Questo passo del Vangelo credo non possa che risultare più attuale oggi che in qualsiasi altro periodo storico finora vissuto. Società iperattiva dell’accelerazione, ci definiscono i sociologi.
Siamo bombardati dai cambiamenti, letteralmente presi da mille da cose da fare, siamo in un posto e connessi con chissà quanti altri senza riuscire ad entrare nel vivo dell’uno e dell’altro. Non sappiamo rinunciare ad un impegno perché dobbiamo presenziarli tutti, con l’idea probabilmente che più facciamo più valiamo.
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Un po’ come Marta, che immaginiamo indaffarata andare su e giù per la casa mentre pensa di prestare ascolto anche alle parole di Gesù. Ma Gesù c’invita a non affannarci e saper scegliere su cosa porre le nostre attenzioni. Ci ricorda il limite umano delle nostre capacità cognitive per cui, nonostante compiere un’azione automatica come pulire e prestare attenzione ad un discorso profondo richiedano strutture cerebrali diverse, c’è un certo stress da task switching da fronteggiare che inevitabilmente implica errori e distrazioni.
L’esempio da seguire è Maria, non Marta. Maria infatti decide di eliminare qualsiasi probabile interferenza e prestare completa attenzione alle parole di Gesù in maniera da garantire piena “presenza mentale” e non solo fisica.
Per Riflettere
Ricordiamoci di rispettare i nostri limiti umani e saper scegliere con saggezza il nostro “qui ed ora”, il nostro kairòs, senza lasciarci distruggere il presente dall’inganno del passato o l’ansia del futuro.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
