Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2023

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Dopo tanto tempo, dopo tanti insegnamenti, Gesรน si interroga su chi pensa la gente che sia lui, cosa hanno capito di lui. Poi interroga i suoi, i discepoli, e con loro ci interroghiamo anche noi.

Chi รจ Cristo per me senza considerare l’opinione dell’altro? A prescindere da tutto quello che giร  sappiamo, che abbiamo imparato al catechismo, che relazione abbiamo creato con lui?

Essere cristiani infatti non vuol dire credere in un’idea, una teoria o una morale, essere cristiani significa amare una persona, Gesรน. E questo significa credere innanzitutto che egli sia stato una persona come noi, in carne e ossa e storicamente esistente. Allo stesso tempo credere significa riconoscere che egli รจ Dio, simile a noi ma diverso da noi. E infine, riconosciuto il volto di Dio in Gesรน, credere รจ ascoltare Dio, farsi interrogare e rispondergli, andando a cercare il volto di Gesรน in chi ci sta accanto. Quindi, se dovessimo riassumerlo in poche parole, il nostro percorso di fede รจ essenzialmente rispondere alla domanda โ€œVoi chi dite che io sia?โ€.

E in questo brano vediamo Pietro rispondere e venire premiato: riconoscere Gesรน รจ una beatitudine: โ€œBeato sei tu, Simoneโ€. Ma il premio non รจ tanto per aver risposto secondo veritร , ma secondo la fede, aver riconosciuto che Gesรน รจ il figlio di Dio. Su questa consapevolezza si fonda la fede, e quella della Chiesa: โ€œTu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesaโ€.

Per riflettere

Chi รจ Gesรน per noi? Che ruolo ricopre: amico, fratello, sposo, Padre? Riusciamo a vivere con lui una relazione simile alle altre o condividiamo con lui solo lo stretto necessario? E come cambia la nostra vita l’avere una relazione con Gesรน?

โœ๏ธย Commento al brano del Vangelo di:ย ย โœย Mt 16,13-19

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi