La prima cosa che colpisce è il numero settantadue, perché siamo abituati ai dodici. Chi sono questi settantadue? Il numero è probabilmente un richiamo al capitolo 10 della Genesi, in cui vengono elencate le settantadue nazioni della Terra nate dopo il diluvio universale (nella versione greca dei Settanta).
Scegliendo questo numero, quindi Gesù dichiara simbolicamente che il Vangelo non è riservato solo a Israele, ma è destinato a tutti i popoli del mondo, a tutti noi. Egli dona ai settantadue inviati autorità contro le forze demoniache, promettendo protezione spirituale, e li esorta a gioire non per i prodigi compiuti, ma per la loro salvezza in Dio.
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Sappiamo dalla Lode che segue che probabilmente erano gente del popolo, perché Gesù ringrazia il Padre d’aver nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti per rivelarle ai piccoli, gli unici veramente capaci d’accogliere con “genuità” gli insegnamenti del Padre tramite Lui. Per questo li esorta ad essere Beati, fieri della loro “piccola umanità”.407:00
Per Riflettere
Oggi quei settantadue siamo noi. Dobbiamo ricordarci che siamo Beati e chiamati a farci portatori degli insegnamenti di Gesù, insieme ai “Pilastri” della Chiesa.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
