Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 maggio 2026

- Pubblicità -

Dopo averci detto che siamo suoi amici, Gesù torna a parlarci del mondo, come martedì scorso. Ci mette in guardia dal fatto che il principe di questo mondo, il diavolo, lo odia e odia anche noi perché siamo suoi. Gesù non vuole spaventarci, ma, come un amico, ci avvisa che c’è un combattimento spirituale che ci attende: più ci avviciniamo a Lui, più il nemico ci mette i bastoni tra le ruote e cercherà di riportarci a sé, talvolta anche utilizzando le Scritture a suo vantaggio, come quando lo tentò nel deserto (Mt 4, 1–11).

Gesù ci mostra come fare: quando siamo in tentazione, non dobbiamo scendere in dialogo con satana, umanamente non siamo in grado di sostenere questa lotta; dobbiamo fuggire, oppure usare sempre e solo la Parola di Dio e permettere che sia lo Spirito Santo a difenderci, il Paraclito, che Dio ci ha donato.

- Pubblicità -

Può capitare che la lotta non sia solo spirituale, ma anche fisica. Sono molti, infatti, i martiri della Chiesa e sono ancora molti i cristiani nel mondo che sono perseguitati da parte di chi non conosce il Cristo o da chi lo ha rifiutato. Succede anche a noi di essere derisi o emarginati, ma Gesù ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia” (Mt 5, 11), perché vuol dire che siamo davvero suoi testimoni, siamo sulla strada giusta per seguirlo.

Per Riflettere

Che momento sto vivendo: sono nella lotta o sono nella gioia? Se sono nel combattimento, chiedo al Signore che mi aiuti e mi difenda. Se sono tranquillo e sereno, lodo e ringrazio il Signore e gli chiedo forza per le prossime sfide da affrontare.

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi