XXXII Domenica del Tempo Ordinario โ Anno A
La parabola delle vergini sagge e delle vergini stolteโฆ
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ยซVegliate dunque perchรฉ non sapete lโoraยปโฆ Grazie, mio Dio, che ci ripeti sotto tante forme questo insegnamento, ยซvegliateยป, sai che ci รจ cosรฌ necessario.
Mio Dio, dire una volta alle tue povere creature quello che hanno bisogno di sapere per piacerti, non era giร questa ยซla grazia delle grazieยป, il favore dei favori! Donare loro una volta per tutte il mezzo per fare la tua volontร in questa vita e per trascorrere lโeternitร ai tuoi piedi in paradiso, non era giร un beneficio tale che la stessa divina bontร poteva esserne soddisfatta?โฆ Questo non รจ stato abbastanza per il tuo cuore!โฆ Questi insegnamenti, ce li ripeti mille e mille volte, e li accompagni con tutti i consigli utili per seguirli facilmente, per vincere le tentazioni; tu ci ripeti e ci ripeti di seguirli; ci esorti senza tregua, e fin sulla soglia della morte, a conformarci a essi, impiegando i tuoi ultimi giorni non per te, per raccoglierti di fronte alla croce, ma per noi, dimenticando te stesso senza misura in tutte queste ultime giornate, per esortarci, per ripeterci: ยซVegliateยป.
Quello che ci insegni qui, รจ quello che tanti santi e solitari hanno praticato: pensare alla morte, pensare a questโora, sconosciuta e terribileโฆ Dirci ogni giorno: forse saremo morti questa seraโฆ E agire in ogni istante come se questo istante dovesse essere lโultimo della nostra vita. Che cosa faremmo, se questโora dovesse essere la nostra ultima ora? Faremmo ciรฒ che รจ piรน perfetto, quello che ti piacerebbe di piรน; e perchรฉ non lo facciamo giร ? Quale scusa puรฒ esserci alla nostra tiepidezza, alla nostra poca cura di piacerti? Quello che faremmo per paura, non lo facciamo: ahimรจ! Dunque non ti amiamo!โฆ Oh mio Signore Gesรน, donaci la grazia di fare per puro amore, in ogni istante di questa vita, quello che ti piace di piรน, e cosรฌ la morte ci trovi mentre agiamo a causa di te solo, come noi agiremmo a causa di essa se pensassimo soltanto a noi stessiโฆ Questo timore della morte รจ tuttavia un bene e una grazia, poichรฉ tu ce lo ispiri, ed esso mette un freno cosรฌ salutare alle nostre cattive azioniโฆ Ma cโรจ una grazia piรน grande, un bene piรน grande, รจ fare per puro amor tuo, oh mio Salvatore, tutto quello che piรน ti piace, invece di farlo per paura dellโinferno, o per desiderio di possederti; per quanto naturali e buoni siano questi due sentimenti, il primo รจ migliore, e quanto ti supplico di metterlo sempre, sempre nel mio cuore e di far sรฌ che ispiri tutti i pensieri, le parole, le azioni della mia vita, tutti i miei istanti, oh mio beneamato e benedetto bambino Gesรน![1]
[1] M/156, su Mt 25,1-13, in C. de Foucauld, Fammi cominciare una nuova vita. Meditazioni sui Vangeli secondo Matteo e Marco, Centro Ambrosiano, Milano 2024, 63-65.
Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo.
Nota su Charles de Foucauld
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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