Dire sempre la verità, ma con tanta carità
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
In questo commento, il Cardinale Angelo Comastri evidenzia come l’incontro con Gesù Cristo rappresenti l’unica via per dare un senso autentico alla vita e fuggire dall’oscurità interiore. Citando grandi pensatori come Pascal e Dostoevskij, l’autore sottolinea che la vera felicità risiede esclusivamente nella fede e nel superamento dell’egoismo umano.
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Attraverso il racconto evangelico della Samaritana, viene illustrato lo stile divino caratterizzato da una profonda umiltà e da una misericordia che non disprezza mai chi ha peccato. Il messaggio centrale invita i fedeli a imitare Dio coniugando sempre la verità con la carità, correggendo gli sbagli altrui senza arroganza. Solo attraverso questo amore altruista e un cuore umile è possibile attingere all’acqua viva che dona una pace duratura.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesù Cristo. In questa terza domenica di Quaresima, il tema fondamentale è che dobbiamo dire sempre la verità, ma sempre con tanta carità.
Il Cardinale Comastri inizia ricordando Blaise Pascal, un genio e uomo profondamente credente che attraversò un periodo di tormenti spirituali e dubbi nella fede. Nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1654, Pascal ebbe una forte luce interiore: capì che Gesù è la mano tesa di Dio per tirarci fuori dalla cattiveria e donarci la pace del cuore.
Pascal scrisse questi pensieri su una pergamena che portò con sé fino alla morte, dove si leggeva: “Gesù Cristo, Gesù Cristo… che mai più mi separi da lui”. Egli annotava che senza Gesù camminiamo nella notte e nella confusione, ignorando chi sia Dio, chi siamo noi e quale sia il senso della vita e della morte. Aggiungeva con convinzione che nessuno è felice quanto un vero cristiano.
Viene citato anche il noto scrittore Dostoevskij, il quale nel 1854 scriveva parole simili, definendosi un “figlio del secolo del dubbio”, ma trovando pace in un simbolo di fede: non c’è nulla di più bello, profondo, ragionevole e perfetto di Gesù Cristo. Gesù è unico perché è Dio fatto uomo, entrato nella trama contorta della nostra storia. Di conseguenza, nonostante la follia e la cattiveria del mondo, chi apre il cuore a questa luce è salvo e libero dalle tenebre.
Osservando Gesù, possiamo capire la sensibilità e il cuore di Dio. Nel Vangelo di oggi, Gesù decide di passare attraverso la Samaria, una terra arida abitata da gente disprezzata e ritenuta infedele. Gesù si siede sul bordo di un pozzo aspettando una donna samaritana, dimostrando che Dio non ha le nostre ripugnanze; Egli desidera salvare e fa festa quando una persona esce dal fango del peccato.
Siamo invitati a chiederci: abbiamo i sentimenti di Dio o seminiamo disprezzo verso chi cade nel peccato? Gesù non insulta la donna peccatrice, ma cerca di toccarle il cuore con grande delicatezza e umiltà. In Dio non esiste arroganza o orgoglio che umili chi è nel fango. Come diceva Gandhi: “Chi vuole incontrare Dio deve farsi più umile della polvere”.
Gesù rivela alla donna che esiste un’acqua che toglie definitivamente la sete: è l’amore che spinge a uscire dall’egoismo per vivere donando se stessi agli altri. Chi pratica la carità e la misericordia ritrova una gioia incredibile che nessuna ricchezza può dare; le persone buone sono persone felici.
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Infine, si sottolinea che Dio, pur essendo infinitamente buono, non scende mai a compromesso con la menzogna. Gesù fa capire alla donna che la sua vita è costruita sul fango e le fa notare il disordine dei suoi legami affettivi. Questa è la vera carità: dire la verità per favorire il pentimento, senza mai offendere. La Quaresima è il tempo favorevole per avvicinarci a questi sentimenti del cuore di Gesù.
Buona domenica. Sia lodato Gesù Cristo.
