Gesù racconta la parabola dell’amministratore disonesto, che usa l’ingegno per garantirsi un futuro sicuro. La storia sorprende: l’astuzia dell’uomo viene evidenziata, pur nella sua ingiustizia.
Il Maestro vuole farci riflettere su come gestiamo ciò che ci è affidato, sulle scelte quotidiane e sulla responsabilità verso gli altri. La vita terrena è piena di risorse e opportunità; spetta a noi decidere se lasciarle sfuggire o usarle per costruire legami e promuovere il bene.
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L’astuzia dell’amministratore diventa simbolo della lungimiranza necessaria nella vita spirituale: non possiamo trascurare la cura della nostra anima e delle relazioni, pensando solo al presente. Il Vangelo ci invita a trasformare ciò che è temporaneo in occasione di bene duraturo.
Ogni gesto, se orientato all’amore, diventa seme di eternità. Così, la parabola ci provoca: imitiamo la sua determinazione, non l’inganno, e impariamo a essere lungimiranti nel bene. Non accumulare solo ricchezze terrene, ma costruire relazioni e opere che durino oltre la vita, diventando veri amministratori del Regno.
Per Riflettere
Usa ogni dono, tempo e risorsa con lungimiranza. Ciò che è temporaneo può diventare seme di amore, giustizia e vita eterna.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
