Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 Settembre 2020

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Medita

La sequela di Gesรน chiede di rinunciare alle ricchezze (Mt 19, 21–22), al potere (Lc 22, 25–26), agli stessi affetti (Lc 14, 26). Nel brano di oggi sembra che Gesรน chieda qualcosa di ancora piรน radicale: non avere dove posare il capo significa non avere certezze sul proprio futuro, rinunciare alla pretesa di sentirsi โ€œsistematiโ€, vivendo invece la continua disponibilitร  alla chiamata di Dio, dovunque essa conduca.
Gesรน chiede anche una rottura con il passato, con quella parte di noi che รจ un peso morto e che talvolta riaffiora sotto forma di rimpianto, senso di colpa, sfiducia nella possibilitร  di cambiare in meglio. Non possiamo aspettare di chiudere i conti con il nostro vissuto per aprirci al Signore: siamo chiamati ad annunciare il regno da subito, pur con i nostri difetti e il nostro peccato, e non solo quando ci sentiremo โ€œa postoโ€.

Si puรฒ guardare al passato per dolersi di ciรฒ che si รจ fatto o per sentirsene appagati: in ambedue i casi si รจ inadatti per il regno di Dio. Perchรฉ non siamo noi a dover valutare se il solco che abbiamo tracciato รจ venuto dritto o no: a noi รจ chiesto di sforzarci di fare al meglio la parte che ancora manca e per fare ciรฒ dobbiamo guardare avanti (โ€œDimentico del passato e proteso verso il futuro corro verso la mรจta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassรน, in Cristo Gesรนโ€, scrive Paolo nella lettera ai Filippesi). Anche perchรฉ siamo certi che il Padrone della messe guarderร  i nostri solchi, a tratti dritti e a tratti storti, con molta piรน misericordia di quanta ne avremmo noi.

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Rifletti

Riesco a presentare al Signore ciรฒ che in me รจ morto perchรฉ posssa ricevere nuova vita e dare impulso alla corsa verso la mรจta?

Prega

Mi rivolgo a voi, icone sacre dell’irrequietezza,
per dirvi che un piccolo segreto di pace ce l’avrei anch’io da confidarvelo.
A voi, per i quali il fardello piรน pesante che dovete trascinare siete voi stessi.
A voi, che non sapete accettarvi e vi crogiolate nelle fantasie di un vivere diverso.
A voi, che fareste pazzie per tornare indietro nel tempo e dare un’altra piega all’esistenza.
A voi, che ripercorrete il passato per riesaminare mille volte
gli snodi fatali delle scelte che oggi rifiutate.
A voi, che avete il corpo qui, ma l’anima ce l’avete altrove.
A voi, che avete imparato tutte le astuzie del ยซbluffยป,
perchรฉ sapete che anche gli altri si sono accorti della vostra perenne scontentezza,
ma non volete farla pesare su nessuno e la mascherate con un sorriso
quando, invece, dentro vi sentite morire.
A voi, che trovate sempre da brontolare su tutto, e non ve ne va mai a genio una,
e non c’รจ bicchiere d’acqua limpida che non abbia il suo fondiglio di detriti.
A tutti voi voglio ripetere: non abbiate paura.
La sorgente di quella pace, che state inseguendo da una vita,
mormora freschissima dietro la siepe delle rimembranze presso cui vi siete seduti.
Non importa che a berne non siate voi. Per adesso, almeno.
Ma se solo siete capaci di indicare agli altri la fontana,
avrete dato alla vostra vita il contrassegno della riuscita piรน piena.
Perchรฉ la vostra inquietudine interiore si trasfigurerร  in ยซprezzo da pagareยป
per garantire la pace degli altri.
O, se volete, non sarร  piรน sete di ยซcose altreยป,
ma bisogno di quel ยซtotalmente Altroยป che, solo, puรฒ estinguere ogni ansia di felicitร .
(Don Tonino Bello)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Giovanni Mascellani, Luisa Prodi
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi
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