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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 settembre 2026

Natanaele è scettico. Quando Filippo gli dice che hanno trovato il Messia, lui risponde con una battuta: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?». Non è ostile, ma certamente è scettico, non si lascia entusiasmare facilmente. Eppure va a vedere, con curiosità, ed è così che avviene l’incontro.

Gesù lo anticipa: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Una lode sorprendente per uno che era scettico. Gesù non cerca discepoli perfetti, entusiasti, già convinti. Accoglie anche il dubbio, anche la diffidenza, purché siano onesti. Solo la falsità chiude davvero la porta.

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Natanaele chiede stupito: «Come mi conosci?». E la risposta è ancora più stupefacente: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Una frase che cambia tutto. Gesù lo ha visto prima ancora che lui cercasse. Lo ha conosciuto prima che lui sapesse di essere cercato.

Essere visti prima di sapere di essere cercati: è l’esperienza fondamentale della fede.

Per Riflettere

Quanto sarebbe bello che Gesù potesse dire anche di noi: «Ecco davvero un cristiano in cui non c’è falsità»! Ci sforziamo perché questo avvenga?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi