Carlo Miglietta – Commento alle letture di domenica 13 Luglio 2025

Domenica 13 Luglio 2025 - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,25-37

Data:

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Il Decalogo della prossimitร 

La parabola del Samaritano usa una terminologia avvincente e singolarissima, che quasi costituisce le linee guida di un piccolo Corso di formazione alla prossimitร . Luca, in uno stupendo crescendo di vocaboli, ci racconta, in dieci movimenti, lโ€™azione del Samaritano verso il ferito. 

1. โ€œUn Samaritano, che era in viaggio (hodรจuon)โ€ (Lc 10,33)

Il Samaritano รจ in sintonia con Gesรน nel suo viaggio decisivo. Anche il Samaritano รจ in esodo, รจ pellegrino. Potremmo vedere qui il vocabolo della missione. La โ€œGerusalemme – Gericoโ€ รจ la strada che unisce la fede alla vita, il Vangelo alla storia, la rivelazione di Dio alle sofferenze e ai peccati degli uomini.

2. โ€œLo vide (idรฒn)โ€ (Lc 10,33). 

Anche il Samaritano โ€œvideโ€ il malcapitato, come avevano fatto i rappresentanti della Legge e della Liturgia, ma il suo โ€œvedereโ€ non rimase una sensazione superficiale: lo portรฒ ad agire. โ€œIl piรน grande peccato contro i poveri รจ forse lโ€™indifferenza, il ยซpassar oltre, dallโ€™altra parte della stradaยป (Lc 10,31)… La prima cosa da fare dunque, nei confronti dei poveri, รจ superare lโ€™indifferenza, lโ€™insensibilitร . Gettare via le difese e farci invadere da una sana inquietudineโ€ (R. Cantalamessa). 

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3. โ€œNe ebbe compassione (esplanchnรฌsthe)โ€ (Lc 10,33)

Gesรน โ€œattribuisce al Samaritano le qualitร  che la religione riconosce solo a Dioโ€ฆ: ยซne ebbe compassioneยป (Lc 10,33)โ€ฆ In greco Luca usa il verbo esplanchnรฌsthe che richiama lโ€™ebraico rรจchem, ยซlโ€™utero maternoยป. Questo verbo nella Bibbia indica solo la misericordia di Dio e quella che prova Gesรน. โ€œยซAvere compassioneยป dunque, dal punto di vista di Dio, significa ยซprotendersi al bisogno dellโ€™altro per rigenerarlo a vita nuovaยปโ€ (P. Farinella). 

4. โ€œGli passรฒ accanto (รจlthen katโ€™autรฒv)โ€ฆ Gli si fece vicino (proselthรฒn)โ€ฆ Al mio ritorno (epanรจrchestha) ti rimborserรฒโ€ (Lc 10,33-35). Lo stesso verbo รฉrchomai viene specificato prima da katร , accanto, e poi da pros, vicino, prossimo, quindi da ep-an, di nuovo, ancora: รจ una vera progressione sulla via della compassione e della solidarietร . 

5. โ€œGli fasciรฒ le ferite (katรจdesen tร  traรนmata autoรน)โ€ (Lc 10,34)

Occorre sรฌ ricercare le cause strutturali di tante sofferenze del mondo: รจ vera caritร  individuarle, denunciarle, combatterle. Ma intanto รจ anche importante curare le ferite che sanguinanoโ€ฆ 

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6. โ€œVersandovi olio e vino (epichรจon รจlaion kai oรฌnov)โ€ (Lc 10,34).

Il Samaritano si dร  subito da fare, usando quanto di meglio proponeva la medicina di allora. Il discepolo del Signore deve usare ogni mezzo che la scienza e la tecnica propongono per aiutare i fratelli che soffrono, ed essere in prima linea nella ricerca di nuovi rimedi contro le malattie, la fame, le calamitร . Non cโ€™รจ nessuna contrapposizione tra Fede e scienza: anzi il credente gode di ogni vero progresso scientifico ed รจ in prima fila nel promuoverlo

7. โ€œLo caricรฒ (epibibร sas) sulla propria cavalcaturaโ€ (Lc 10,34)

Non basta avvicinarsi ai fratelli, ma occorre poi farci carico di loro, prenderli sulle nostre spalle, anche se questo รจ un peso, una grande fatica. Il Samaritano non si limita alle prime cure al ferito, ma si fa carico della sua situazione e vi cerca un rimedio piรน organico, piรน strutturale.

8. โ€œLo portรฒ a una locanda (รจgaghen autรฒv eรฌs pandokeรฌon)โ€ (Lc 10,34)

Ogni discepolo deve essere un pandochรจus, un โ€œonni-accoglienteโ€: e la Chiesa รจ chiamata ad essere il pan-dochรจion, โ€œil luogo che accoglie tuttiโ€. Affermava papa Francesco: โ€œIo vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battagliaโ€.

9. โ€œSi prese cura di lui (epemelรจthe autoรน)โ€ฆ ยซAbbi cura di lui (epimelรจtheti autoรน)!ยปโ€ (Lc 10,34-35)

Prendersi cura รจ la tenerezza dellโ€™amore, รจ la dolcezza della simpatia (da syn pathos: patire insieme). Don Milani aveva posto allโ€™ingresso della sua scuola di Barbiana la scritta: โ€œI careโ€: โ€œIo mi prendo curaโ€, in chiara contrapposizione al motto fascista: โ€œMe me frego!โ€. 

10. โ€œDiede due denari (รจdoken dรนo denร ria) allโ€™albergatoreโ€ (Lc 10,35)

Il Samaritano paga di tasca propria per uno sconosciuto, ci rimette economicamente. La sua caritร  gli tocca il portafoglio, e senza limiti di investimento: โ€œCiรฒ che spenderai in piรน, te lo rifonderรฒ al mio ritornoโ€ (Lc 10,35). La caritร  non รจ un pio sentimento: deve coinvolgere il nostro stile di vita, il nostro livello economico, portarci alla condivisione dei beni.

La parabola del buon Samaritano ci presenta quindi un preciso percorso per โ€œfarci prossimoโ€ ai fratelli, per essere felici, come ci insegna la Prima Lettura (Dt 30,10-14), e per essere anche noi come Gesรน, che รจ il vero Samaritano (Seconda Lettura: Col 1,15-20). In essa troviamo un vero Decalogo della caritร  che ci insegna mirabilmente la concretezza ma anche la tenerezza della prossimitร .

Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โ€œBuona Bibbia a tuttiโ€œ.

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