Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 7 giugno 2026

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Nel giorno dedicato al Corpo e Sangue di Cristo la proclamazione del Vangelo è il grande insegnamento di Gesù sul pane vivo disceso dal cielo. Questo non è un linguaggio metaforico per Gesù, né lo è per la Chiesa.

È il mistero più grande della nostra fede: in Gesù Cristo, il Dio infinito si fa presente in modo reale sotto le specie del pane e del vino. La Eucaristia è il sacramento dell’intimità massima con Dio, l’unione con Cristo che va oltre ogni comprensione umana. Quando Gesù dice “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi”, non parla di una pratica esteriore, ma della necessità di una comunione vitale con lui.

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Questo cibo non è come il pane terreno che nutre il corpo per un tempo e poi passa. È vero cibo e vera bevanda, perché è Cristo stesso che si offre per la vita del mondo. Quando riceviamo il Corpo di Cristo, entriamo in una comunione straordinaria: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui”. È il culmine dell’amore divino: Dio non vuole stare lontano da noi, ma abita in noi, dimora nel nostro intimo.

Per Riflettere

Come accetto questo mistero della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia? Che cosa significa per me ricevere il Corpo di Cristo e permettere che abiti in me?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi