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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Ottobre 2025

Le parole di Gesù pronunciate in questo passo del Vangelo, apparentemente dure, sono in realtà un grido d’amore deluso da chi, pur avendo ricevuto molto, rimane indifferente. Corazìn, Betsàida e Cafàrnao sono città che hanno visto Gesù da vicino, hanno assistito ai suoi miracoli, ascoltato le sue parole, eppure non si sono convertite, non hanno colto il dono della sua presenza.

Nel cuore di questo rimprovero c’è un messaggio attualissimo: la responsabilità che deriva dall’aver conosciuto il bene. Quando ci vengono offerte occasioni di verità, di luce, di salvezza non possiamo rimanere spettatori passivi o tiepidi. La nostra epoca è piena di “segni”: parole del Vangelo ascoltate fin da bambini, esempi di vita cristiana, momenti di grazia… Eppure spesso tutto questo ci scivola addosso, come se fossimo immuni al cambiamento.

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Gesù ci mette in guardia dal pericolo più sottile: l’abitudine al sacro, l’indifferenza spirituale. Cafàrnao, la città che più di tutte ha visto Gesù operare, sarà “precipitata negli inferi” non per malvagità evidente, ma per la sua chiusura alla novità di Dio. Anche noi, oggi, rischiamo di essere come quelle città: saturi di parole di fede, ma poveri di vera conversione.

Per Riflettere

Chi accoglie l’annuncio del Vangelo accoglie Cristo stesso. Disprezzare o ignorare chi porta la Parola è come disprezzare Dio. Oggi sono invitato a vivere la fede con coerenza, ad ascoltare davvero, a non sprecare i doni che ho ricevuto. Mi chiedo: cosa sto facendo della mia fede?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi