Charles de Foucauld – Commento al Vangelo del 3 maggio 2026

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V Domenica di Pasqua โ€“ Anno A

ยซIo sono la via, la veritร  e la vitaโ€ฆ Nessuno viene al Padre mio se non per mezzo di meยป.

Come sei buono, mio Dio! Quanto tutte le tue parole, in queste ore supreme, piรน che mai se รจ possibile, tendono ad ยซaccendere sulla terra questo fuocoยป dellโ€™amore di Dio che ยซsei venuto a portare in essaยป e che รจ il tuo solo desiderio vedere che si accenda: ยซche cosa voglio se non che si accenda?ยป.

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Ci stabilisci qui nel Tuo amore con una forza divina gettandoci nellโ€™imitazione di Colui che รจ la sola ยซviaยป, nella fede, nella vita di fede, cioรจ nellโ€™obbedienza a Colui che รจ la sola ยซveritร ยป, nella partecipazione alla Santa Eucaristia con la quale ci uniamo a Colui che รจ la sola ยซvitaยป.

รˆ evidente quantoย lโ€™imitazioneย indissolubilmente unita allโ€™amore (quando lโ€™amore si rivolge a Dio), quanto lโ€™obbedienzaย indissolubilmente unita allโ€™amore (quando lโ€™amore si rivolge a Dio), quanto laย Santa Eucaristiaย che รจ Dio stesso, cioรจ ยซlโ€™amoreยป stesso (ยซDeus est charitasยป)[1], ciย disponganoย allโ€™amore, ciย stabiliscanoย in esso e nello stesso tempo ciย conferminoย in essoโ€ฆ Come sei buono, mio Dio, ad avere comeย solo desiderioย di darci la sola cosa nella quale consiste tutta la nostra felicitร  in questa vita e nellโ€™altra, quella che fa del cielo il cielo, e quella che farebbe della terra il cielo se potessimo riceverla pienamente quaggiรน: questa sola cosa, ยซlโ€™unica necessariaยป[2], รจ amarti, o Gesรน!

Imitiamo Gesรน, sola ยซviaยปโ€ฆ Per quanto poco Lโ€™amassimo, come ci sarebbe facile: lโ€™amore ha sete di imitare, ne ha bisogno, cerca per sua natura di identificarsi col Beneamato, di stringersi a lui al punto da formare una cosa sola: poichรฉ quaggiรน non รจ possibile questa unificazione, questa identificazione, questa perdita totale nel Beneamato, questo assorbimento di chi ama nel Beneamato, lโ€™anima si getta con tutte le sue forze nellโ€™imitazione, mezzo di unificazione inferiore, incompleto, primo grado soltanto, ma il solo possibile quaggiรน, dellโ€™unificazione che รจ il fine dellโ€™amore e che si realizzerร  perfettamente solo in cielo (qui si tratta solo dellโ€™amore divino, il solo che possa essere lโ€™amore perfetto, il solo che possa e debba lasciarsi andare a seguire questo bisogno di imitazione totale che รจ nella natura dellโ€™amore, perchรฉ รจ il solo che si rivolge a un Essere perfetto).

Obbediamo a Gesรน, sola ยซveritร ยปโ€ฆ Per quanto poco Lโ€™amassimo, ci sarร  facile: lโ€™amore ha sete di obbedire; (nellโ€™amore umano, esso non deve sempre lasciarsi andare a questa sete di obbedire nรฉ alla sete di imitare, a causa delle imperfezioni di ogni creatura: ma nellโ€™amore divino, il solo che possa essere lโ€™amore perfetto, poichรฉ lโ€™amore si rivolge a un Essere infallibile e perfetto, puรฒ e deve lasciarsi andare a seguire questo bisogno di obbedire al Beneamato che fa necessariamente parte dellโ€™amore, per la natura stessa dellโ€™amore); lโ€™amore ha sete di adorare, di prostrarsi, di annientarsi ai piedi del Beneamato; ha sete di donarsi, di mettere ai piedi del Beneamato tutto ciรฒ che ha e tutto ciรฒ che รจ; questo annientamento, come questo dono totale di sรฉ, contengono la perfetta obbedienza; lโ€™amore prova un bisogno irresistibile di smettere di essere, di non esistere piรน per sรฉ, di fondersi e di perdersi nel Beneamato che, ai suoi occhi, รจ la sola cosa esistente nellโ€™universo, e al di fuori del quale tutto gli sembra nulla. La perfetta obbedienza รจ racchiusa in questo assorbimento, in questa perdita di tutto lโ€™essere, in questo sprofondamento, in questa cessazione di ogni vita personale per perdersi e fondersi nellโ€™esistenza del Beneamato; lโ€™amore ama tutto, approva tutto, ammira tutto nel Beneamato, e non ama niente, non approva niente, non ammira niente al di fuori del Beneamato, di conseguenza tutto ciรฒ che pensa, dice, fa il Beneamato gli appare come il solo bene, la sola cosa perfetta, e come la piรน perfetta, la piรน perfetta possibile, divina. Lโ€™obbedienza perfetta segue necessariamente una tale fede nella perfezione superiore, incomparabile, divina, di tutte le volontร , di tutti i pensieri, di tutti gli ordini, di tutte le parole, di tutti gli esempi del Beneamato.

Riceviamo nellaย Santa Eucaristiaย Gesรน, sola ยซvitaยปโ€ฆ ยซChi mangia meย viveย per meยป[3]โ€ฆ ยซChi mangia di questo paneย viveย in eternoยป[4]โ€ฆ ยซChi mangia il mio corpo ha laย vitaย eternaยป[5]โ€ฆ ยซChi mangia il mio corpo dimora inย meย eย ioย in luiยป[6]โ€ฆ ยซChi mangia questo paneย viveย in eternoยป[7]โ€ฆ ยซSe non mangiate la carne del Figlio dellโ€™uomo, non avrete laย vitaย in voiยป[8]โ€ฆ Riceviamo Gesรน nostra ยซvitaยปย il piรน spesso possibileย per quanto dipenderร  da noi, riceviamo il nostro Beneamatoย preparando il meglio possibileย la nostra anima alla Sua visita; riceviamoLoย facendoGli la miglior accoglienza possibile, come si accoglie il Beneamato non solamente che viene a noi, ma che viene in noi, e si dona, si consegna, si abbandona per essere totalmente posseduto da noi.[9]


[1] ยซDio รจ amoreยป, 1Gv 4,16.

[2] Cfr. Lc 10,42.

[3] Gv 6,57.

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[4] Gv 6,51.

[5] Cfr. Gv 6,54.

[6] Cfr. Gv 6,56.

[7] Cfr. Gv 6,58.

[8] Cfr. Gv 6,53.

[9] M/484, su Gv 14,2-6, in C. de Foucauld, Stabilirci nellโ€™amore di Dio. Meditazioni sul Vangelo secondo Giovanni, Centro Ambrosiano, Milano 2025, 137-140.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo.

Nota su Charles de Foucauld

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร  civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร  della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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