DALL’INDIFFERENZA ALLA CONDIVISIONE
La contrapposizione tra il ricco epulone e Lazzaro evidenzia la necessitร di usare le ricchezze come strumento di relazione con Dio e di cura attenta dei fratelli.
Oggi ricorre la 11a – Giornata dei migrante e del rifugiato. Si celebra oggi il Giubileo dei Catechisti.
Il profeta Amos , ai ricchi del suo tempo ch e vivono nel benessere e nel lusso, rivolge uno sferzante richiamo (ยซGuai agli spensierati di Sion!ยป) e annuncia loro la fine imminente (ยซandranno in esilioยป). L’accusa del profeta diventa una condanna del loro disinteresse verso chi รจ povero e bisognoso, e del loro disimpegno
nel prendersi a cuore la situazione del popolo (chiamato qui “Giuseppe”), minacciato dagli eserciti invasori: ยซDella rovina di Giuseppe non si preoccupanoยป (1 Lettura).
Lazzaro, il nome del povero della parabola evangelica, significa “Dio รจ il mio aiuto”. Di fronte all’indifferenza dell’uomo ricco verso la fame e i bisogni del povero Lazzaro , e alla su a totale assenza di umanitร , Dio manifesta il suo aiuto collocando, al momento della morte, Lazzaro ยซaccanto ad Abramoยป (il nostro “paradiso”) e il ricco ยซnegli inferi fra i tormentiยป (il nostro “inferno”).
La parabola ci invita a convertirci dall’indifferenza e dall’egoismo all’accoglienza e alla condivisione. Non ci aiuteranno segni straordinari (come la risurrezione di un morto), m a il nostro quotidiano ascolto della Parola del Signore, indicata qui come “Mose e i Profeti” ( Vangelo).
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don Primo Gironi, ssp. biblista – Fonte Edizioni San Paolo
