Gesรน ci sorprende ancora: il banchetto, simbolo di festa e comunione, diventa per Lui occasione di rivelare lo stile del Regno. Non basta condividere la tavola con chi ci รจ simpatico o con chi potrร ricambiare: questo lo fanno giร tutti. Il Vangelo apre invece un orizzonte nuovo, che spiazza. Il Signore ci chiede di invitare coloro che non hanno nulla, coloro che non contano agli occhi del mondo.
ร un invito che tocca il cuore, perchรฉ mette in crisi il nostro modo spontaneo di amare. Noi tendiamo a dare per ricevere, a calcolare, a cercare riconoscimento. Gesรน, invece, indica una via diversa: la gioia della gratuitร . Lรฌ non c’รจ scambio, non c’รจ guadagno, ma c’รจ la purezza di un amore che somiglia a quello di Dio.
Accogliere i poveri, gli esclusi, i dimenticati significa aprire spazi di speranza. Non รจ soltanto gesto di solidarietร : รจ segno del Regno che viene. E proprio lรฌ, nel volto dell’altro che non puรฒ contraccambiare, si riflette il volto stesso di Cristo.
Il dono gratuito non rimane senza frutto: la ricompensa, dice Gesรน, sarร data โalla risurrezione dei giustiโ. Non si tratta di un premio materiale, ma della beatitudine vera, quella che inizia giร oggi quando impariamo a donare senza misura.
Per Riflettere
La logica di Gesรน capovolge la nostra: invita chi non puรฒ restituire. La felicitร non sta nel guadagno, ma nella gratuitร del dono, che rende la vita luminosa e somigliante a Dio.
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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
