Mt 5, 1- 12a
ยซGesรน vedendo la folla, salรฌ su una montagna, si sedette e i suoi discepoli lo circondarono. Parlando, si mise ad istruirli, dicendo: โฆยป [5.1-2]
Istruisco non solamente i miei discepoli, ma la follaโฆ La montagna delle Beatitudini รจ una collina circondata da un altopiano che puรฒ contenere una folla numerosa; ad unโestremitร dellโaltopiano vi รจ una piccola altura che forma una tribuna naturale. Seduto lรฌ in mezzo agli apostoli, e vedendo davanti a me tutta la folla seduta sul resto dellโaltopiano, parlo a tutti riuniti.
ยซBeati i poveri di spirito, poichรฉ di essi รจ il regno dei cieli.ยป [5.3]
Ah, mio Signore, spiegami questo, te ne prego. Spiegami queste beatitudini che hanno unโimportanza cosรฌ grande nella tua dottrina, queste beatitudini che รจ cosรฌ necessario conoscere bene per imitarti, poichรฉ formano come uno specchio dove Ti rifletti. โฆ Tutte le perfezioni che esse esprimono Tu le possiedi sovranamente. Per imitarti รจ necessario possederle il piรน possibile. Fammele dunque conoscere bene, mio Signore. Te lo domando, stretto a Te, ascoltandoTi e guardandoTi, tenendomi ai tuoi piedi tra la S.ta Vergine e S. Giuseppe, durante questi giorni molto dolci di ritiro. โฆ
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I poveri di spirito sono coloro che hanno lโanima, lo spirito distaccato, spogliato, nudo, vuoto, libero, sgombro, povero, privo di ogni amore per il creato, di ogni amore per ciรฒ che non รจ Dio, che hanno, in altri termini, lo spirito, lโanima, morto, crocifisso a tutto il creato, a tutto ciรฒ che non รจ Dio, in una parola che sono assolutamente vuoti da ogni attaccamento al creato. โฆ
Li proclamo beati, perchรฉ soddisfano la condizione indispensabile per possedere il cielo; non si puรฒ possedere il cielo, senza adempiere tutti i propri doveri; il primo dovere รจ di amare Dio con tutto il proprio cuore, e lโadempimento di questo primo dovere รจ possibile solo a condizione di avere il cuore vuoto da tutto ciรฒ che non รจ Dio. Per donare tutto il proprio cuore a Dio, รจ necessario evidentemente non darlo a nulla di ciรฒ che non รจ Dio, riservarGlielo interamente, tenerlo completamente vuoto da tutto ciรฒ che non รจ Lui. Prima di entrare in cielo, occorre necessariamente che ogni anima compia questo primo dovere di svuotarsi, staccarsi, spogliarsi, privarsi di ogni altroamore che lโamore di Dio, e riempirsi interamente, tutto intero del solo amore di Dio. Se non compie questo primo dovere sulla terra, dovrร compierlo in purgatorio. Beati coloro che lo compiono fin da questa vita, poichรฉ a loro fin dalla loro morte appartiene ยซil regno dei cieliยป e in questa stessa vita lโunione intima con Dio che Questi dona loro come ricompensa del loro perfetto amore, รจ per essi come un cielo anticipato, e fa della loro vita mortale, non appena si sono donati totalmente a Dio, svuotandosi, impoverendosi interiormente di ogni attaccamento da ciรฒ che non รจ Lui, come unโaurora, un inizio della vita celeste e del ยซregno dei cieliยป.
Mio Dio, la povertร esteriore ci รจ comandata da questa parola? โ No, io parlo qui solo del distaccoย interiore, dellaย povertร di spirito; anche la povertร esteriore รจ necessaria per condurre la vita perfetta sulla terra, poichรฉ sono stato povero nelle tre vite di cui ho dato lโesempio; ma non รจ qui che ne do il precetto: lo raccomanderรฒ in numerosi altri passaggi. โฆ La povertร ย di spiritoย non obbliga alla povertร esteriore, poichรฉ si possono possedere dei beni pur essendo perfettamente staccati da essi; รจ differente in molti punti dalla povertร materiale, e soprattutto per il fatto che questa volge solo ai beni materiali, mentre la povertร ย interiore,ย spiritualeยธย la libertร ย di spirito,ย la povertร ย di spirito,ย volge non solamente ai beni temporali, ma anche a tutti i beni sensibili, al prossimo e a se stessi. Essere povero esteriormente รจ sbarazzarsi dellโoro e dellโargento; essere povero interiormente, รจ non avere piรน alcun amore per ciรฒ che รจ creato, oro, argento, corpo, anime, grazie spirituali, tutto ciรฒ che non รจ Dio insomma (salvo lโamore che Dio stesso ordina di avere; e ordina di averne uno molto ardente sia per la tua anima, sia per il prossimo). Ma poichรฉ questi amori non li hai che nella misura in cui Dio te li ordina, perchรฉ te li ordina e sei pronto a lasciarli se te li vietasse, in una parola, poichรฉ tu non li hai che in vista di Lui, scompaiono nel suo, sono compresi nel suo, avvolti nel suo, racchiusi nel suo ed รจ verissimo dire (benchรฉ tu ami la tua anima e il prossimo molto profondamente) che seiย totalmente vuotoย da ogni amore per te, per il prossimo e per tutto il creato e che seiย totalmente pienoย del solo amore di Dio[1].
[1]ย Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo.
Gv 6, 37-40
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ยซChiunque crede nel Figlio abbia la vita eternaยป.
Come sei buono, mio Dio! Ci dai ancora uno di quei principi generali adatti a dirigere tutta la nostra vita, e adatti a condurci verso lo scopo di tutte le tue parole e di tutti i tuoi esempi, verso questo fuoco che vuoi accendere in noi, versoย questo amore di Dioย che vuoi stabilire in noiโฆ ยซCredeteยป, dici, ยซe questo basta!ยป. Credete con lo spirito e con le opereโฆย Ascoltateย la Chiesa,ย fateย quello che vi dice, ecco la fedeโฆ Credere nel profondo dellโanima allโinsegnamento divino, senza metterlo in pratica, sarebbeย non onorare Dio, maย insultarlo, non obbedire, ma disobbedire.ย Piรน la fede interiore รจ viva, se lโobbedienza esteriore non vi fosse conforme,ย piรน lโoffesa fatta a Dio sarebbe grave; sarebbe dire: sรฌ, credo, credo fermamente, credo con una fermezza assoluta che vuoi questo, ma non lo faccio affattoโฆ La fede si riconduce dunque allโobbedienza, allโobbedienza che per sua natura รจ indissolubilmente legata allโamore, allโobbedienza della quale Nostro Signore ha detto: ยซChi obbedisce alle mie parole, questi mi amaยป[1].
Ascoltiamo,ย crediamoย negli insegnamenti della Chiesa, di Dio, di coloro ai quali Dio ha detto: ยซChi ascolta voi, ascolta meยป. Crediamo a tutto ciรฒ che Dio ci dice con i diversi mezzi di cui si serve per istruirciโฆ Eย obbediamoย alla sua volontร una volta che la conosciamoโฆ Quale felicitร piรน grande per il cuore che ama, se nonย conoscereย la volontร di colui che egli ama? Quale felicitร piรน grande se nonย compierla?โฆ Con quale cura dobbiamo sempre sforzarci diย conoscereย la volontร del Beneamato eย compierlaย una volta che la conosciamo![2]
[1]ย Cfr.ย Gvย 14,23-24.
[2]ย M/448, suย Gvย 6,39-40, in C. de Foucauld,ย Stabilirci nellโamore di Dio.ย Meditazioni sul Vangelo secondo Giovanni, Centro Ambrosiano, Milano 2025, 79-80..
Nota su Charles de Foucauld
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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