Il Vangelo di oggi ci mette davanti a due provocazioni che toccano profondamente la nostra sensibilitร umana e spirituale. Da una parte, Gesรน affronta il tema del dolore e delle tragedie della vita: la morte violenta di alcuni Galilei per mano di Pilato e il crollo della torre di Sรฌloe.
Eventi che fanno pensare, come accade anche a noi oggi quando ci troviamo davanti a catastrofi, guerre, incidenti o malattie. La domanda che si insinua, allora come oggi, รจ spesso: โSe รจ accaduto, รจ perchรฉ quelle persone lo meritavano piรน di altri?โ.
Gesรน risponde con fermezza: โNo, non erano piรน colpevoli degli altriโ. La sofferenza non รจ una punizione diretta per i peccati. Ma coglie l’occasione per fare un invito forte e personale: โSe non vi convertite, perirete tutti allo stesso modoโ. Il messaggio non รจ minaccioso, ma urgente. Gesรน non ci chiede di giudicare gli altri, ma di guardarci dentro, di leggere il nostro tempo e la nostra vita come una chiamata alla conversione, al cambiamento.
Segue una parabola che allarga il discorso: un albero di fichi che da tre anni non dร frutto. Il padrone vuole abbatterlo, ma il vignaiolo chiede ancora tempo, un’altra possibilitร . ร l’immagine della pazienza di Dio, che non si stanca di credere in noi, che ci lavora attorno, che ci cura anche quando non portiamo frutto. Ma non possiamo dimenticare che questo tempo รจ tempo concesso, non infinito. Siamo chiamati a dare frutto, a non sprecare il terreno della vita.
La conversione non รจ solo un atto morale, ma una scelta quotidiana di fiducia, di risveglio, di vita piena. E oggi, come allora, il Signore ci chiede: che frutti stai portando?
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Per Riflettere
In quali ambiti della mia vita sto rimandando un cambiamento necessario? Dove sono chiamato oggi a portare frutto, magari proprio lร dove finora non sono riuscito?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
