Il brano evangelico di oggi inizia con l’invio degli apostoli da parte del Risorto a proclamare il vangelo e a sollecitare la fede. Se si dà un’occhiata al versetto immediatamente precedente, si scopre che gli apostoli sono appena stati rimproverati per la loro mancanza di fede a proposito della risurrezione. È un passaggio che a noi appare molto brusco, ma così è Gesù: rimprovera e, subito dopo, senza neanche aver parlato di perdono, dà piena fiducia, come se niente fosse successo.
Guardando al mandato di Gesù agli apostoli, vale la pena di notare che la loro missione è in tutto il mondo, non più solo in Israele, e che la predicazione deve essere rivolta a ogni creatura, quasi che la costruzione della Chiesa fosse una nuova creazione!
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Poi segue la frase lapidaria, che può suonare anche un po’ minacciosa: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato». È un’applicazione delle categorie delle opposizioni, tanto care ai religiosi ebrei (e purtroppo non solo a loro!): buoni e cattivi, degni e indegni, puri e impuri. In realtà Gesù non applica categorie, come dimostrano tutta la sua vita e la sua predicazione. Il suo obiettivo non è far cristiano il mondo, raccogliendo proseliti o seguaci. Vuol solo diffondere la buona notizia della salvezza. Accoglierla o non accoglierla dipende dalla libera scelta di ciascuno di noi, scelta che, comunque, può essere sempre ripensata.
I segni prodigiosi che accompagnano la fede possono anche essere letti in modo del tutto ordinario: scacciare i demoni, combattere la forza del male che distrugge la vita offrendo accoglienza, perdono, amore; parlare nuove lingue, cominciare a comunicare con gli altri in modo nuovo; vincere il veleno, uno dei peggiori veleni per la convivenza sono i pettegolezzi, che distruggono la relazione tra le persone.
Chi vive in presenza di Dio non fa caso a questo e riesce a non essere disturbato da questo terribile veleno. Cureranno i malati, prendersi una cura speciale verso le persone escluse ed emarginate, soprattutto verso i malati. Ciò che più favorisce la cura è che la persona si senta accolta ed amata.
Per Riflettere
Le ultime parole del Signore ci permettono di gettare uno sguardo sul cuore di Gesù, sulla sua passione più grande: dare vita ad ogni creatura, in ogni angolo della terra. E per farlo sceglie creature imperfette, dalla fede fragile. Come noi, come me… Perché crede in loro, crede nell’uomo. Ha fiducia in me, più di quanta ne abbia io stesso; sa che riusciremo a contagiare di Spirito e di nascite chi ci è affidato. (Ermes Ronchi)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
