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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 26 Aprile 2025

Cosa dire di questa pagina evangelica? Una pagina forte ma che rimanda inequivocabilmente al Dio trinitario e ad un interrogativo: si può essere coerenti e impavidi testimoni di Gesù solo con le nostre forze? Sembrerebbe di no!

Forse è possibile conformarci alla Sua parola, ma verosimilmente con le sole nostre forze è possibile farlo fino a quando non è turbato il nostro vivere quotidiano. Quando invece il nostro conformarci a Gesù urta col pensiero del mondo, quando ci espone allo scherno, alla derisione, alla altrui violenza, le nostre sole forze ci porteranno inevitabilmente a tacere, ad assecondare il pensiero dominante, a desistere per non compromettere la nostra reputazione e il nostro quieto vivere, talvolta anche la nostra stessa vita. E allora le nostre parole e il nostro operare cesseranno di dare testimonianza di Gesù; o al più diventeremo ambigui e tiepidi credenti.

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Qui, però, dovremmo fare tesoro di quanto si legge nell’Apocalisse (3, 16): «Ma perché sei tiepido e né freddo né caldo, io sto per vomitarti». Occorre quindi che il nostro essere solidamente cristiani si avvalga di una “cura ricostituente” che ci dia forza e renda la nostra fede irreprensibile. E questa cura è lo Spirito Santo che promana da Dio e che di conseguenza non dovremmo mai stancarci di invocare.

Perché è dalla Sua presenza in noi che ci verrà la forza di testimoniare la nostra fede di fronte alle difficoltà della vita, di fronte a chi ancora non crede al Messia, di fronte a chi crede di rendere culto a Dio in altro modo, o di fronte a chi intende rifiutare del tutto Dio irridendo alla fede e rimuovendo i segni visibili della presenza cristiana.

Per riflettere

E noi ci ricordiamo dello Spirito Santo? Siamo soliti pregarlo e invocarlo per ottenere la forza per testimoniare fattivamente Gesù in ogni frangente della vita e, in tal modo, rendere conto del vero amore per il Signore?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi