto quanto lโinsieme della propria vitaโ.
I giorni a Gerusalemme si stanno accorciando.
Il tempo sta ammainando le vele (cf. 1Cor 7,29 ho kairos synestalmenos estin).
ร ora di andare.
Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ ANNO B
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- Colore liturgico: Verde
- 1 Re 17, 10-16; Sal.145; Eb 9, 24-28; Mc 12, 38-44
Questa vedova, cosรฌ povera, ha gettato nel tesoro piรน di tutti gli altri.
In quel tempo, Gesรน [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: ยซGuardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna piรน severaยป.
ย
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettรฒ due monetine, che fanno un soldo.
ย
Allora, chiamati a sรฉ i suoi discepoli, disse loro: ยซIn veritร io vi dico: questa vedova, cosรฌ povera, ha gettato nel tesoro piรน di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 11 – 17 Novembre 2018
- Tempo Ordinario XXXII
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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