Certo che Gesù non finisce mai di sorprenderti con le sue uscite o entrate a gamba tesa. Non perde occasione per spiazzare, stupire con i suoi paradossi, con le sue metafore, con le sue invettive. È come se volesse in tutti i modi di agganciarci e ci riesce sempre.
Mi sono sempre domandato, per esempio, come avesse potuto comandare a pescatori indaffarati a lavorare di seguirlo con il risultato che sappiamo. Ma come hanno fatto questi pescatori a fidarsi ciecamente di uno che, tra l’altro, gli proponeva un lavoro con quella espressione paradossale che li avrebbe lasciato interdetti: “Venite appresso a me che vi darò un lavoro particolare e più gratificante, non accontentatevi di pescare pesci, vi farò pescatori di uomini”.
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Come minimo, molti di noi avrebbero preso per bizzarra questa proposta e avrebbero fatto anche una risata. Loro invece, questi uomini adulti, piantano tutto e gli vanno appresso. Qui c’è sicuramente lo zampino dello Spirito Santo.Nel caso di Natanaele, co
me racconta Giovanni nel brano di oggi, succede la stessa cosa, ma in maniera diversa. Gesù non esordisce con un comando paradossale come aveva fatto con i pescatori di cui sopra, ma esordisce nella relazione lasciandosi andare ad un complimento sincero nei confronti di Natanaele.
E giustamente Natanaele reagisce in maniera logica chiedendo spiegazione per questo complimento (cosa che non hanno fatto i pescatori con quel comando a seguirli senza tante storie). E Gesù tira dritto alzando il livello del discorso: «Tu ti meravigli per così poco, soltanto perché ti ho detto che sapevo bene chi sei. Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli dice coinvolgendo tutti: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
È la dinamica della fede intesa nella sua sostanza più genuina. È la dinamica del fidarsi ciecamente di Gesù. Fidarsi di Gesù è salvezza totale, salvezza da titubanze, da perplessità, da congetture, da ragionamenti, da sospetti, da rinvii, da elucubrazioni (“Mi potrò fidare?”, “Perché proprio io?”, “Chissà cosa c’è sotto?”, “Chi mi assicura che sarà proprio così?”, “Proviamo anche con Dio, non si sa mai”). Fede è lasciarsi andare allo stupore per le meraviglie inaspettate che quotidianamente lo Spirito Santo approvvigiona per nutrire la nostra anima.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
