Una Chiesa โpiccolo restoโ
La Chiesa, pur essendo anticipazione del Regno, non deve mai perdere la propria consapevolezza di essere minoranza, di essere il โresto di Israeleโ (Is 10,20): Gesรน ne parla come del โlievitoโ (Mt 13,33), del โsale della terraโ (Mt 5,13), del โpiccolo greggeโ (Lc 12,32), tutte immagini che si riferiscono a una dimensione di modestia, di umiltร , di piccolezza.
โIl ยซpiccolo greggeยป: un gregge amato da Dio, scelto e destinato al Regno, ma piccolo. Questa piccolezza puรฒ far nascere il dubbio e lo scoraggiamento nel cuore di molti. Ma รจ uno scoraggiamento da fugare: la storia di salvezza รจ regolata dalla legge del ยซresto d’Israeleยป, cioรจ del piccolo gruppo di autentici credenti nel quale il Regno si attua a beneficio di tutti. Il piccolo gregge รจ invitato a non temere. ยซNon temeteยป (Lc 12,32): vigilanza sรฌ, prontezza e impegno, ma tutto in un clima di grande fiducia. Il Regno รจ donato (al Padre รจ ยซpiaciuto dare a noi il Regnoยป), poggia sul suo amore e non sulle nostre prestazioni: dunque nessuna ansiaโ (B. Maggioni).
โNella societร il ยซpesoยป dei cattolici non รจ piรน quello di una maggioranza. Constatiamo un’oggettiva perdita d’influenza e spesso un discredito culturale. La vita sociale si svolge ยซcome se Dio non esistesseยป. In una situazione minoritaria molti sentono il bisogno di delineare meglio la loro identitร e di avere dei segni della loro differenza rispetto agli altri. Con il pericolo evidente del ripiegamento identitario, che minaccia ogni religione del nostro tempo e suscita forme di fondamentalismo. Come accettare di essere minoritari senza diventare una setta? Questa รจ una parte della sfidaโ (B. Chenu).
Monsignor Tonino Bello auspicava โuna Chiesa sicura solo del suo Signore e, per il resto, debole. Ma non per tattica, bensรฌ per programma, per scelta, per vocazione. Non una Chiesa arrogante, che ricompatta la gente, che vuole rivincite, che attende il turno per le sue rivalse temporali, che fa ostentazioni muscolari col cipiglio dei culturisti. Ma una Chiesa disarmata, che mangia il pane amaro col mondo… Una Chiesa che, pur cosciente di essere il sale della terra, non pretende una grande saliera per le sue concentrazioni o per l’esibizione delle sue raffinatezze. Ma una Chiesa che penetra e condivide la storia del mondo… Che non si limita a sperare, ma organizza la speranza degli uominiโ.
โSรฌ, oggi cโรจ troppa nostalgia di ยซcristianitร ยป: si riaffacciano pretese e invadenze e si vorrebbe imporre ciรฒ che nel cristianesimo si puรฒ solo proporreโฆ Lโessere cristiano non puรฒ lasciarsi rinchiudere nellโidentificazione con uno specifico progetto di liberazione, di giustizia e di pace, nรฉ con le culture generate dallโidentitร cristiana. Il posto dei cristiani รจ nella compagnia degli uomini: con loro โ senza alcun titolo che a priori li garantisca piรน degli altri sulla realizzazione di un progetto sociale โ dialogheranno e si confronteranno con franchezza e senza arroganza, memori che il loro Signore e maestro li ha chiamati ยซpiccolo greggeยป invitandoli a ยซnon temereยป: realtร quotidiana di una minoranza fiera della propria identitร ma non arrogante, consapevole che, pur senza mai tralasciare di predicare il Vangelo, il risultato non dipende dalla sua volontร perchรฉ โ come ricorda san Paolo nella Seconda lettera ai Tessalonicesi โ ยซnon di tutti รจ la fedeยป (2 Ts 3,2). In una situazione di pluralismo, la Chiesa non deve e non vuole essere un gruppo di pressione perchรฉ il suo posto nella societร รจ quello di interlocutrice, non di reggente, e perchรฉ, come ha ricordato Benedetto XVI, ยซla Chiesa non intende rivendicare per sรฉ alcun privilegio…, non vuole imporre ai non credenti una prospettiva di fedeยป, ma porsi, insieme a loro, al servizio dellโuomoโ (E. Bianchi).
Affermava il cardinal Martini: โSono colpito dalla domanda di Gesรน: ยซIl Figlio dellโuomo, quando verrร , troverร la fede?ยป. Egli non chiede: ยซTroverรฒ una Chiesa grande e ben organizzata?ยป. Sa apprezzare anche una Chiesa piccola e modesta, che ha una fede salda e agisce di conseguenza. Non dobbiamo dipendere dai numeri e dai successi. Saremo molto piรน liberi di seguire la chiamata di Gesรนโ.
โIn una Chiesa che non รจ piรน in posizione di forza nella societร , il cristiano ritrova la possibilitร di una proposta piรน libera e di una testimonianza piรน convincente: si dice quello che c’รจ da dire; si esprime ciรฒ che si crede di dover esprimere. Non si รจ piรน sospettati a priori di voler dettar legge nella societร , dโimporre un ยซmagistero moraleยป. Essere profeta oggi puรฒ voler dire avere la libertร di essere un’istanza critica, considerando con distacco le seduzioni attuali (individuo, comfort, sicurezza…). Ma proprio perchรฉ la societร รจ pluralista, la visione religiosa deve presentare se stessa come proposta, entrare in dialogo con altre visioni della realtร โ (B. Chenu).
Una vita bella
Spesso la Chiesa sembra piรน preoccupata di annunciare valori etici che di proclamare la felicitร della Resurrezione di Cristo. Eppure il proprio della Chiesa รจ dire al mondo che โnessuno ci fa piรน felici che Dioโ (S. Agostino), e che in Cristo รจ stata sconfitto il peccato, la sofferenza, la malattia, ogni angoscia, la stessa morte.
Giร Gesรน aveva detto: โCosรฌ risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere belle (ยซkalร รฉrgaยป!) e rendano gloria al vostro Padre che รจ nei cieliโ (Mt 5,16). Anche Pietro invita: โLa vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile, perchรฉ mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre opere belle (ยซkalรฒn ergรฒnยป) giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizioโ (1 Pt 2,12). Anchโegli usa non lโaggettivo โbuonoโ, โagathรฒsโ, ma โbelloโ, โkalรฒsโ: gli uomini devono vedere le nostre opere โbelleโ, essere attratti dalla bellezza della nostra vita!
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โCome ricordava giร Ignazio di Antiochia allโinizio del II secolo: ยซil cristianesimo รจ opera di grandezza, non di persuasioneยปโฆ Il primo mezzo di evangelizzazione resta la testimonianza quotidiana di una vita autenticamente cristiana, una vita fedele al Signore, una vita segnata da libertร , gratuitร , giustizia, condivisione, pace, una vita giustificata dalle ragioni della speranza. Questa vita improntata a quella di Gesรน potrร suscitare interrogativi, far nascere domande, cosรฌ che ai cristiani verrร chiesto di ยซrendere conto della speranza che li abitaยป (1 Pt 3,15) e della fonte del loro comportamento. Per questo servono uomini e donne che narrino con la loro esistenza stessa che la vita cristiana รจ ยซbuonaยป: quale segno piรน grande di una vita abitata dalla caritร , dal fare il bene, dallโamore gratuito che giunge ad abbracciare anche il nemico, una vita di servizio tra gli uomini, soprattutto i piรน poveri, gli ultimi, le vittime della storia? Teofilo di Antiochia, un vescovo del II secolo, ai pagani che gli chiedevano: ยซMostrami il tuo Dioยป, ribaltava la domanda: ยซMostrami il tuo uomo e io ti mostrerรฒ il tuo Dioยป, mostrami la tua umanitร e noi cristiani, attraverso la nostra umanitร , vi diremo chi รจ il nostro Dio. I cristiani del XXI secolo possono dire questo? Sanno mostrare una fede che plasma la loro vita a imitazione di quella di Gesรน, fino a far apparire in essi la differenza cristiana? La loro vita propone una forma di uomo, un modo umano di vivere che racconti Dio, attraverso Gesรน Cristo? Altrimenti, come potranno essere credibili nellโannuncio di una ยซbuona notiziaยป, se la loro vita non riesce a manifestare anche la ยซbellezzaยป del vivere? Nella lotta di Gesรน contro ciรฒ che รจ inumano, nella lotta dellโamore, cโรจ stato spazio anche per unโesistenza umanamente bella, arricchita dalla gioia dellโamicizia, circondata dallโarmonia della creazione e illuminata da uno sguardo di amore su tutte le realtร piรน concrete di unโesistenza umana. Perchรฉ anche le gioie e fatiche che il cristiano incontra ogni giorno diventino eventi di bellezza occorre una vita capace di cogliere sinfonicamente la propria esistenza assieme a quella degli altri e del creato intero. Cosรฌ, la vita del cristiano che vuole annunciare Gesรน come ยซuomo secondo Dioยป sarร anche, a imitazione di quella del suo Signore, una vita felice, beata. Certo, non in senso mondano e banale, ma felice nel senso vero, profondo, perchรฉ la felicitร รจ la risposta alla ricerca di sensoโฆ I grandi maestri della spiritualitร cristiana hanno sempre ripetuto: ยซO il cristianesimo รจ filocalia, amore della bellezza, via pulchritudinis, via della bellezza, o non รจยป! E se รจ via della bellezza saprร attirare anche altri su quel cammino che conduce alla vita piรน forte della morte, saprร essere narrazione vivente del Vangelo per gli uomini e le donne di questo nostro tempoโ (E. Bianchi).
Tutti gli uomini dovrebbero sempre vedere la Chiesa come il luogo dove scorre la โgioia pienaโ (Gv 15,11), una comunitร di gente felice, che ha trovato il senso della vita e della morte, che canta le lodi del suo Signore, ricolma del suo amore.
โSe i teorici del post-moderno ci dicono che le domande che ormai vengono poste, e sempre piรน lo saranno, riguardano la funzionalitร e lโutilitร delle cose, delle nozioni e dei saperi (A che serve? ร efficace? Si puรฒ vendere?), non la loro veritร o bellezza, la Chiesa puรฒ resistere a questa tendenza cercando di porsi quale luogo in cui, in obbedienza alla parola di Dio che dร senso alla storia e al mondo, la domanda sul senso viene custodita come ciรฒ che puรฒ veramente umanizzare lโuomo. Se la profezia รจ storica e sempre usa linguaggi e assume configurazioni differenti nelle diverse situazioni storiche, culturali e geografiche, oggi, nei nostri paesi e nelle nostre Chiese, essa deve assumere la forma dellโinvenzione del senso, vivendo e trasmettendo la fede come ยซcammino del sensoยปโฆ Mai come oggi risuonano con forza le parole di Dietrich Bonhoeffer: ยซIl concetto non biblico di โsensoโ รจ solo una traduzione di ciรฒ che la Bibbia chiama โpromessaโยป. Nel Nuovo Testamento questa promessa assume il nome e il volto del Cristo e chiede che le comunitร cristiane sappiano narrare il Cristo ยซche ci insegna a vivereยป (Tt 2,12), che dร direzione, finalitร , significato e bellezza al vivere umano. Onorare il Cristo che in-segna a vivere significaโฆ mostrare nella propria vita che Cristo รจ motivo sufficiente di vita, che uomini e donne possono radunarsi e vivere insieme una vita umanizzata nel nome di Cristo, per amore di lui e a causa sua. Significa ricordare che Cristo, dunque lโEvangelo, la promessa del Padre, la parola di Dio, puรฒ divenire motivo per dare la vita e per affrontare la morte, puรฒ dare un senso alla morte dopo aver dato senso alla vitaโ (E. Bianchi).
โLa Chiesa รจ questo mondo che si trasfigura grado a grado per opera dei cristiani, dei discepoli di Gesรน; quelli che vivono moltiplicando queste zolle del Regno di Dรฌo, e che cosรฌ diventa, poco per volta, una nuova creazione. E la Chiesa consumata, come ci dice lโApocalisse (dove cโรจ veramente il Regno di Dio che si consuma in Pienezza), sarร il mondo redento e trasfigurato nella Bellezza dove Dio sarร tutto in tutte le cose, come Dio รจ stato tutto in tutto lโessere di Gesรน, e Gesรน รจ il primogenito di questa nuova creazione, cioรจ il segno di questa creazione di Dio, del sogno di Dio, di questa pienezza ultima di Dio. Allora veramente la Chiesa รจ questo trasformare in Bellezza e in Pienezza la creazione antica e vecchia per farne una nuova creazione trasfigurata nella Bellezzaโ (M. Do).
โEssere testimoni della bellezza che salva nasce dal farne continua e sempre nuova esperienza: ce lo fa capire lo stesso Gesรน quando, nel Vangelo di Giovanni, si presenta come il ยซPastore belloยป (cosรฌ รจ nellโoriginale greco, anche se la traduzione normalmente preferita รจ quella di ยซbuon Pastoreยป: Gv 10,11.14-15)โฆ La bellezza del Pastore sta nellโamore con cui consegna se stesso alla morte per ciascuna delle sue pecore e stabilisce con ognuna di esse una relazione diretta e personale di intensissimo amoreโฆ Il luogo in cui รจ possibile questโincontro bello e vivificante con il Pastore รจ la Chiesa: รจ in essa che il bel Pastore parla al cuore di ciascuna delle sue pecoreโฆ La Chiesa รจ in tal senso la Chiesa dellโamore, la comunitร della bellezza che salvaโฆ Attraverso il popolo del ยซbel Pastoreยป la luce della salvezza potrร raggiungere tutti, attirandoli a lui, e la sua bellezza salverร il mondoโ (C. M. Martini).
Carlo Miglietta
Il commento alle letture di domenica 5 febbraio 2023 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โBuona Bibbia a tuttiโ.



