«Il Figlio dell’uomo è signore del sabato». A cosa serve nelle nostre vite avere delle regole? Darsi un precetto salva e modera, definisce un limite sicuro entro cui stare.
Storicamente le norme vengono a definirsi con il passare dei tempi, laddove le comunità cercano di autoregolarsi e definire dei confini saldi entro cui convivere armoniosamente. Ma la legge, dunque, è strumento di vita fintanto che è utilizzata secondo questa cognizione di causa, nel regolamentare la coesistenza, non nello schiacciare l’uomo.
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Possiamo guardare in maniera molto simile alla legge divina, alla convivenza armoniosa dell’uomo con Dio. Dio concede e dona le regole che possano essere utili alla sua creatura, ma Egli ne è al di sopra e la norma è lo strumento che Egli assegna agli uomini per una esistenza il più possibile equilibrata.
Se assumiamo, invece, che la legge sia al di sopra di Dio stesso, allora facciamo di essa una potenza più grande del Creatore, scadendo in un’idolatria. Non è forse per questo che Gesù afferma d’essere signore del sabato? Proprio in virtù della sua natura divina può definire cos’è di Dio e cosa può Dio, cos’è invece dell’uomo e per l’uomo.
Possiamo dire che il Cristo si erge al di sopra del sabato con la stessa possibilità con cui cammina sopra le acque: la potenza divina è al di sopra di ciò che è definito per la creatura e ciò entro cui questa esiste e si muove. Il Vangelo ci invita a non idolatrare la legge di per se stessa, ma a leggerla alla luce della presenza di Dio e del suo progetto di salvezza per l’uomo.
Per riflettere
Ci sono state occasioni in cui ho fatto della norma un’idolatria? Quali sono gli idoli della mia vita? Sono libero da condizionamenti e abitudini o rispetto alcuni precetti stancamente?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
