Abbiamo vivo in noi il ricordo della Domenica di Pasqua appena trascorsa, e la liturgia ci fa rivivere quei primi istanti dopo la Risurrezione, quei primi momenti dell’annuncio cristiano, che esplode nel grido di gioia di Maria: «Ho visto il Signore!».
Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine all’evento della Risurrezione, ma è dirompente: è un fatto incredibile. Maria inizialmente ci mostra la normale perplessità davanti a questo evento: lei piange, nonostante trovi due angeli ai lati del sepolcro, e continua a piangere nonostante abbia davanti Gesù, perché non lo riconosce, e pensa che sia il custode del giardino. Gli occhi sono annebbiati dal dolore, pur davanti a Gesù Risorto.
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Maria, diremmo noi oggi, si comporta in modo razionale: l’uomo che vede deve essere il custode del giardino, poiché Gesù è morto, lo hanno visto tutti, lo ha visto anche lei, e ora non può ritrovarselo davanti. Tuttavia, la nebbia scompare al suono di una sola parola. Tutta la nebbia è dissipata da un piccolo raggio di sole, da un nome che la donna sente pronunciare: «Maria!».
È il suo nome! Quella voce e quel nome tolgono ogni dubbio: quell’uomo è Gesù! Nessuno pronuncia il nostro nome con lo stesso amore. Maria lo sa, e riconosce il suo Signore, il suo Maestro. Forse abbiamo difficoltà a immaginare una gioia come la sua in quel momento. Verosimilmente il cuore le batteva all’impazzata: il Maestro è risorto, ogni dubbio è caduto, lui è davvero chi diceva di essere, lui è il Cristo, lui è il Figlio di Dio.
Quanta luce che sorge su quella donna di Màgdala! A lei Gesù affida il primo annuncio: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria mette subito in pratica la richiesta di Gesù, e corre dai discepoli, e corre fino a noi, oggi, e ci annuncia: «Ho visto il Signore!».
Per Riflettere
La Risurrezione è per me un evento lontano o una realtà presente, che vive nella mia vita? Mi lascio contagiare dalla gioia della vittoria definitiva della vita sulla morte, oppure le sento come parole lontane? Cosa faccio per coltivare in me la consapevolezza che quell’annuncio, quella gioia, quella notizia di Cristo risorto è per me, oggi, e per la mia vita?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
