Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Ottobre 2021

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La religiositร  di chi si lascia prendere da Dio (Maria) contrapposta alla religiositร  di chi vuole portare Dio dalla sua parte per conquistarlo con tante opere (Marta).
Maria ascolta la parola del Signore, seduta ai suoi piedi. Marta, sua sorella, mentre si affanna e si agita per molte cose, chiede a Gesรน di rimproverare quella perditempo di Maria. Ma il tempo lo perde Marta, Maria non perderร  ciรฒ che ha scelto.

รˆ stata Marta ad ospitare Gesรน ma Maria lo ha accolto. Quanto volte siamo Marta e quante volte siamo Maria! Non basta dare ospitalitร , magari temporanea, ma ciรฒ che conta davvero รจ riuscire a dare accoglienza completa e totale, mettendo a riposare la bocca e far lavorare orecchie, occhi e cuore, per dare spazio a chi si presenta. E ascoltare, accogliendola, la parola di Dio per imparare e cambiare vita. โ€œPerchรฉ un pensiero cambi il mondo bisogna che prima cambi la vita di colui che lo esprimeโ€ (Albert Camus).

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Maria, sorella di Lazzaro, รจ l’esempio da seguire per consolidare e far fruttificare la nostra fede, con frutti fecondi che nessuno ci potrร  piรน togliere perchรฉ alimentati dal soffio dello Spirito che fa nuove tutte le cose. Ci basta sapere che รจ la parola del Signore ciรฒ che conta. Non solo: per imitare Maria dovremo riuscire a fermarci e se possibile guardare Gesรน negli occhi per ascoltarlo meglio. E ognuno di noi, nel proprio intimo, sa chi guardare per vedere il volto di Gesรน.

Per riflettere

La tentazione Pelagiana: โ€œessa spinge la Chiesa a non essere umile, disinteressata e beata. E lo fa con l’apparenza di un bene. Il pelagianesimo ci porta ad avere fiducia nelle strutture, nelle organizzazioni, nelle pianificazioni perfette perchรฉ astratte. Spesso ci porta pure ad assumere uno stile di controllo, di durezza, di normativitร . La norma dร  al pelagiano la sicurezza di sentirsi superiore, di avere un orientamento preciso. In questo trova la sua forza, non nella leggerezza del soffio dello Spirito. Davanti ai mali o ai problemi della Chiesa รจ inutile cercare soluzioni in conservatorismi e fondamentalismi, nella restaurazione di condotte e forme superate che neppure culturalmente hanno capacitร  di essere significative. La dottrina cristiana non รจ un sistema chiuso incapace di generare domande, dubbi, interrogativi, ma รจ viva, sa inquietare, sa animare. Ha volto non rigido, ha corpo che si muove e si sviluppa, ha carne tenera: la dottrina cristiana si chiama Gesรน Cristoโ€. (dal discorso di papa Francesco, V Convegno Ecclesiale, 10 novembre 2015, Firenze)

Preghiera finale

Ora cosรฌ dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele:
ยซNon temere, perchรฉ io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
Se dovrai attraversare le acque, sarรฒ con te, i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrร  bruciare;
poichรฉ io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore.
Perchรฉ tu sei prezioso ai miei occhi, perchรฉ sei degno di stima e io ti amo,
do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita.
Non temere, perchรฉ io sono con te; dall’oriente farรฒ venire la tua stirpe,
dall’occidente io ti radunerรฒยป.
(Isaia 43, 1–5)


AUTORE: Michela e Paolo Buti, Cristina e Emanuele Cattin
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi