card. Gianfranco Ravasi – La frontiera ultima della nostra storia

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I teologi usano una parola che risulta un poโ€™ ostica a chi non conosce il linguaggio tecnico di questa disciplina: escatologia. Il vocabolo letteralmente designerebbe un โ€œdiscorsoโ€ (lรณgos) sulla realtร  โ€œultimaโ€ (รฉschaton), cioรจ sulla meta terminale verso cui รจ proteso il cammino della storia. Per alcune concezioni questo approdo sarebbe un annientamento, simile a una catastrofe. รˆ quello che viene defiยnito e spesso anche descritto come la fine del mondo, non di rado afยfidato anche alla letteratura e alla cinematografiยa fantascientiยfica.

Una simile visione era tipica โ€“ anche al tempo di Gesรน โ€“ di una concezione diffusa detta apocalittica: la storia presente era vista sotto il vessillo del male e di Satana e si attendeva che una conflagrazione dissolvesse questo mondo perchรฉ Dio introducesse ยซnuovi cieli e nuova terraยป. Questa concezione appare anche nel Nuovo Testamento, soprattutto attraverso i suoi simboli molto accesi e quasi โ€œesplosiviโ€, piรน che nel suo messaggio negativo. Lโ€™esempio tipico รจ il libro dellโ€™Apocalisse che usa queste immagini drammatiche non per atterrire ma per alimentare la speranza dei cristiani che operano nella storia e che sono spesso perseguitati.

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A loro non si vuole far balenare la fine del mondo, ma piuttosto il fiยne della storia umana che Dio sta giร  da ora preparando, un regno di giustizia. รˆ ciรฒ che annuncia Cristo nel suo discorso detto appunto โ€œescatologicoโ€, presente in tutti e tre i Vangeli sinottici (Matteo 24; Marco 13; Luca 21). Il terzo evangelista, perรฒ, offre unโ€™altra pagina (17,22-37) nella quale quella meta finale, a cui sopra accennavamo, รจ deยfinita come ยซil giorno del Figlio dellโ€™uomoยป. Il profeta Amos parlava di ยซgiorno del Signoreยป (5,18) come momento del giudizio sul male della storia e della salvezza per i giusti.

Ora, invece, รจ lโ€™incontro con Cristo nella sua venuta finale a diventare uno stimolo alla conversione. Questa lunga premessa รจ necessaria per comprendere alcune immagini di tensione nelle quali appaiono delle fiยgure femminili che vogliamo ora evocare, continuando la ricerca che da tempo stiamo compiendo nel Vangelo di Luca. La sequenza di queste immagini si apre con i ยซgiorni di Noรจยป, quando lโ€™umanitร  โ€“ come accadrร  anche ยซnei giorni del figlio dellโ€™uomoยป โ€“ era distratta e indifferente e ยซsi prendeva moglieยป, una vicenda comune (17,27). Subentra poi la moglie di Lot (17,32), donna โ€œnostalgicaโ€ del passato di Sodoma, che ยซguardรฒ indietro e divenne una statua di saleยป (Genesi 19,26).

Si succedono, poi, varie scene di quotidianitร , nelle quali sโ€™insinua allโ€™improvviso quel โ€œgiornoโ€ che crea una sorta di discriminante: ad esempio ยซdue donne staranno a macinare [alla mola per la farina]: lโ€™una verrร  portata via e lโ€™altra lasciataยป (17,35). In unโ€™altra pagina si leva un monito minaccioso: ยซIn quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano, perchรฉ vi sarร  grande calamitร  nel paese e ira contro questo popoloยป (21,23). Questa immagine materna รจ โ€œapocalitticaโ€ e vuole simbolicamente segnalare la gravitร  di quella frontiera ultima della storia in cui il male esploderร  con tutta la sua potenza, prima che si erga il Figlio dellโ€™uomo giudice e salvatore.

Fonte: Famiglia Cristiana

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