Nel libro dell’Apocalisse (3, 1ss) nella lettera alla chiesa di Sardi possiamo trovare un rimando a questa pericope di Matteo. Il Cristo vittorioso dichiara a questa Chiesa: “Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere, ma sei morto”.
Che cosa significa questa denuncia? Nonostante le attività, nonostante la predicazione, le devozioni, l’osservanza dei precetti, la preghiera ed i digiuni manca l’essenziale: non c’è la presenza di Dio. Sono solo attività umane e quindi per quanto grandi e belle non contano.
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È necessario esaminare il proprio cuore, inteso in senso biblico; cioé il centro della volontà e delle decisioni, non solo dei sentimenti più nobili, per scoprire o meglio farci rivelare da Dio qual è la nostra condizione reale: siamo vivi o sepolcri imbiancati?
Per riflettere
Attenzione alla facciata esteriore, è il cuore ciò che conta; la devozione può nascondere morte e putrefazione, ma ricordiamo che il rimprovero del Signore, la rivelazione della nostra miseria, nasce dal cuore amante di Dio, che instancabilmente ci richiama.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
