Dopo il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci sarebbe da aspettarsi che i discepoli abbiano capito tutto: l’hanno visto coi loro occhi che questo Gesù risolve le situazioni in modi impensabili…
Eppure l’evangelista sottolinea che “dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito”. Mettiamoci anche noi insieme a questi discepoli, con la nostra fatica e talvolta aridità.
All’inizio della pericope leggiamo che “Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca”; ci chiediamo perché… Con i tratti dell’evento miracoloso, assistiamo a una epifania di Gesù. Gesù si manifesta ai suoi discepoli in un momento di crisi, di paura, quando non va tutto liscio: il mare di notte, la fatica del remare invano, la paura che la barca si rovesci…
Gesù si fa vicino, e poi sale sulla barca; ai discepoli sconvolti ripete l’invito che in tanti altri episodi caratterizza il rapporto tra Gesù e i suoi discepoli: “Non abbiate paura”.
Per Riflettere
Ripensando alla mia storia, ricordo di aver sperimentato la presenza del Signore in una situazione di crisi o di paura? Forse questa particolare epifania di Gesù vuole proprio insegnarmi che mi devo fidare di lui anche quando non ho tutto sotto controllo…
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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
