Il nostro cuore รจ veramente buono?
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร per la Cittร del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il commento si concentra sul tema della gratitudine come virtรน fondamentale. Il Cardinale Angelo Comastri utilizza il Vangelo della ventottesima domenica per sottolineare l’importanza del dire grazie in un mondo in cui l’arroganza e la presunzione sono prevalenti.
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Vengono citati esempi di profonda gratitudine da figure come la Madonna, attraverso il Magnificat, e San Francesco d’Assisi, con il Cantico delle Creature, per illustrare come un cuore aperto riconosca tutto come dono di Dio.
Il discorso si concentra poi sulla storia dei dieci lebbrosi guariti, di cui solo uno, un Samaritano, torna a ringraziare Gesรน, evidenziando come la fede incompleta porti all’ingratitudine e all’incapacitร di usare i doni per fare il bene. Infine, l’omelia pone la domanda centrale, “Il nostro cuore รจ veramente buono?”, suggerendo che la risposta si trovi nel modo in cui viviamo la nostra vita e nella capacitร di leggere il “libro della vita” con l’alfabeto dell’amore.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesรน Cristo. 28ยช domenica. Siamo capaci di dire grazie?
Il Vangelo di oggi รจ un invito alla gratitudine. Questo invito รจ particolarmente attuale perchรฉ il cuore di tante persone รจ diventato duro e pertanto incapace di dire anche un semplice “grazie”. Domina l’arroganza, la presunzione, mentre si sta spegnendo la delicatezza del grazie. Questo รจ un terribile impoverimento.
La Madonna รจ maestra di gratitudine; dal suo cuore รจ uscito il grazie piรน bello: il Magnificat. Sรฌ, il Magnificat รจ il piรน bel grazie uscito dal cuore di una creatura. E anche San Francesco d’Assisi aveva sempre sulle labbra la parola “grazie”, e dal suo cuore รจ sgorgata una delle piรน belle preghiere di ringraziamento: il Cantico delle Creature, che inizia cosรฌ: “Laudato sii, mi Signore, con tutte le tue creature”.
Pensate: San Francesco ringrazia il Signore per il sole attraverso il quale tu ci illumini; ringrazia per la luna, per le stelle, per i fiori, per il fuoco, per l’acqua che chiama umile, preziosa e casta; ringrazia per il vento, per le nubi e per le stagioni attraverso le quali ci dai sostentamento.
Signore, come sono belli questi sentimenti! Oggi, poichรฉ non avvertiamo che tutto รจ dono di Dio, non apprezziamo la bellezza e la delicatezza della creazione e la aggrediamo continuamente. E cosรฌ la sconvolgiamo e ci facciamo tanto del male, come accade in questo periodo.
San Francesco, invece, ringrazia Dio anche per sorella morte, dalla quale nessuno puรฒ fuggire. Perchรฉ questo ringraziamento? Perchรฉ San Francesco aveva capito che lo scopo della vita รจ questo: poter abbracciare Dio, l’infinitamente felice, sintonizzando in questi anni di vita il nostro cuore con il cuore di Dio. E come? Attraverso la bontร , attraverso l’umiltร , attraverso la generositร . ร cosรฌ che si diventa felici e capaci di gratitudine. Oggi tanti danno un altro scopo alla vita e alla fine sono delusi e tristi.
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Alcuni anni fa, a Loreto, partecipai ad un incontro di non vedenti. Nel pomeriggio mi fermai ad osservarli mentre leggevano i vari messaggi. Leggevano con le mani i messaggi scritti in alfabeto Braille. Per me le pagine erano insignificanti, mentre per i non vedenti che conoscevano l’alfabeto Braille erano messaggi che andavano al cuore e trasparivano nel volto sorridente.
Cosรฌ accade anche nella vita: il libro della vita รจ scritto con l’alfabeto dell’amore. Sa leggerlo soltanto chi ha il cuore buono, che ha il cuore liberato dall’orgoglio e dall’egoismo. ร il messaggio del Vangelo di oggi.
Seguiamo il Vangelo. Gesรน si avvicina ad un villaggio. Un gruppo di lebbrosi lo sta aspettando, tenendo le debite distanze, come era prescritto dalla legge. Sicuramente i lebbrosi avevano sentito parlare di Gesรน, avevano sentito parlare della sua bontร , avevano sentito il racconto dei suoi miracoli. Il loro cuore si aprรฌ alla speranza, e una preghiera umile uscรฌ dal loro cuore: Gesรน, dissero: “Gesรน maestro, abbi pietร di noi”. In questa preghiera non c’รจ arroganza, ma c’รจ l’abbandono di chi non ha piรน speranze proprie e quindi si affida al Signore e attende con fiducia.
Gesรน risponde in modo insolito: non guarisce subito i lebbrosi, ma ordina loro di presentarsi ai sacerdoti. Li mette alla prova comandando di fare, ancora da ammalati, un gesto che supponeva la guarigione giร avvenuta. I lebbrosi si fidano e si trovano guariti mentre camminano. Ma la loro fede subito si inceppa e non si apre alla riconoscenza. Prendono il dono e non lo fanno fruttificare in un cambiamento di vita. Cosรฌ la salute recuperata รจ inutile, perchรฉ non serve a niente essere sani se il cuore non sa gestire bene la salute per fare il bene.
Osservate quanta gente oggi sciupa la salute perchรฉ non ha il cuore buono e non sa qual รจ lo scopo della vita! Quanti giovani sprecano la salute e la distruggono con una vita disordinata; non sanno usarla bene.
E Gesรน osserva che uno solo tornรฒ indietro per ringraziare. Aveva apprezzato il dono e sentiva il bisogno di trasformarlo in un impegno. Per quest’uomo la guarigione fu completa, arrivรฒ al cuore e la salute divenne un mezzo per fare del bene.
Gesรน perรฒ fa notare: quest’uomo era un samaritano. I samaritani erano considerati lontani da Dio ed erano trattati come persone indegne e spregevoli. Perchรฉ Gesรน allora sottolinea il fatto che era un samaritano?
Il messaggio di Gesรน รจ chiaro, vuol dirci questo: “State attenti voi che oggi vi ritenete buoni. Sappiate che nell’ultimo giorno, nel giorno della veritร , รจ possibile che vi passino avanti tanti e tanti che oggi nessuno stima e nessuno apprezza, perchรฉ Dio giudica partendo dal cuore. Dio vede dentro”.
Viene spontanea la domanda: “Il nostro cuore รจ veramente buono?”
Concepiamo dentro di noi questa domanda e non rispondiamo in fretta. Domandiamoci spesso: “Il mio cuore รจ veramente buono?”
La risposta sta nel nostro modo di vivere. Gesรน ci doni tanta luce per rispondere con totale sinceritร a questa decisiva domanda, per togliere ogni incoerenza della nostra vita. Sia lodato Gesรน Cristo.
