Io sono con voi tutti i giorni
La solennità dell’Ascensione del Signore non commemora un ma presena na di Gesù tra i suoi discepoli e inizia il tempo di quella invisibile nello Spirito, attraverso il segno visibile della comunità dei credenti: la Chiesa.
Gli apostoli fissano il cielo, che ha sottratto Cristo ai loro occhi; nel loro cuore vi è il peso di un’assenza, mitigato dalla promessa dello Spirito Santo.
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Ma subito c’è chi li risveglia alla realtà: devono credere che stanno celebrando una presenza che elude tempo e spazio (I Lettura).
II Risorto appare loro: la sua presenza rincuora, le sue parole confortano; ne saranno testimoni e annunciatori alle genti (Vangelo).
L’apostolo Paolo (II Lettura) dà voce al mistero stupendo che la festa odierna affida ai credenti: il Signore asceso al cielo, nostra speranza ed eredità, ci convoca a condividere la sua stessa gloria, dove egli ci ha preceduto.
Nell’attesa, la mente e il cuore ivolti ai gaudi eterni, viviamo in questo mondo con la libertà e la gioia di chi sa di essere in cammino verso il “tesoro di gloria” cero ed eterno.
La nostra fede non indulga a un’assenza, ma contempli e celebri una presenza.
don Giuliano Saredi, ssp – Fonte Edizioni San Paolo
