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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2025

Il lungo discorso di addio che Gesù sta facendo agli apostoli in vista della sua morte non può non suscitare nel loro cuore tristezza e angoscia. I discepoli capiscono che qualcosa di terribile sta per accadere a Gesù che parla di distacco. Il Signore capisce quello che c’è nel cuore dei suoi apostoli che proveranno sconforto e smarrimento quando non lo vedranno più.

La vita, anche la vita di fede, richiede il rischio della libertà. I discepoli devono imparare a camminare da soli. Ma in realtà Gesù che sale al Padre non li abbandona, si renderà presente attraverso il Paraclito, il consolatore, che farà comprendere tutta la verità su Gesù, sulla sua persona e sulla sua missione.

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Smarriti, i discepoli non possono capire pienamente ciò che dice loro il Maestro, ma Gesù ripete: quando Lui non ci sarà più manderà lo Spirito Santo che donerà ai discepoli la forza e la luce necessarie per continuare la sua missione.

Non solo, attraverso lo Spirito Santo Gesù continuerà ad essere misteriosamente presente in mezzo a loro e potrà portare a compimento la vittoria sul male. Questa pagina di Vangelo ci ridoni speranza nei momenti di tristezza e di difficoltà, ricordandoci che Gesù non ci ha abbandonati ma è sempre vicino a noi, in noi, attraverso lo Spirito che ci ha donato e che ci sostiene ogni momento della nostra vita.

Per riflettere

Gesù si sta dirigendo a Gerusalemme per compiere il mistero della morte e resurrezione, per cui non si può esitare: chi decide di stare con il Signore deve farlo subito, senza ripensamenti. Gesù sta chiedendo un atteggiamento da incoscienti? Ma aspettare troppo, a volte, è segno di poca fede in Lui.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi