Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Aprile 2020

- Pubblicitร  -

Medita

Ancora Giuda protagonista, questa volta sotto l’angolatura di Matteo. La sostanza della narrazione รจ la stessa ma, a differenza di Giovanni, l’evangelista Matteo ci informa sulla preliminare trattativa dell’Iscariota con i capi dei sacerdoti; trattativa in cui viene fissato quel prezzo, trenta denari, che รจ poi divenuto un termine per indicare lo svilimento del valore autentico di un bene. A questa premessa segue la richiesta dei discepoli riguardo la preparazione โ€œlogisticaโ€ della Pasqua e, quindi, l’annuncio del tradimento.
Nella versione di Matteo, dopo l’annuncio tutti i discepoli, forse presi da dubbi o incertezze riguardo i propri sentimenti o il proprio comportamento nei confronti del Maestro, vogliono essere da Lui rassicurati. E qui, non come confidenza al discepolo amato, bensรฌ apertamente, rivolgendosi a tutti, il Signore dichiara quale segno distinguerร  il traditore. Un segno, mettere insieme la mano nel piatto, che denota intimitร  e, dunque, la maggiore ignobiltร  del tradimento.
La pericope odierna si conclude con Gesรน che indica chiaramente il traditore, rispondendo ad una falsamente ingenua domanda posta da quest’ultimo. Prima perรฒ ci sono altre parole di Gesรน; parole terribili che appaiono una sentenza definitiva sul destino eterno di Giuda. Nel faticoso riflettere su questioni che tanto ci superano, sembra ammissibile pensare, ancora una volta, che quella di Giuda non fosse una scelta definitiva contro Dio, scelta che non avrebbe lasciato spazio alla successiva grazia del pentimento. Questa grazia รจ stata forse l’ultimo โ€œsalvagenteโ€ che Dio ha lanciato per salvare Giuda ma egli, a viste umane, non lo ha afferrato.

Rifletti

Si racconta che il santo Curato d’Ars fosse certo della salvezza di un uomo che si era suicidato lanciandosi nel fiume da un ponte. Durante la caduta aveva chiesto perdono a Dio. Non disperiamo mai. Dio cerca solo un pretesto.

- Pubblicitร  -

Prega

Preghiamo per la luce
che illumina ogni uomo
che viene in questo mondo;
preghiamo che in questa luce
egli ritrovi la via di Dio.
E preghiamo per coloro
che hanno perduto questa luce
e per coloro che la riscoprono.
(San Giovanni Paolo II)

Fonte: Ascolta e Medita – Marzo 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi


Altri Articoli
Related

don Alfonso Giorgio – Commento al Vangelo di domenica 8 febbraio 2026

Movimento Apostolico Ciechi Riflessioni dell'assistente spirituale don Alfonso Giorgio per...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sรฌ... lo sappiamo. Nel Vangelo di questa domenica Tu dici che...