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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2025

Perfetta descrizione della vita quotidiana di tanti di noi. È tutto un correre per andare e venire (“erano molti quelli che andavano e venivano”), c’è ovviamente molto da raccontare su quello di importante che facciamo (“gli riferirono tutto quello che avevano fatto”) e certamente quello che facciamo può essere approvato e confermato, al punto che possiamo insegnare agli altri (“gli riferirono quello che avevano insegnato”).

Siamo noi, eccoci qua. Talmente presi dalle nostre cose, tutte buone, tutte sante e tutte importanti, che ci sembra normale, ci sembra anzi un vero merito non avere “neanche il tempo di mangiare”. Siamo tutti, diciamocelo pure, moderatamente nevrotici.

E Gesù spiazza i suoi ancora una volta. Bravi, bene, tranquilli, fate tutto bene, non vi preoccupate. Ma non avete capito nulla. Ecco, non avete capito proprio nulla di me. E alla fine non capite nulla nemmeno di voi stessi, e finirete per esaurirvi negli impegni.

Basta, venite con me, “in disparte”, proprio “in un luogo deserto”, dove proverete fisicamente l’inutilità di tutto quello che fate, di fronte al silenzio della notte stellata. Là conterà soltanto la mia presenza. Conterà la preghiera, stare in silenzio. Tra amici non c’è bisogno di parlare, di giustificarsi, di vantare meriti. Venite in disparte.

Per riflettere

Quante volte mettiamo avanti l’elenco dei nostri meriti nelle nostre relazioni (con i figli, il coniuge, i colleghi) pensando di guadagnare rispetto e importanza? (“Pensa quanto ho fatto per te”, “Non vedi che non ho nemmeno il tempo per mangiare?”) Quante volte la lista delle cose che facciamo ogni giorno (e delle cose da fare domani!) è un formidabile alibi per non entrare “in disparte”, nella preghiera personale con Gesù?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi