Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 marzo 2026

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Questo vangelo ci mette di fronte a due tipi di sete molto diverse fra loro.

Dice il catechismo della chiesa cattolica che nei luoghi dove l’uomo va a cercare da bere lì Dio lo va a cercare.

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E la preghiera è l’incontro tra la sete dell’uomo e la sete di Dio.

Sì, perché anche Dio ha un sete.

L’uomo ha la necessità di provvedere ai suoi bisogni fondamentali e la sete è molto più forte della fame, è un bisogno vitale.

Il vangelo ci presenta una donna che va a cercare acqua ad un pozzo: trova qualcuno che non le dà da bere, ma qualcuno che le chiede da bere.

Questo sconosciuto però gli offrirà un’altra acqua, lui che inizialmente ha chiesto da bere offrirà una prospettiva opposta.

È interessante notare che alla fine di questo vangelo Gesù non berrà e non berrà neanche la donna, perché inizia un dialogo serrato fra i due in vista di tutt’altra cosa; nella nostra avventura di cristiani molto spesso ci accorgiamo che Dio ha un acqua diversa da darci rispetto a quella che noi gli chiediamo.

Questa acqua la troviamo quando Dio ci chiede qualcosa, ma quando sembra che Dio ci chieda in realtà ci vuole dare.

Quando Lui si avvicina a noi chiedendoci obbedienza e di dargli fiducia a noi sembra di fare qualcosa per lui mentre è Lui che fa qualcosa per noi.

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Spesso abbiamo sperimentato che in alcuni momenti fondamentali della nostra vita invece di rimanere ossessionati sul nostro bisogno abbiamo proviamo a fidarci e abbiamo visto che quel momento di necessità e di difficoltà era per noi un momento di salto di qualità e di crescita.

È quello che vuol dire Gesù rispondendo «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».

Ma noi conosciamo i doni che ci fa Dio, noi conosciamo veramente la generosità del Signore?

Quando Dio ci chiede qualcosa ci chiama ad aprirci alla sua generosità.

Questa donna infatti incontrerà la verità e sopratutto, la cosa più importante di tutte, scoprirà il luogo dell’adorazione di Dio, cioè il luogo dell’intimità con Lui.

Il luogo dove Dio può esser incontrato e stretto intimamente non è un luogo ma è un atteggiamento: la sete di questa donna viene risolta in un apertura di fiducia straordinaria verso Gesù.

Questa è una donna con tanti problemi perché ha avuto cinque mariti, una vita travagliata ed ora si trova nel pieno del giorno a cercare acqua, e invece troverà un altro marito, uno sposo fedele per sempre dal quale non sarà mai abbandonata, troverà il Signore Gesù.

Noi, che siamo a volte così centrati sui nostri bisogni e sulle nostre tante seti, impegniamoci ad aprirci nella fiducia in ciò che Dio ci sta chiedendo e così conosceremo Lui, entreremo nella sua intimità, lo potremo adorare e gusteremo un cibo che noi da soli non possiamo trovare.

Qualcosa di segreto che si scopre solo nell’intimità con il Signore, che solo Lui può darci estinguendo i nostri vari tipi di seti; felicità, gioia, pace, serenità, comunione.

Per Riflettere

In quali punti l’atteggiamento del dialogo di Gesù mi interroga, provoca o critica?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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