Dio bussa e aspetta risposte libere e convinte
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Questa riflessione del Cardinale Angelo Comastri illustra il significato della Quaresima come un periodo di lotta interiore volto a purificare il cuore umano. Analizzando le tre tentazioni di Gesù, l’autore chiarisce che la vera felicità non deriva dal benessere materiale, dal successo effimero o dalla brama di potere.
- Pubblicità -
Al contrario, Dio bussa alla nostra porta attendendo risposte libere e convinte, rifiutando ogni forma di imposizione o superficialità. Il commento esorta a superare l’orgoglio e il materialismo per abbracciare l’umiltà e la bontà divina.
Attraverso questo percorso spirituale, l’uomo può scoprire la propria autentica identità e trovare un senso profondo all’esistenza. La Quaresima diventa così un’occasione preziosa per schierarsi decisamente dalla parte di Cristo e vivere la vera beatitudine.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesù Cristo.
Prima domenica di Quaresima: Dio bussa alla porta del nostro cuore e aspetta, aspetta risposte libere e convinte. Il Vangelo di oggi ci ricorda una grande verità, forse un po’ scomoda per noi: ci ricorda la verità che la vita è una lotta, una lotta per vincere la cattiveria che c’è prima di tutto dentro di noi, nel nostro cuore. Gesù, infatti, ha detto: “È dal cuore che esce ogni cattiveria”. All’inizio della Santa Quaresima chiediamoci: com’è il nostro cuore? Quali sono gli orientamenti profondi del mio cuore?
Le tentazioni, cioè le prove, sono occasioni che mettono allo scoperto il nostro volto interiore, cioè il nostro cuore. Infatti, nelle prove emerge la nostra profonda e autentica identità; nelle prove si capisce chi siamo. Quando c’è una tentazione, quando c’è una tempesta, si capisce qual è il punto al quale siamo aggrappati. E quali sono le tentazioni principali? Quali sono i percorsi preferenziali di Satana? Quali sono le risposte che Dio aspetta da noi e aspetta per il nostro bene?
Ci risponde il Vangelo di oggi. Prima tentazione: osserviamo Gesù. Gesù ha pregato per quaranta giorni, ha fatto esperienza del deserto, ha lasciato tutto per concentrarsi sull’essenziale, sull’amore del Padre. Ora Gesù permette che Satana lo avvicini e lo tenti per insegnare a noi come dobbiamo comportarci con gli inganni del demonio. E Satana gli dice: “Sì, Dio è importante, però il vero problema dell’uomo è lo stomaco, cioè il benessere materiale. Riempi lo stomaco, cambia le pietre in pane, perché quando è assicurato il benessere l’uomo è felice”. Purtroppo molti pensano così e si sbagliano clamorosamente. Gesù, infatti, risponde: “Non è vero! Non è vero che la felicità dipende dal benessere, non è vero che dipende da quanto uno possiede”.
Gesù decisamente rifiuta il materialismo come chiave di lettura dell’uomo e come risposta al bisogno di felicità che è presente nel cuore dell’uomo. Gesù dice: “Non di solo pane vive l’uomo“, cioè non di solo benessere, non di solo divertimento, non di soli conti in banca, non di partite di calcio, non di Oscar alla carriera. No! J. Paul Getty, uomo ricchissimo, fu onesto nel dire: “Sono infelice”. Sapeste quanto è vero, com’è vero: non di solo pane vive l’uomo. E Porrier ha giustamente osservato: “L’inquietudine di tanta gente dipende dal fatto che molti la sera vanno a letto senza sapere perché si sono alzati, e il giorno dopo si alzano senza sapere perché”. Lo scrittore Pietro Citati ha aggiunto: “Il disagio esistenziale, cioè l’infelicità, la scontentezza, è la caratteristica di tutti i paesi che hanno raggiunto un elevato benessere”. Gesù ce l’aveva detto chiaramente: non di solo pane vive l’uomo.
Seconda tentazione: Satana porta Gesù sul pinnacolo del tempio e gli propone: “Buttati giù! Con il potere che tu hai, fa’ spettacolo, procura di avere tanti fans e così esaudisci in fretta la tua missione senza tanta fatica”. Dio, però, non vuole i fans, ma i credenti. Dio non agisce con la superficialità della fretta, ma con la profondità della pazienza, con il martirio della pazienza. “Il Regno di Dio — dice Gesù — non rassomiglia alla folla frivola del Festival di Sanremo, che applaude per tre o quattro giorni poi sparisce. Il Regno di Dio rassomiglia a un piccolo seme gettato nel campo: il seme lavora nel silenzio e nella pazienza e porta i suoi frutti al tempo opportuno”. Il Regno di Dio rassomiglia a un pugno di lievito collocato dentro una massa di farina: ha bisogno di tempo, ma poi lentamente riesce a fermentare tutta la pasta. Dio, cioè, non forza le persone; Dio non impone la bontà, ma la propone. Dio non sfonda le porte: va, bussa e aspetta risposte libere e convinte, perché solo queste hanno valore. Anche in questo momento, anche in questa Santa Quaresima che sta iniziando.
- Pubblicità -
Terza tentazione: è la più subdola, la più terribile e anche la più ripugnante. Satana dice a Gesù: “Prendi atto che nel mondo degli uomini conta solo il potere e vince solo chi ha potere. E il potere si ottiene sotto la spinta dell’orgoglio, si ottiene con il carburante della superbia. In questo mondo non c’è altra strada per vincere”. Terribile. E uscendo allo scoperto con ripugnante sicurezza, il diavolo dice a Gesù: “Io sono l’orgoglio in persona, io sono la superbia in persona. Inginocchiati davanti a me, davanti all’orgoglio, e avrai via libera per conquistare il mondo”. Gesù risponde con altrettanta chiarezza: “Vattene, Satana! Tu sei uno sconfitto, perché la vittoria dell’orgoglio dura quanto un fuoco di paglia. Adorerai il Signore Dio tuo, perché Dio solo vince e vince con l’umiltà”. Dio vince con la bontà; vince Lui e anche chiunque si schiera dalla parte di Dio vince seguendo la sua via.
Com’è importante attuare questa risposta di Gesù! Accogliamo nel nostro cuore questo insegnamento di Gesù. Togliamo dal nostro cuore, in questo tempo di Quaresima:
- l’erbaccia della ricerca di sempre più benessere;
- l’erbaccia della ricerca del successo effimero come un fuoco di paglia;
- e soprattutto l’erbaccia dell’orgoglio, che si insinua facilmente nel nostro cuore in mille maniere, in mille fessure.
Così diventeremo figli della vera beatitudine fin da quaggiù; entreremo, cioè, nel popolo dei vincitori che si sono fidati di Cristo crocifisso e risorto. La Quaresima è il tempo propizio per fare questa scelta, per dire che noi siamo dalla parte di Gesù. Facciamolo: a questo serve la Quaresima.
Sia lodato Gesù Cristo.
