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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 Dicembre 2024

Il testo liturgico di oggi ci presenta la profetessa Anna e ci invita a riflettere su questa donna che il testo di Luca, nei suoi primi due capitoli, affianca a Elisabetta e Maria. Donne di fede, fedeli e disponibili alla novità di Dio. Anna apre davanti a noi uno spaccato interessante: di lei si dice che era una profetessa, non si allontanava mai dal tempio, serviva Dio con digiuni e preghiere.

Tre osservazioni che per molti versi cambiano, forse, l’idea che abbiamo. Era una profetessa: nella Bibbia i profeti non sono solo maschi. Troviamo donne profetesse dall’Esodo (quando Maria, sorella di Mosè ed Aronne è definita profetessa in Esodo 15, 20) fino al libro degli Atti degli Apostoli dove le giovani figlie di Filippo profetizzano (At 21, 9).

La seconda annotazione: «non si allontanava mai dal tempio». Un tempo lungo che la vede presente in questo luogo. Siamo soliti pensare che il tempio sia uno spazio solo maschile; Anna ci invita ad aprire un varco in questa convinzione, e ci ricorda la presenza di alcune donne che vi erano in qualche modo presenti. Nel vangelo Anna e Simeone sembrano essere nello stesso “spazio”.

La terza sottolineatura ci descrive Anna ricordando il suo servizio fatto a Dio con digiuni e preghiere. Il servizio nei testi evangelici è spesso attribuito alle donne e agli angeli. Qui è specificato come il servizio, spesso frainteso, sia espresso con i termini di digiuno e preghiera, cioè un servizio “liturgico”, che rimanda a ciò che il popolo di Israele è chiamato a vivere verso l’Altissimo, invocando l’attesa del Messia.

Per riflettere

L’età avanzata di Anna ci ricorda il valore e il significato che gli anziani possono avere se hanno gli occhi e il cuore aperti e sanno vedere oltre. Si tratta di non rimanre fermi nel conosciuto, ma osare il futuro, come la saggezza e la ricchezza di esperienza che li contraddistingue.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi