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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 dicembre 2025

Gesù è un Maestro instancabile. Cerchiamo di incontrarlo nel suo procedere. Subito intuiamo come lui voglia raggiungere tutti entrando lì dove la gente vive, nei villaggi e nelle città. Lui sta dove le persone si incontrano per la preghiera e l’ascolto della Parola condividendo il bisogno di relazione con Dio e, certamente, parlando in modo nuovo di una Parola che non è lontana dalla vita ma che in lui è vita.

In questo stare nelle situazioni in cui le persone vivono annuncia la buona notizia di un Regno che non è più da attendere ma è già presente. E poi guarisce con il suo tocco vitale chi soffre per tante realtà ferite dalla vita. Questo stare dentro la vita di tutti gli provoca quel sussulto interiore che ha un nome speciale: compassione.

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Lo smarrimento che Gesù incontra, il disorientamento che riconosce, la mancanza di riferimenti che fanno vagare senza un senso nella vita, scuotono le sue viscere di misericordia. In Gesù ogni limite di umanità si trasforma in risposta.

La prima risposta guarda in alto e diventa intercessione a Colui che ha a cuore l’umanità, perché mandi persone che sappiano farsi carico dell’immensità di questa messe che attende nuovi operai. Bello sottolineare che la messe è del “signore della messe” e lui se ne fa carico. Noi invochiamo!

La seconda risposta guarda attorno con sguardo coinvolgente. E sono i discepoli ad essere chiamati in causa perché vadano e vivano quanto Gesù stesso ha vissuto. Loro ricevono lo stesso potere di Gesù su ogni dolore, divisione, mancanza di senso.

Non è tutto dato in anticipo ma “strada facendo”, perché camminando si apre il cammino (Antonio Machado). La consegna però è chiara. In loro c’è tutta la possibilità di essere prolungamento delle azioni, delle parole nuove, della compassione di Gesù. Soprattutto è chiaro il punto di partenza e di arrivo del loro andare racchiuso in una parola: gratuitamente. Il movimento della gratuità attinge sempre a ciò che si è ricevuto, per riversarsi come un balsamo di vita su tutti.

Per Riflettere


Di quale situazione mi faccio carico tanto da invocare il “signore della messe che mandi operai per la sua messe”? Mi sono mai detto/a che potrebbe scegliere anche me tra gli operai che gli servono? Se chiamasse proprio me, quale sarebbe la mia reazione? Di fronte a questo Vangelo cerco di dare un nome a ciò che gratuitamente ho ricevuto. Mi chiedo come posso restituirlo. Ciò che comprendo lo depongo nelle mani del Signore perché lo usi come desidera per il bene di molti.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi