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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 Novembre 2024

La parte iniziale del brano evangelico ci presenta Gesù con un atteggiamento inaspettato. C’è una certa durezza nello scacciare fuori dal tempio con una frusta di cordicelle i mercanti, le pecore, i buoi, le colombe e nel rovesciare i banchi dei cambiamonete. Che cosa ne possiamo trarre? Gesù si presenta come il Figlio che difende la casa del Padre.

Non può essere un mercato, dove necessariamente si traffica denaro, il luogo in cui si incontra Dio. L’allontanamento degli animali dà un’indicazione importante: non saranno più necessari i sacrifici di pecore e di buoi per riconciliarsi con il Signore. Più tardi Gesù dirà: “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità”.

Di fronte all’intervento di Gesù, i Giudei chiedono un segno che giustifichi tale risolutezza. Gesù non fornisce tale segno, ma, ponendosi su un piano diverso dai suoi interlocutori, dice: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Tali parole risultano incomprensibili ai Giudei e, in quel momento, anche ai discepoli.

Tutto acquista senso alla luce del Cristo risorto e sotto la guida dello Spirito Santo: il segno è l’annuncio della morte e resurrezione di Gesù. Il Risorto è il vero e unico tempio dove ogni sacrificio si è compiuto e dove si trovano il Padre e lo Spirito. Gesù è il sacramento di incontro tra Dio e gli uomini.

Per riflettere

L’offerta di un animale per il sacrificio e quella in denaro per il tesoro del tempio erano pratiche religiose. Con il moltiplicarsi dei banchi per il cambio della valuta e per la vendita degli animali non si riesce a identificare il tempio come la casa di Dio, come il luogo in cui concentrare gli sforzi per amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze e per amare le altre persone come se stesse. Con il suo gesto Gesù vuole ristabilire il primato dell’essenziale, senza il quale ogni atto risulta un atto esteriore. Nei nostri gesti di partecipazione attiva alla vita della Chiesa sappiamo vigilare sulla presenza e sul primato dell’essenziale?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi